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Suore trucidate in Burundi nel 2014, svolta nel caso: arrestato a Parma il presunto mandante

PARMA – Svolta nel caso delle tre suore saveriane trucidate in Burundi 12 anni fa. I carabinieri di Parma hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip su richiesta della procura, nei confronti di un cittadino burundese di 50 anni, ritenuto fortemente indiziato di aver preso parte al triplice omicidio delle tre missionarie brutalmente assassinate in Burundi tra il 7 e l’8 settembre 2014 a Bujumbura.

L’arrestato si chiama Guillaume Harushimana ed è chiamato in causa nell’uccisione di suor Olga Raschietti (83 anni), suor Lucia Pulici (75 anni) e suor Bernardetta Boggian (79 anni). A lui viene contestato il ruolo di istigatore, co-organizzatore logistico dei delitti: secondo gli inquirenti le suore sono state uccise per aver espresso il rifiuto di collaborare per l’aiuto alle milizie burundesi in Congo.

Le religiose, che facevano parte della diocesi di Parma – per questo le indagini sono state coordinate dalla Procura della città emiliana – vennero aggrediti e uccisi nel corso di due diversi assalti alla loro missione in meno di 48 ore. I corpi delle vittime presentavano segni di violenza efferata. Una di loro era stata decapitata, le altre sgozzate.

Profondamente colpito Papa Francesco allora aveva auspicato che “il sangue versato diventasse seme di speranza per costruire l’autentica fraternità tra i popoli”.

Le missionarie sono sepolte nei pressi della città di Bukavu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, nel cimitero di Panzi, vicino ad altri missionari che sono morti o sono stati uccisi nella regione africana.

L’inchiesta

L’inchiesta si è sviluppata in più fasi: una prima attività investigativa fu avviata nell’immediatezza dei fatti, seguita da un nuovo filone nel 2018. Appena dopo i delitti fu arrestato in Burundi un 33enne, Christian Claude, perché – come riferì la polizia – era convinto che il convento dove vivevano le religiose era stato costruito su un terreno che apparteneva ai suoi genitori. Un arresto che però già 12 anni fa fu bollato come “depistaggio”.

La svolta

L’ultimo e più recente impulso alle indagini risale all’autunno del 2024, con una serie di approfondimenti durati circa un anno e coordinati dalla Procura di Parma.

Determinante, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, è stata anche l’attenzione riaccesa sul caso dopo la presentazione, il 27 settembre 2024 a Parma, del libro ‘Nel cuore dei misteri’ della giornalista Giusy Baioni.

Il giorno successivo alla pubblicazione di un articolo della Gazzetta di Parma, dal titolo ‘Parma chiede giustizia per le tre saveriane uccise’, ha portato all’apertura formale di un fascicolo. Le indagini, condotte dai Carabinieri e coordinate dall’autorità giudiziaria parmense, hanno consentito di raccogliere nuovi elementi a carico dell’indagato, sfociati nella misura cautelare eseguita nelle ultime ore.

Il ritratto dell’arrestato

Harushimana Guillaume vive a Parma da diversi anni: è accusato di concorso nel triplice omicidio in qualità di ideatore e organizzatore. Al 50enne viene contestato il ruolo di istigatore, co-organizzatore logistico dei delitti: secondo gli inquirenti le suore sono state uccise per aver espresso il rifiuto di collaborare per l’aiuto alle milizie burundesi in Congo.

Secondo gli investigatori, il 50enne avrebbe svolto sopralluoghi, prestato garanzie sulla disponibilità di denaro destinato agli esecutori, avrebbe recuperato la chiave per entrare nell’abitazione delle suore, avrebbe acquisito camici da chierichetti da far indossare agli assassini per non far sorgere sospetti sulla loro presenza all’interno della missione.

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