Migliaia di persone alla partenza della manifestazione in Porta Venezia che ha visto tensioni tra i manifestanti e la Brigata ebraica, costretta a lasciare il corteo. Da lì il corteo per l’81esimo anniversario della Liberazione si è diretto verso piazza Duomo. Diverse le anime della manifestazione: dal Coordinamento per la Pace, che andrà a concludere in piazza San Fedele e il fronte proPal, che chiuderà in piazza Fontana, con alcuni centri sociali. Sono falliti, infatti, tutti i tentativi di ricucire le spaccature in seno alle varie anime del corteo.
Ripartito il corteo, ma un gruppo di Pro Pal resta vicino alla Brigata ebraica
Dopo un lungo blocco, lentamente il corteo principale del 25 aprile a Milano ha ripreso la sua marcia in direzione Piazza Duomo, dove sono già iniziati i comizi finali. Un gruppo di manifestanti con bandiere della Palestina, circa un centinaio, hanno seguito lo spezzone della Brigata ebraica quando è uscita dal corteo in via Senato. Al momento un cordone di forze dell’ordine li ha fermati in via Senato. I manifestanti scandiscono “Palestina libera”, “Milano sa da che parte stare. Palestina libera da fiume al mare” e “Fuori i sionisti da Milano”.
Anpi Milano: “La Russa non è all’altezza di rappresentare le istituzioni”
“È scandaloso che oggi si invochi una pacificazione. Caro presidente del Senato, lei parifica chi combatté per la libertà e chi per il fascismo, lei non è all’altezza di rappresentare le istituzioni”. Lo ha detto il presidente di Anpi Milano, Primo Minelli, dal palco della manifestazione del 25 aprile di Milano. Minelli ha ricordato anche la piazza della Lega e dei sovranisti di sabato scorso, “che era il passato sconfitto dalla storia”. Infine un pensiero per il conflitto in Medio Oriente che divide anche le anime del 25 aprile. “In terra di Palestina la pietà è morta”, ha concluso.
Le proteste della Brigata ebraica: “Noi cacciati dalla Polizia”
“Siamo stati cacciati dalla Polizia, è un fatto grave e ne parleremo”. Lo ha detto il direttore del Museo della Brigata ebraica Davide Romano, dopo che lo spezzone della Brigata Ebraica è stata fatta uscire dal corteo.
Anpi, blocco corteo causato da Brigata ebraica, non ha rispettato patti: “Bandiere israeliane inopportune”
Il corteo del 25 aprile a Milano non è stato bloccato per le contestazioni “ma perché la Brigata ebraica non si è mossa. Il problema è che la Brigata come da accordo con il questore, così mi hanno detto, doveva uscire a un certo punto dal corteo”. Così il presidente di Anpi Gianfranco Pagliarulo commenta il blocco del corteo nazionale a Milano per le contestazioni alla Brigata ebraica. “Perché non c’è solo la Brigata ebraica, cosa assolutamente legittima, ma ci sono anche gli iraniani che vogliono il ritorno del figlio dello Scià – ha aggiunto – e questo non mi pare sia una posizione coerente col 25 aprile”. “Ci sono le bandiere israeliane ma c’era stato un impegno, mi hanno detto, da parte della comunità ebraica di non portare le bandiere israeliane per motivi ovvi data la situazione – ha rimarcato – , tutto questo non è avvenuto e si è creata questa situazione molto incresciosa”. “In una situazione del genere le bandiere israeliane non sono opportune, immaginiamo se insieme alle bandiere ucraine, che è legittimo che ci stiano, ci fossero state anche le bandiere russe, forse non era una grande idea – ha concluso – , quindi non si capisce per quale motivo ci siano le bandiere israeliane”.
Il sindaco Sala sulle contestazioni alla Brigata ebraica: “C’è poco da stupirsi, io me l’aspettavo”
“I tempi sono questi. Io devo dire che avevo espresso al prefetto e al questore la mia preoccupazione da tempo”. Lo ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala arrivando con la testa del corteo in piazza Duomo, commentando il fatto che la manifestazione del 25 aprile è stata di fatto spezzata di due per le Proteste contro la Brigata ebraica. “Capisco che poi loro facciano quello che possono, ma la situazione in queste settimane, in questi mesi è questa, quindi c’è poco da stupirsi – ha aggiunto -. Io sinceramente un po’ me l’aspettavo. E non lo so, è un fatto organizzativo su cui non posso ovviamente commentare”. Sugli insulti antisemiti sala ha poi detto: “Questo è anche il clima che si è creato in quest’ultima fase, spiace perché il 25 aprile è un momento importantissimo. Forse sarebbe ora che la smettessimo di chiamarla festa. Non è una festa, è un momento di riflessione, è un momento di impegno, è un momento di volontà. Però certamente tutto ciò si sta un po’ perdendo”.
Fratoianni (SI): “Un errore impedire alle persone di manifestare”
Quello che è successo “io penso che sia totalmente sbagliato e che sia un errore, che impedisce a decine di migliaia forse di più di persone di sfilare”. Così il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni commenta quanto accaduto al corteo di Milano. “Il 25 aprile è la festa più bella dell’anno e così andrebbe celebrata, non come una commemorazione ma come una giornata di lotta per chi pensa che la liberazione non sia mai qualcosa di acquisito, ma qualcosa che va conquistato quotidianamente – ha aggiunto – . Per questo auspico sempre che questa giornata non sia una giornata di divisioni, il che non vuol dire che non debbano essere affermate anche le differenze che esistono, le sensibilità, gli elementi di diversità, ma dentro un quadro che mette al centro il valore di questa giornata”.
La Brigata ebraica viene scortata fuori dal corteo
La brigata ebraica lascia il corteo del 25 aprile scortata dalle forze dell’ordine. Fra fischi e applausi, insulti e grida “fuori, fuori”, la polizia in tenuta antisommossa sta facendo spostare lo spezzone della Brigata ebraica fuori dalla manifestazione, lungo via Senato.
Il corteo si spezza: una piccola parte arriva in Duomo, il resto è ancora fermo
La testa del corteo con il sindaco Sala è entrata in piazza Duomo, ma il grosso della manifestazione è ancora bloccato a causa delle tensioni con la Brigata Ebraica. Piazza del Duomo, mancando una grossa parte del corteo, risulta quindi in parte vuota, mentre all’incrocio tra via Senato e corso Venezia continuano i cori ‘Fuori i sionisti dal corteo’ e ‘Assassini’ contro la Brigata Ebraica che risponde con ‘fuori i fascisti’.
Trattative per far partire il corteo: ma è ancora tutto fermo
Lo spezzone del corteo con la Brigata ebraica, oltre ai rappresentanti delle comunità iraniana e ucraina, è ora bloccato all’incrocio fra corso Venezia e via Senato, protetto da un cordone di forze sull’ordine mentre manifestanti intorno scandiscono ‘fuori, fuori’. Per ragioni di ordine pubblico e per sbloccare l’impasse, le forze dell’ordine hanno chiesto loro di uscire dal corteo, cosa che al momento non pare intendono fare. La contestazione non sarebbe partita da gruppi di centri sociali organizzati. Solo una piccola parte dei manifestanti è riuscita a raggiungere piazza Duomo.
Il corteo bloccato: a fermarlo le proteste dei Pro Pal
Mentre la testa del corteo del 25 aprile a Milano è quasi arrivata in piazza Duomo, risulta bloccato dalle proteste dei pro-Palestina tutto il resto del corteo milanese, compreso lo spezzone della Brigata ebraica, che ha percorso pochi metri e poi si è fermato. I militanti pro Palestina continuano a gridare “fuori dal corteo” e “vergogna” e bloccano il passaggio all’incrocio con via Senato e corso di porta Venezia.
I Neonazisti di Do.Ra. commemorano i caduti della Rsi a Varese
I Do.Ra anche quest’anno hanno omaggiato con il ‘presente’ e saluti romani i “camerata uccisi dal nemico mentre combattevano per la patria”, come ha detto il leader del gruppo nazifascista con sede ad Azzate (Varese) Alessandro Limido, che ha definiti i morti della Repubblica sociale italiana “i veri eroi”. Con uno striscione inneggiante ai “figli di sangue e onore”, alle 9 i militanti della Comunità dei Dodici Raggi hanno iniziato il giro di commemorazioni al cimitero di Ganna, per poi spostarsi a cimiteri varesini di Sant’Ambrogio e di Belforte. Una ventina i militanti presenti a quello che l’Anpi ha sempre definito uno “sfregio” al 25 Aprile, appartenenti a un’associazione da anni sotto inchiesta e al centro di diversi processi . Per i caduti nel nome della Repubblica Sociale”, ha scandito Limido con i militanti di Do.Ra che hanno risposto con il saluto romano, per poi spostarsi verso l’ultima tappa, il cimitero di Solbiate Arno. Presenti, come sempre, Polizia e Carabinieri che anche questa volta, davanti al saluto romano, faranno scattare la denuncia.
Fiano: “Ci hanno detto siete solo saponette mancate”
“Uno ci ha detto, siete solo saponette mancate”. Lo ha riferito l’esponente del Pd Emanuele Fiano al corteo del 25 aprile parlando delle contestazioni ricevute alla Brigata ebraica dai manifestanti pro Palestina. Molti i fischi arrivati dai manifestanti allo spezzone dove si trova anche Luciano Belli Paci, figlio di Liliana Segre, protetto da un ampio schieramento di forze dell’ordine.
Pagliarulo, presidente Anpi: “La bandiera di Israele non può sfilare”
“La bandiera d’Israele non può” sventolare al corteo nazionale per la festa della Liberazione. Così il presidente dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo, prima della partenza della manifestazione. “La bandiera ucraina va bene, ci può stare perché – ricorda – l’Ucraina è un Paese che è stato invaso dai russi, quella di Israele no e per un motivo molto semplice, lo stesso per cui non c’è la bandiera della Russia. Infatti, se è vero come si è detto che bisogna distinguere l’aggressore e l’aggredito per quello che riguarda Gaza o l’Iran la situazione è chiara: c’è un aggressore che si chiama Israele ma anche Stati Uniti d’America e un aggredito, che è il popolo palestinese”. “Quindi la bandiera ucraina francamente penso ci stia” bene nel corteo, “ma quella israeliana e quella americana francamente preferirei non vederle – ha concluso – perché non c’entrano con questa manifestazione”.
Fischi e contestazioni all’arrivo della Brigata Ebraica
Contestazioni e fischi all’ingresso nel corteo della Brigata Ebraica. “Fuori” urlano diversi tra i presenti. Le tensioni rallentano la partenza della manifestazione. In testa al corteo, che deve ancora partire, c’è stata una prima contestazione contro la presenza della Brigata ebraica, proprio a pochi passi da dove il gruppo inizierà a sfilare. A contestare la presenza della Brigata ebraica al grido di “via i sionisti dal 25 aprile” sono i Carc e alcuni militanti pro Palestina, con bandiere e lo striscione con la scritta, “Via i servi di Usa e Nato e i sionisti, per una nuova liberazione”. I manifestanti gridano “assassini” e spiegano che gli esponenti della Brigata ebraica “sono quelli che bombardano le popolazioni di Gaza e quindi non posso partecipare e non hanno diritto a stare al corteo – hanno scandito al megafono – . Festeggiano la resistenza e la lotta partigiana ma non tolleriamo la loro presenza”. Davanti al gruppo di militanti pro Palestina si sono schierate le forze dell’ordine in tenuta anti sommossa, mentre risuona il canto Bella Ciao.
Valditara sul 25 aprile: “Celebrarlo contro ogni idea fascista o totalitaria”
Il 25 aprile “dobbiamo interrogarci sul perché oggi e sempre è importante contrastare qualsiasi idea fascista e totalitaria”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che in mattinata ha partecipato della deposizione di una corona davanti al Comune. “Il 25 aprile è una giornata di riflessione e nelle scuole dovrebbe svilupparsi una riflessione di questo tipo – ha aggiunto -, perché, soprattutto nell’ottantesimo anniversario dell’avvio dei lavori dell’Assemblea Costituente, è importante che si capiscano anche le radici culturali, storiche, politiche della Costituzione. Dobbiamo ragionare, a partire dalle scuole, sul significato della lotta contro il fascismo. Certo, noi siamo contro il fascismo per le leggi razziali, ma chi oggi potrebbe non essere contro le leggi razziali? Ci sono stati antifascisti ben prima delle leggi razziali, antifascisti che hanno perso la vita. Penso a Matteotti, a Gobetti, ai fratelli Rosselli. Allora bisogna andare ancora più in profondità e chiedersi perché il fascismo era sbagliato e perché è giusto celebrare il 25 aprile”.
“Innanzitutto – prosegue nel ragionamento – perché il fascismo era negazione delle libere elezioni. Poi il fascismo, non soltanto aveva cancellato la democrazia, aveva anche cancellato alcune libertà fondamentali. Penso alla libertà di opinione, libertà di pensiero, libertà di manifestazione della parola. Il fascismo – aggiunge – aveva cancellato l’importanza della persona. La nostra Costituzione rovescia questa impostazione, a differenza di tutti i regimi totalitari, la nostra Costituzione mette la persona al centro, non al servizio dello Stato, dell’ideologia, della religione o di qualsiasi altra cosa, del partito”.
I giovani di Forza Italia: “Siamo qui perché la libertà non ha colore politico”
Per la prima volta in modo organizzato partecipa al corteo del 25 aprile di Milano una rappresentanza dei giovani di Forza Italia Lombardia, che sfilerà con la Brigata Ebraica. “Siamo qua perché la libertà ha un valore che non ha colore politico – ha detto Vincenza Piazza, segretario FI giovani di Milano –, forse abbiamo sbagliato a non farlo già prima. Siamo venuti personalmente gli altri anni ma in modo organizzato è la prima volta”.
I giovani di Forza Italia sfilano con le bandiere dell’Italia e della Ue ma come hanno spiegato gli sarebbe stato vietato dall’Anpi di Milano di portare le bandiere di FI. “Anpi, con il presidente Primo Minelli, ci ha detto che non possiamo usare in corteo loghi di partito e bandiere ma questa è una disparità di trattamento – ha detto il coordinatore regionale dei giovani di FI Andrea Ninzoli – Ci ha detto che c’erano dei problemi interni perché qualcuno non voleva le nostre bandiere”
Il sindaco Sala: “Ci sono divisioni, per questo chi ci crede deve far sentire la sua voce”
Questo 25 aprile “sarà una giornata delicata, perché ci sono divisioni, ci sono sempre strascichi di polemiche”. Così il sindaco di Milano Beppe Sala a poche ore dall’inizio del corteo, che – come annunciato – si suddividerà per concludersi in diverse piazze. “Proprio per il fatto che qualcuno non vuol festeggiare il 25 aprile e un po’ nega anche il senso di questa giornata, però, – ha aggiunto parlando a margine della deposizione delle corone davanti al Comune – chi ci crede deve fare la sua parte, deve partecipare, deve far sentire la sua voce. Con grande educazione, che è qualcosa che oggi in politica spesso manca, ma anche in maniera ferma”. Per questo “siamo qui e saremo oggi in manifestazione e sul palco”.
Il percorso e gli interventi sul palco
Il corteo partirà da Porta Venezia, per poi dividersi all’arrivo in tre spezzoni. Quello tradizionale, organizzato dall’Ampi e con alla testa il sindaco Sala, seguirà il percorso “classico” fino a piazza Duomo con gli interventi sotto la Madonnina. Sul palco Primo Minelli, presidente del comitato antifascista milanese, il vice presidente Aned di Sesto San Giovanni Milena Bracesco, della rettrice dell’Università Statale Marina Brambilla, la segretaria della Cisl Daniela Fumarola e il presidente nazionale Fivl Roberto Tagliani. Le conclusioni sono affidate al presidente nazionale dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo. Il coordinamento per la pace-Milano si staccherà dal serpentone principale per tenere il proprio comizio in piazza San Fedele, per “distinguersi dalle ambiguità di quelle organizzazioni e partiti che non si oppongono alla linea guerrafondaia e di riarmo dell’Unione Europea contro la Russia, anzi la alimentano, e che si oppongono solo strumentalmente alle azioni di Trump e Netanyahu”. Il fronte proPal, con alcuni centri sociali, chiuderà invece in piazza Fontana.
