ROMA – Mercati in gran parte chiusi per la pasquetta ma prezzo del petrolio torna a salire dopo un fine settimana in cui la guerra in Iran si è ulteriormente infiammata, tra lanci di missili sui Paesi vicini e le minacce e gli insulti di Donald Trump al regime degli ayatollah.
Wall Street in positivo dopo un vvio incerto, attesa per le parole di Trump
Wall Street, dopo un avvio incerto, procede in terreno verde nelle prime fasi di contrattazioni dopo l’apertura di seduta, in attesa della conferenza stampa del Presidente Usa Donald Trump sul salvataggio dei piloti Usa in Iran. Il Dow Jones è poco sopra la parità: +0,08% a 46.453 punti. Il Nasdaq avanza di +0,42% a 21.970 punti. Lo S&P 500 + a +0,11% a 6.589 punti.
Bruciati oltre 1.100 miliardi in Europa
La guerra in Medio Oriente rischia di avere un peso maggiore rispetto alla crisi del 2022. In Europa dall’inizio del conflitto lo Stoxx 600, l’indice che raccoglie le principali società quotate, ha registrato un calo del 6%, mandando in fumo oltre 1.100 miliardi di capitalizzazione. Il conflitto e la chiusura dello stretto di Hormuz, il principale snodo per il transito delle materie prime, avranno, secondo gli analisti di Bloomberg Intelligence, un impatto sull’utile per azione, l’indicatore finanziario che misura la redditività di un’azienda, dello Stoxx 600 più pesantemente dello shock inflazionistico del 2022. Gli analisti stimano una crescita dell’utile per azione di circa il 5% nel 2026, ben al di sotto del 25,5% registrato quattro anni fa. Sul fronte della remunerazione degli azionisti delle quotate, per il 2026 si prevede una diminuzione del 16% del riacquisto di azioni, in modo particolare per quanto riguarda i settori dell’energia, della sanità e quello finanziario. Il recente picco del prezzo del petrolio potrebbe modificare le strategie delle società dell’energia. Per quanto riguarda il settore finanziario, si prevede che le banche ridurranno l’attività dopo il picco di 54 miliardi di euro registrato lo scorso anno, per preservare il capitale e far fronte a potenziali accantonamenti più elevati per perdite su crediti.
Petrolio: prezzi restano volatili, Wti sopra 112 dlr a barile
I future sul greggio Wti risalgono sopra i 112 dollari al barile, dopo aver toccato un massimo intraday a 115,5 dollari, mentre i mercati valutano la possibilità di una tregua in Medio Oriente. Quelli sul Brent, invece, restano stabili sopra i 109 dollari.
La guerra in Medio Oriente pesa sulle Borse più della crisi del 2022 Dall’inizio del conflitto in Medio Oriente le Borse Ue bruciano 1.100 miliardi
La guerra in Medio Oriente rischia di avere un peso maggiore rispetto alla crisi del 2022. In Europa dall’inizio del conflitto lo stoxx 600, l’indice che raccoglie le principali società quotate, ha registrato un calo del 6%, mandando in fumo oltre 1.100 miliardi di capitalizzazione.
Il conflitto e la chiusura dello stretto di Hormuz, il principale snodo per il transito delle materie prime, avranno, secondo gli analisti di Bloomberg Intelligence, un impatto sull’utile per azione, l’indicatore finanziario che misura la redditività di un’azienda, dello Stoxx 600 più pesantemente dello shock inflazionistico del 2022. Gli analisti stimano una crescita dell’utile per azione di circa il 5% nel 2026, ben al di sotto del 25,5% registrato quattro anni fa.
Sul fronte della remunerazione degli azionisti delle quotate, per il 2026 si prevede una diminuzione del 16% del riacquisto di azioni, in modo particolare per quanto riguarda i settori dell’energia, della sanità e quello finanziario. Il recente picco del prezzo del petrolio potrebbe modificare le strategie delle società dell’energia. Per quanto riguarda il settore finanziario, si prevede che le banche ridurranno l’attività dopo il picco di 54 miliardi di euro registrato lo scorso anno, per preservare il capitale e far fronte a potenziali accantonamenti più elevati per perdite su crediti.
Wall Street: apre poco mossa (s&p +0,1%) con negoziati su tregua in Iran
Wall street: apre poco mossa (s&p +0,1%) con negoziati su tregua in iran. In avvio, il dow jones cede 49,49 punti (-0,11%), lo s&p 500 guadagna 7,98 punti (+0,12%), il nasdaq è in rialzo di 68,21 punti (+0,31%). Il petrolio wti al nymex guadagna lo 0,34% a 111,92 dollari al barile.
Il petrolio in calo a New York a 110,98 dollari
Il petrolio è in calo a New York, dove le quotazioni perdono lo 0,51% a 110,98 dollari al barile.
Petrolio: Arabia Saudita alza prezzi a livelli record, 24-30$ sopra Brent per Europa
L’Arabia Saudita ha aumentato i prezzi del petrolio a livelli record come conseguenza della guerra nel golfo e della chiusura dello stretto di Hormuz. Secondo quanto riporta il Financial Times, i clienti asiatici di Saudi Aramco dovranno pagare a maggio un premio di 19,50 dollari al barile rispetto al benchmark oman-dubai per l’arab light. Negli ultimi 26 anni, il premio non aveva mai superato i 10 dollari al barile.
Wall Street: future poco mossi (dj -0,14%), speranze di pace in Iran
I future indicano un’apertura poco mossa a Wall Street, dopo una settimana positiva, grazie al lieve calo dei prezzi del petrolio e alle prospettive di una prossima fine della guerra tra Usa e Iran. Secondo Axios, Stati Uniti, Iran e un gruppo di mediatori regionali stanno discutendo i termini di un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni che potrebbe portare a una fine definitiva della guerra, sebbene le possibilità di raggiungere un accordo parziale prima della scadenza di martedì sembrino scarse
Il prezzo del petrolio riduce le perdite (-1%) dopo no Iran a cessate il fuoco
Il prezzo del petrolio riduce le perdite sui mercati dopo il no dell’Iran alla proposta di cessate il fuoco. Il greggio Wti del Texas, che era arrivato a cedere il 2% in mattinata, segna ora un ribasso dell’1,1%, risalendo sopra la soglia dei 110 dollari al barile. Il Brent ora perde lo 0,82% a 108,6 dollari al barile.
Dimon (Jp Morgan), rischio perdite su crediti a privati
Le perdite sui crediti al settore privato potrebbero essere più consistenti del previsto. E’ l’allarme lanciato dal ceo di Jp Morgan Jamie Dimon nella lettera annuale agli azionisti e riportata dal Financial Times. Il manager, una delle voci più influenti a Wall Street, chiama in causa un indebolimento dei criteri di concessione dei prestiti mentre crescono le preoccupazioni sulla salute del settore del credito privato. Per Dimon, il ‘rosso’ a carico dei finanziatori delle società fortemente indebitate sarà superiore alle stime. “Questo perchè gli standard di credito si sono leggermente indeboliti praticamente su tutta la linea”, ha scritto Dimon, alla guida di JPMorgan dal 2006. Ha citato, tra le cause all’origine di questa tendenza, “ipotesi aggressive e positive sulle performance future” nella valutazione dei mutuatari, clausole contrattuali più deboli e un maggiore ricorso al pagamento in natura (PIK), in cui i mutuatari ritardano il rimborso dei prestiti.
Prezzo benzina self cresce a 1,781 euro al litri, gasolio vola a 2,140
Ancora in salita il costo dei ‘pieno’ in Italia: la benzina in modalità ‘self’ viene oggi venduta, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), a 1,781 euro al litro (era 1,777 sabato), mentre il prezzo del gasolio si assesta sui 2,140 euro al litro (2,130 sabato). Sulla rete autostradale invece, fa sapere il Mimit, il prezzo medio ‘self’ è di 1,816 euro al litro per la benzina e 2,157 euro al litro. Continua così l’operazione di controllo del Mimit lungo la rete distributiva dei carburanti.
Prezzo del petrolio in calo (-2%) su attese per cessate il fuoco
Seduta di rialzi per le borse asiatiche sulle speranze di un cessate il fuoco di 45 giorni fra Usa e Iran. I titoli della regione, che dipende fortemente dalle esportazioni di petrolo e gas del Golfo, hanno visto generali rialzi con l’indice Msci Asia Pacific salito dello 0,4%. Bene l’indice Topix di Tokyo (+0,5%) e il coreano Kospi (+1,4%).
Positive anche le borse di SIngapore (+0,5%) e India (+0,8%).
Mercati chiusi in Cina, Hong Kong, Australia e Thailandia.
Prezzo del petrolio in calo (-2%) su attese per cessate il fuoco
Prezzo del petrolio in deciso calo sui mercati sulle attese di un cessate il fuoco fra Iran e Usa a poche ore della scadenza dell’ultimatum del presidente Trump. Il greggio Wti del Texas cede 1,98% a 109,2 dollari al barile mentre il Brent del Mare del Nord perde 1,8% a 106,9 dollari.
I future azionari salgono leggermente dopo la notizia del cessate il fuoco
I future azionari statunitensi hanno registrato un lieve rialzo, mentre il prezzo del petrolio è sceso, con gli investitori che hanno concentrato la loro attenzione su una notizia relativa a un possibile tentativo di raggiungere un cessate il fuoco nella guerra in Iran.
Findomestic (Bnp): nel 2025 utile lordo cresce a 216,4 mln (+51%)
Findomestic Banca, istituto specializzato nel credito al consumo, interamente controllato dal gruppo Bnp Paribas, ha chiuso il 2025 con un utile lordo consolidato di 216,4 milioni, in crescita del 51,6% rispetto al 2024. La banca, presieduta da claudia cattani, presidente anche di Bnl, e guidata dall’amministratore delegato marco tarantola, manager di lungo corso per anni in forza all’ex banca del tesoro, ha realizzato una produzione complessiva pari a 10,5 miliardi, in crescita del 4,7% rispetto al 2024.
Petrolio: viaggiano in lieve calo sui circuiti asiatici
I prezzi del petrolio viaggiano in lieve calo in una giornata di scambi altalenanti dovuti alla chiusura per festività, mentre gli investitori guardano allo stato dei colloqui tra Stati Uniti e Iran. I futures sul greggio Brent perdono ora lo 0,68% a 108,08 dollari al barile mentre i contratti sul WTI cedono l’1,60% a 109,77 dollari. Tali movimento però segnalano gli analisti non sono significativi perchè appunto circoscritti alle contrattazioni asiatiche di oggi.
Carburanti: Mimit, benzina ‘self’ su rete stradale 1,78 euro, diesel a 2,14
Il ministero delle Imprese e del made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’osservatorio sui prezzi dei carburanti, il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari, oggi 6 aprile, a 1,78 euro al litro per la benzina e 2,14 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,816 euro al litro per la benzina e 2,157 euro al litro per il gasolio.
Petrolio: prezzo torna a salire, Wti a 113 dollari e Brent 110
Il prezzo del petrolio torna a salire dopo un fine settimana in cui la guerra in Iran si è ulteriormente infiammata, tra lanci di missili sui Paesi vicini e le minacce e gli insulti di Donald Trump al regime degli ayatollah. Il Wti segna un rialzo dell’1,93%, a 113,69 dollari al barile, mentre il Brent si attesta a quota 110,67 dollari (+1,64%).
Petrolio: Birol (Aie), ‘paesi resistano a tentazione accaparramento’
“Resistere alla tentazione dell’accaparramento di petrolio e carburanti durante questa crisi energetica provocata dalla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. L’invito arriva dal direttore esecutivo dell’agenzia internazionale dell’energia, Fatih Birol, intervistato dal Financial Times. “Esorto tutti i paesi a non imporre divieti o restrizioni alle esportazioni”, ha dichiarato Birol “è il momento peggiore se si guarda ai mercati petroliferi globali. I loro partner commerciali, i loro alleati e i loro vicini ne soffriranno”.
La Borsa di Tokyo termina la prima seduta della settimana col segno più
La Borsa di Tokyo termina la prima seduta della settimana col segno più, con gli investitori che guardano ad ogni evoluzione sulla guerra in Iran, con l’avvio di possibili negoziati tra Washington e Tehran, mentre si attenuano i timori sull’approvvigionamento di petrolio in Giappone dopo le rassicurazioni del governo.
