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Alpinisti travolti da valanghe, tre morti e diversi feriti – Notizie

Tre morti e diversi feriti. E’ il drammatico bilancio di quattro valanghe avvenute in Piemonte e Veneto. L’episodio più grave è avvenuto in alta valle Maira, tra le montagne del Cuneese nel territorio del comune di Acceglio, nell’area del bivacco Bonelli a oltre 2.300 metri di quota. Una slavina di grosse dimensioni ha travolto quattro escursionisti causando la morte di una donna di nazionalità straniera.

Altre due persone, trovate in stato di ipotermia, sono state tratte in salvo e non sarebbero in pericolo di vita. Solo lievi contusioni per il quarto alpinista. L’allarme è scattato poco dopo le 13 di venerdì. Sul posto è intervenuto il Soccorso alpino e il personale del 118 oltre alle forze dell’ordine. Al lavoro tre elicotteri dei Vigili del fuoco, del Soccorso alpino e della Guardia di Finanza mentre altre squadre da terra hanno raggiunto l’area. Operazioni rese complesse dalle condizioni meteo: un forte vento si è, infatti, abbattuto nella zona compresa tra il lago Apzoi e il vallone del Vallonasso.

L’altra tragedia si è consumata sulle piccole dolomiti sul Vajo Gabene a Recoaro, in provincia di Vicenza, dove uno scialpinista ha perso la vita a causa della massa di neve che lo ha investito. L’uomo, Massimiliano Ferru, 50 anni di Mestre (Venezia), stava scendendo con un amico quando, nella parte finale, è avvenuto il distacco di neve e sassi che lo ha trascinato per diverse decine di metri. Pur rimanendo in superficie, ha sbatteto sulle rocce affioranti riportando gravissimi traumi alla testa e all’addome.

L’amico lo ha raggiunto ed estratto dalla neve, dando l’allarme. L’ultimo tragico incidente mortale, sempre nel torinese, dove la vittima è rimasta sepolta da una coltre di neve nel Comune di Bobbio Pellice (Torino) nella zona di Partia d’Amount, da dove era partito un allarme lanciato da un apparecchio satellitare Garmin. Mentre i soccorsi raggiungevano il luogo indicato, uno scialpinista di nazionalità francese ha raggiunto in autonomia il rifugio Jervis riferendo che il proprio compagno di gita era stato travolto da una valanga e trascinato al fondo di un vallone dove giaceva parzialmente coperto dalla neve.

Sempre venerdì i vigili del fuoco hanno salvato anche due scialpinisti francesi rimasti bloccati per un’intera notte all’interno di un bivacco al confine tra la valle Varaita e il Queyras francese a quota 2.648 metri. Il Soccorso alpino invita alla massima prudenza a causa del ghiaccio in montagna. Mai senza ramponcini, è l’appello degli esperti. “L’attuale carenza di neve pregiudica le gite di scialpinismo e con le ciaspole.

Molti optano perciò per escursioni a piedi, ma i sentieri e le strade forestali a prima vista sembrano innocue, ma a causa del giaccio possono diventare pericolose”, spiega Alberto Covi, presidente del Cnsas del Cai Alto Adige. Il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo ha espresso “profondo dolore” per la scomparsa dello scialpinista in alta Valle Maira. “Rivolgo un sentito ringraziamento al Soccorso alpino, ai vigili del fuoco, alla guardia di Finanza, al 118 ea tutti gli operatori impegnati nelle operazioni di soccorso, al lavoro in condizioni particolarmente complicate”, ha aggiunto il ministro.

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