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18 anni fa questa serie cult ha conquistato il pubblico unendo sci-fi e procedural

Prima che il multiverso diventi una moda sdoganando definitivamente sul piccolo schermo linee temporali spezzate e realtà alternative, c’è stata una serie che ha sfruttato questa premesse per interrogarsi su identità personale, scelte e conseguenze e delle proprie azioni. Stiamo parlando di Frangiaserie creata da JJ Abrams, Alex Kurtzman e Roberto Orci che, a distanza di quasi due decenni, rimane un cult difficile da dimenticare.

Frangia ha debuttato su Fox nel 2008, fissando fin da subito un nuovo standard per le serie di fantascienza grazie alla sua ambiziosa fusione tra procedurale e fantasia. Nonostante un avvio incerto in termini di pubblico, una volta trovata la propria identità la serie è decollata, costruendo stagione dopo stagione una mitologia sempre più ambiziosa e conquistando del tutto i favori del pubblico.

Al centro della storia troviamo Joshua Jackson, all’epoca ancora legato nell’immaginario collettivo a Dawson’s Creek, affiancato da Anna Torv e John Noble. Tre interpretano i membri della neonata Fringe Division dell’FBI, una task force speciale incaricata di indagare su eventi scientificamente spiegabili. Il risultato è una miscela irresistibile di fantascienza, suggestioni fantasy e struttura procedurale, capace di rendere ogni episodio un’esperienza a sé.

Uno degli elementi più affascinanti di Frangia è tuttavia l’uso dell’universo parallelo come fulcro narrativo. Una scelta che ha permesso agli autori di esplorare il worldbuilding della serie con una libertà inedita per gli standard della televisione generalista, partendo da una realtà alternativa inquietantemente simile alla nostra. Inizialmente accostata a un classico come X-Files oa suggestioni cinematografiche vengono Stati di allucinazionela serie cambia pelle dopo la prima stagione, abbracciando gradualmente una narrazione sempre più approfondita e stratificata.

Con il passare degli anni, Frangia ha costruito un seguito di solido e appassionato. Le sue cinque stagioni hanno osato continuamente, modificando tono, ambientazione e persino il ruolo dei personaggi principali, grazie all’esplorazione di dimensioni e linee temporali alternative. Un’evoluzione che ha trasformato la serie da procedurale sci-fi piacevole ma convenzionale a vero e proprio fenomeno popoggi rivalutato come uno dei titoli più audaci della sua epoca.

Il cast corallo è uno dei grandi punti di forza dello spettacolo. Oltre a Torv, Jackson e Noble, Frangia ha potuto contare su interpreti come il compianto Lance Reddick nel ruolo dell’agente Phillip Broyles, Leonard Nimoy nei panni dell’enigmatico William Bell, Jasika Nicole, Blair Brown e Kirk Acevedo. Un aspetto particolarmente riuscito è stato vedere molti di loro interpretanti versioni alternative dei propri personaggi, dando ulteriore profondità emotiva e narrativa a una serie già complessa.

Conclusioni dopo 100 episodi, Frangia ha continuato a vivere anche fuori dallo schermo. La DC Comics ha pubblicato due miniserie a fumetti, mentre tre romanzi prequel hanno ampliato il passato di alcuni membri del team. Segno evidente di un universo narrativo che, nonostante la chiusura, non ha mai smesso di stimolare l’immaginazione dei fan.

Leggi anche: Criminal Minds non sarebbe lo stesso senza questa serie dimenticata da tutti

Foto: MovieStillsDB

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