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La saga dei Trueba non è più solo un sogno: “La casa degli spiriti” diventa serie TV

Casa Notizie La saga dei Trueba non è più solo un sogno: “La casa degli spiriti” diventa serie TV

La casa degli spiriti di Isabel Allende arriva su Prime Video il 29 aprile: otto episodi, tre generazioni di donne, realismo magico e storia cilena.

25 aprile 2026 19:00

Chi l’ha letto sa che non è un romanzo che si dimentica facilmente. La casa degli spiriti di Isabel Allendepubblicato nel 1982ha venduto oltre 70 milioni di copie in tutto il mondo, è stato tradotto in decine di lingue, ha già avuto un adattamento cinematografico nel 1993 con Meryl Streep, Jeremy Irons e Glenn Closee da quarant’anni occupa un posto fisso nell’immaginario collettivo di chiunque ami la grande narrativa latinoamericana. Adesso quel romanzo diventa una serie televisiva, e il luogo in cui atterrerà è Primo Videoa partire dal 29 aprile 2026nell’oltre 240 Paesi e territori nel mondo. Il progetto è stato presentato alla 76ª edizione del Festival del Cinema di Berlinodove le prime immagini hanno confermato quello che molti speravano: non si tratta di un adattamento frettoloso, ma di qualcosa che ha avuto il tempo e le risorse per costruirsi nel modo giusto.

Il romanzo che ha cambiato la letteratura latinoamericana

Prima di parlare della serie vale la pena ricordare perché il romanzo di Allende conta ancora così tanto. La casa degli spiriti racconta la saga della famiglia Trueba nel corso di mezzo secolo di storia cilena, attraverso le voci di tre generazioni di donne: Chiaradotata di capacità soprannaturali e di una leggerezza spirituale che niente riesce a spegnere; Biancasua figlia, tormentata da un amore impossibile per ragioni di classe; e Albala nipote, che cresce in un paese che si avvia verso la dittatura e ne diventa vittima diretta. A tenere insieme tutto c’è Esteban Truebail patriarca, uomo contraddittorio e violento, capace di amare con una forza che non riesce mai a trasformare in rispetto. Allende scrisse il romanzo come una lunga lettera al nonno moribondo, partendo dall’esperienza della propria famiglia, con il fantasma del golpe del 1973 che uccise suo zio Salvador Allende sullo sfondo di ogni pagina. Il realismo magico che attraversa la storia non è un espediente letterario: è la forma che quella famiglia, quella cultura e quella terra hanno imposto alla narrazione.

Il cast: chi sono i Trueba sullo schermo

La scelta degli interpreti è stato uno degli aspetti più attesi. Esteban Truebail ruolo più complesso e più ingrato dell’intera storia, è affidato ad Alfonso Herreraattore Casabella noto al pubblico internazionale per Luna ribelle. Chiara del Valle è interpretata in due fasi della vita da Nicole Wallace (la versione giovane, già protagonista di È colpa nostra?) e Dolores Fonzi (la versione adulta, tra i volti più rispettati del cinema argentino contemporaneo grazie a Belén). Bianca è interpretata da Sara Becker e da Fernanda Urrejolache ricopre anche il ruolo di showrunner. Albala voce narrante attraverso cui la storia viene ricostruita dai diari della nonna, è Rochi Hernández. Il cast include anche Fernanda Castello nel ruolo di Ferula, Eduard Fernández Venire Severo della Valle, Aline Kuppenheim Venire Nivea, Juan Pablo Raba nei panni dello Zio Marcos e Pablo Macaya e Nicolas Contreras in quelli di Pedro Terzo. Una distribuzione geografica precisa: attori cileni, argentini, messicani e spagnoli, per un progetto che è latinoamericano nella voce ma globale nell’ambizione.

La struttura narrativa: come si racconta mezzo secolo in otto episodi

La serie è composta da otto episodi e adotta una struttura che si muove tra passato e presente, con Alba che negli anni Settanta ripercorre i diari della nonna Clara per ricostruire la storia della famiglia e capire come il suo paese sia arrivato a quello che sta vivendo. È una scelta narrativa intelligente, perché permette di rispettare l’impianto del romanzo senza sacrificarne la complessità, e offre allo spettatore un punto di accesso emotivo preciso fin dall’inizio. Il primo tre puntate saranno disponibili dal 29 aprilecon nuovi episodi ogni settimana fino al finale di stagione fissato per il 13maggio. Un ritmo da serie settimanale che invita alla riflessione tra un appuntamento e l’altro, esattamente come richiedeva il materiale di partenza.

Isabel Allende posa insieme al regista Andrés Wood, a Francisca Alegría (a sinistra) e a Fernanda Urrejola
Isabelle Allende alla presentazione della serie tv “La Casa degli Spiriti” – ©Prime

Chi produce e perché il progetto ispira fiducia

Dietro la serie ci sono nomi che danno una misura precisa delle aspettative. FilmNation Entertainmentcasa di produzione premiata agli Oscar, è responsabile tra le altre cose di Anora e Conclavedue dei film più discussi degli ultimi anni. Al suo fianco lavora Fabulacasa di produzione cilena con due premi Oscar all’attivo per Una Memoria Infinita e Una donna fantastica. La presenza di Fabula non è un dettaglio secondario: significa che la serie è stata costruita con una conoscenza diretta della cultura, della storia e dell’estetica che il romanzo richiede. Tra il produttore esecutivo c’è Isabel Allende in persona, garantendo che il progetto non tradisca la visione originale, insieme a Eva Longoria e Courtney Saladino. Sono tre showrunner Francisca Alegría, Fernanda Urrejola e Andrés Woodtre figure con storie creative molto diverse tra loro ma con una radice comune nella narrazione latinoamericana.

Il confronto con Cent’anni di solitudine e la sfida delle grandi saghe

Il momento in cui questa serie arriva non è casuale. Netflix ha già portato sullo schermo Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquezun adattamento che ha riacceso il dibattito su come trattare i classici del realismo magico latinoamericano in formato seriale. Primo Video risponde con il romanzo di Allende, che con quello di Márquez condivide la struttura sagale, il peso della storia politica e la presenza del soprannaturale come dimensione ordinaria dell’esistenza. Le differenze sono altrettanto rilevanti: il romanzo di Allende è più esplicitamente politico, più legato a un preciso momento storico identificabile, e ha al centro una prospettiva femminile che nel formato seriale può trovare uno spazio che il cinema del 1993 non è riuscito a ripristinare pienamente. I diari di Clarache nel romanzo sono la memoria stessa della famiglia, in questa serie diventano il dispositivo narrativo che tiene insieme passato e presente. È la chiave giusta per un’opera che chiede di essere sentita prima ancora di essere capita.

Perché vale la pena aspettarla

L’attesa per questa serie non è quella generica che accompagna ogni grande adattamento. È qualcosa di più specifico: la speranza che un romanzo che per molti lettori ha significato qualcosa di preciso trovi finalmente una forma visiva capace di restituire quella stessa emozione. Le premesse ci sono tutte, dal cast alla produzione, dalla regia alla garanzia dell’autrice come produttrice. La casa degli spiriti arriva su Prime Video il 29 aprile. La famiglia Trueba aspetta da quarant’anni. Quasi.

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