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Cannes 2026, la cerimonia di chiusura e la consegna della Palma d’oro

CANNES – Un Palmares sorprendente con tanti ex aequo e molti riconoscimenti. La Palma d’oro è stata attribuita a un potente film che interroga lo spettatore sulle proprie convinzioni, lo firma il regista romeno Cristian Mungiu che aveva già vinto il massimo premio con 4 mesi 3 settimane e 2 giorni. Con Fjord racconta la storia di una famiglia metà norvegese e metà romena che trasferita in un villaggio in un fiordo si ritrova al centro di un’investigazione per violenza sui figli.

Un titolo di grande effetto anche Minotaur del russo in esilio Andrej Zvyagintsev, che ha vinto il Gran Premio della giuria e analizza la crisi di un imprenditore russo all’inizio della “operazione speciale” della Russia verso l’Ucraina. Premiati Emmanuel Macchia e Valentin Campagne, i giovani attori di Coward, film di Lukas Dhont sulla prima guerra mondiale e le attrici di All of a sudden, Virginie Efira e Okamoto Tao. Il premio più sorprendente è l’ex aequo alla regia andata ai registi spagnoli Javier Calvo e Javier Ambrossi de La bola negra e il regista polacco Paweł Pawlikowski per Fatherland. Cerimonia snella condotta dall’attrice e comica Eye Haidara che ha avuto molti momenti di richiamo all’attualità e alle guerre in corso, compreso l’intervento dell’attrice e regista libanese Nadine Labaki. Barbra Streisand ha ricevuto la Palma d’oro, ma è rimasta in America per i postumi di un infortunio e ha inviato un video.

Palma d’oro a “Fjord” di Cristian Mungiu

La Palma d’oro assegnata dalla giuria presieduta da Park Chan-Wook al 79/o festival di Cannes, è stata vinta da Fjord di Cristian Mungiu, già premiato con lo stesso riconoscimento nel 2007 per 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni. Ispirato a una storia vera, il film mette in luce le contraddizioni di una società che proclama la propria tolleranza. Al centro della storia la vicenda della famiglia Gheorghiu, padre romeno e mamma norvegese, che si trasferiscono in un piccolo paese su un fiordo per avvicinarsi alla famiglia di lei. I Gheorghiu hanno cinque figli, due adolescenti, due bambini e un piccolo di pochi mesi. La comunità li accoglie bene, i ragazzi fanno amicizia con la vicina di casa, figlia del preside della scuola finché un giorno Elia Gheorghiu si presenta a scuola con lividi sul corpo, scatta l’allerta delle insegnanti e viene contattata un’assistente sociale. I genitori vengono accusati di maltrattamenti, i bambini portati in un diverse case famiglie, inizia un processo che lungo il film ribalterà più volte le certezze dello spettatore. Nel film l’attore americano emigrato a 8 anni dalla Romania, Sebastian Stan interpreta il padre, ancora una volta irriconoscibile dopo essere stato il giovane Trump di The Apprentice, mentre la mamma è Renate Reinsve (migliore attrice a Cannes per Sentimental Value). “Credo che prima di chiedere agli altri di fare dei cambiamenti, sia importante che noi stessi li facciamo – ha detto il regista sul palco – Penso che nel cinema sia importante parlare di temi rilevanti, che sono facilmente reperibili e ci aiutano a capire la direzione in cui sta andando il mondo”.

(reuters)

Il Grand Prix va al regista russo in esilio Andrej Zvyagintsev

Zoe Saldana consegna il Grand Prix a Minotaur del regista russo in esilio Andrej Zvyagintsev. Conosciuto dai cinefili per i film Leviathan e Loveless è tornato al festival dopo nove anni, in questo tempo è successo di tutto a livello personale e politico. Mentre Putin invadeva l’Ucraina il regista è entrato in coma, a seguito di una grave reazione al vaccino russo Sputnik V nel 2021, poi è rimasto per un anno su una sedia a rotelle. Definito una favola politica ambientata nella Russia del 2022 il film, che il regista ha girato in Lettonia per via della situazione politica, è un film denuncia. Protagonista è Gleb, affermato dirigente d’azienda, che si ritrova sotto assedio sia sul lavoro che in famiglia. Quando esplode “l’operazione speciale tra Russia e Ucraina” è costretto a rinunciare a parte dei suoi lavoratori richiamati al fronte, mentre anche la sua vita privata va in crisi. Gleb scopre che sua moglie lo tradisce con un giovane fotografo. Se Leviathan era un film sulle prepotenze della politica russa, questo Minotaur è una presa di coscienza ancora più netta contro il regime del presidente russo.

(afp)

Il regista in russo ha ringraziato per aver preso il film in selezione e la giuria per aver il coraggio di fare un film russo non in Russia. E poi ha detto: “Vorrei rivolgermi a qualcuno che non utilizza il vpn e ha da prendere decisioni più importanti che seguire la cerimonia ma qualcuno glielo dirà: milioni di persone da entrambe la linea non aspettano altro che il massacro finisca e l’unico che può far finire a questa carneficina è il presidente della federazione russa”.

Il premio alla miglior regia è agli spagnoli Javis ed (ex aequo) a Paweł Pawlikowski

Javier Calvo e Javier Ambrossi con La bola negra e Pawel Pawlikowski con Fatherland vincono in ex aequo la Palma alla Miglior regia al 79esimo Festival di Cannes.

La bola negra della coppia di registi spagnoli Javier Calvo e Javier Ambrossi è un audace racconto queer che attraversa tre epoche: 1932, ’37 e il 2017. In Spagna i cineasti quarantenni che si sono fatti le ossa con la serialità vengono chiamati “los Javis”, sono stati anche una coppia sentimentale per 13 anni. Il film è tratto da un racconto incompiuto di Federico García Lorca che dà vita a un kolossal che spazia attraverso 85 anni di storia della Spagna. Tre uomini, le cui vite sono intimamente intrecciate alla figura storica del poeta e drammaturgo morto ucciso da uno squadrone delle forze nazionaliste, lottano per vivere apertamente la propria omosessualità. Sullo sfondo della guerra civile spagnola il film vuole rivendicare l’identità gay dell’autore per troppo tempo silenziata. Oltre al cast di giovani attori spagnoli – Miguel Bernardeau, Antonio de la Torre, Guitarricadelafuente – ci sono anche Penélope Cruz e Glenn Close. Cruz interpreta Nené una soubrette che canta e balla per i soldati mentre Glenn Close è un’ispanista americana che ha studiato tutta la vita Garcia Lorca.

(afp)

Fatherland del regista polacco Paweł Pawlikowski (Ida, Cold War) racconta il viaggio dello scrittore Thomas Mann (Hanns Zischler) e di sua figlia Erika (Sandra Hüller) attraverso la Germania in macerie del 1949: da Francoforte, sotto l’influenza statunitense, fino a Weimar, controllata dai sovietici. Pawlikowski in 82 minuti in bianco e nero tratteggia le due facce della Germania, est e ovest già divisa prima della costruzione del muro. Mann incontra i figli di Wagner e rinfaccia loro le amicizie naziste del padre, pur rimanendo un estimatore della sua musica “che gli sopravviverà” pronostica, mentre a Weimar viene avvicinato da un uomo che denuncia le violenze dei russi e i campi dove vengono chiusi i dissidenti. Ma sullo sfondo della politica c’è anche la tragedia del suicidio del figlio Klaus. Un film storico che dialoga con l’oggi e con l’attualità della situazione europea schiacciata tra l’arroganza di Putin e quella di Trump.

Il prix della giuria a “L’avventura sognata”

Il prix della giuria consegnato da Gael Garcia Bernal è andato al film della regista tedesca Valeska Grisebach L’avventura sognata. Al centro del film è un’archeologa che, a Svilengrad, una piccola città al confine tra Turchia e Bulgaria, accetta un accordo per aiutare una sua vecchia conoscenza cui gli è stata rubata l’auto. Veska lo porta con sé al sito di scavo dove lavora e mentre si ritrovano, viene attratta sempre più dal mondo oscuro da cui Said è emerso, un mondo di prepotenza e sopraffazione in una zona dove il contrabbando e lo sfruttamento dei migranti è al centro di violenze nei confronti degli anziani e degli ultimi.

(reuters)

Il premio alla miglior attrice alle due attrici di “All of a sudden”: Virginie Efira e Okamoto Tao

Pier Francesco Favino consegna il premio per la miglior interpretazione femminile e dice: “è importante essere qui guardarci e contarci perché qui cerchiamo di creare e costruire in un mondo divorato dalla distruzione che è sempre più facile che costruire. Guardiamoci, contiamoci e impariamo a stare insieme, la nostra forza e responsabilità di preservare”. Il premio è andato alle due protagoniste del film di Hamaguchi Ryusuke All of a sudden: Virginie Efira e Okamoto Tao, un dialogo tra due culture e due identità: il Giappone e la Francia. Marie-Lou (Efira), direttrice di una casa di cura, si impegna per introdurre un’innovativa filosofia dell’assistenza, basata sull’ascolto e sul rispetto della dignità dei residenti. L’incontro con Mari, una regista teatrale giapponese, cambierà profondamente il suo modo di vedere il mondo e le due donne uniranno le forze per “rendere possibile l’impossibile”. Il film, scritto dal regista con Léa Le Dimna, è ispirato all’epistolario reale tra Makiko Miyano e Maho Isono e fa riferimento al metodo “Humanitude”, una filosofia di cura ideata in Francia che trasforma l’assistenza in un vero e proprio incontro tra persone.

(afp)

Il premio alla miglior sceneggiatura a “Notre salut” (Un uomo del suo tempo)

Nadine Labaki, regista libanese, ha consegnato il premio alla miglior sceneggiatura: “Non posso non pensare al mio paese il Libano condannato a vivere il peggior scenario possibile. Questo con mio marito abbiamo ricevuto questo invito abbiamo vissuto una serie di contraddizioni all’idea di lasciare il paese e i nostri figli in una guerra devastante. Nonostante le ingiustizie il nostro piccolissimo paese continua a vivere e a creare come atto di resistenza. Siamo qui per il potere del cinema che va celebrato contro la follia del male” ha detto la regista.

Il film premiato è Notre salut (Un uomo del suo tempo) di Emmanuel Marre. Racconta l’epoca del governo di Vichy nella Francia invasa dai nazisti attraverso la figura di suo bisnonno. Nel settembre del 1940 il sedicente scrittore e «stratega politico» Henri Marre arriva nella cittadina balneare mentre il regime autoritario si instaura. Senza soldi, lontano dalla sua famiglia e con in mano solo copie del suo manifesto autopubblicato Notre Salut (La nostra salvezza), questo travet è determinato ad assicurarsi quello che ritiene sia il posto che gli spetta nella nuova amministrazione. Con una fede ceca e incrollabile nel maresciallo Petain e affermando di voler contribuire a salvare la Francia dopo la sconfitta, Marre fa tutto il necessario per rendersi utile mentre tutto intorno a lui si stringe sempre di più il cappio del collaborazionismo con i tedeschi. Marre, nel suo discorso, ha denunciato tutte le forme di “violenza, il bisogno di dominare e di rassicurarsi escludendo l’altro” e “quelle persone che fanno i piccoli capi, i padroni o i padri di famiglia, e che, quando sono a capo di uno Stato o di un’impresa, escludono, bombardano e commettono genocidi”.

(reuters)

Miglior attore ai due protagonisti di “Coward”

Il premio per il miglior attore è andato ai due protagonisti di Coward di Lukas Dhont: Emmanuel Macchia e Valentin Campagne. È un film storico ambientato durante la Prima guerra mondiale quando Pierre, un giovane soldato belga si trova sul campo di battaglia ad affrontare il nemico ma anche a raccogliere i cadaveri dei propri compagni e a condividere l’angoscia di un conflitto corpo a corpo. Il regista ha scritto il film attingendo ai diari privati dei soldati e facendosi ispirare da fotografie in bianco e nero di un gruppo di soldati improvvisati teatranti per sollevare l’umore delle truppe. Così Pierre incontra Francis, un giovane sarto con la passione del teatro, tra loro inizia una relazione che dà un po’ di speranza in un mondo circondato da violenza.

(afp)

Barbra Streisand appare in video: “Bello far parte della comunità del cinema, che ha la magica abilità di aprire cuori e menti”

In un video Barbra Streisand ha detto: “Buona sera grazie Isabelle per le belle parole al festival. Nella mia scuola c’era un piccolo teatro che programmava film in bianco e nero film di Fellini, Bergman, Kurosawa erano così potenti che sono ancora nella mia mente. Avrei voluto essere un’attrice, ho avuto la fortuna di lavorare con grandi registi anni dopo ho sempre visto il cinema come una cosa unica ma non ho realizzato che fin da allora cercavo di ragionare come una regista. Avevo storie da raccontare come donna ero un ostacolo, ero una donna che voleva dirigere per 15 anni ho combattuto per quel film. Questa passione che condividiamo per il cinema. In questo mondo volatile è bello avere film da tutti i paesi con la magica abilità di aprire cuori e menti. Qui celebriamo questa comunità di cui sono così orgogliosa di far parte”.

Isabelle Huppert consegna la Palma d’onore: “Non si nasce Barbra Streisand, lo si diventa”

Isabelle Huppert ha dedicato un omaggio a Barbra Streisand: “Credo che sia vero che il cinema è l’arte dello sguardo ma nel caso di Barbra anche dell’ascolto quando canta Funny girl è una forma di rivoluzione silenziosa, il cinema ascolta. Dall’età di 4 o 5 anni aveva la certezza di sapere cosa voleva fare e questa certezza ha attraversato la sua opera. Cantante, attrice, autrice e cineasta ma dietro la voce immensa c’è una donna davanti a un film, a una canzone che non è mai stata a suo agio con la celebrità Il lavoro mi rende felice, parliamo di lei come un mistero. Come se si dovesse trovare un difetto all’eccellenza, si dice una perfezionista… Ha detto spesso no perché ha voluto il controllo assoluto sui suoi album e sui suoi film. Autoritaria, indipendente, profondamente libera è passata da Barbara a Barbra… Non si nasce Barbra Streisand lo si diventa”. Ha ricordato la sua difesa delle donne e delle persone lgbtq+ la sua battaglia per i diritti. “Una carriera come la sua non si celebra si contempla” ha concluso l’attrice.

(afp)

Al via la cerimonia. Il corto è argentino e l’opera prima è un film ruandese

Al via la cerimonia con la maitresse Eye Haïdara. Il primo premio va al corto argentino Para los contrincantes di Federico Luis, mentre la Camera d’or (opera prima) è Ben’Imana di Marie Clémentine Dusabejambo. La storia è ambientata nella Ruanda del 2012. Dopo il genocidio contro i Tutsi, vengono istituiti tribunali popolari per portare giustizia e riconciliazione. Veneranda, una sopravvissuta, è convinta della necessità di questi processi. Nonostante le pressioni, organizza incontri di discussione tra le vittime e le famiglie dei carnefici. Ma quando scopre dell’inaspettata gravidanza della figlia, deve confrontarsi con le proprie contraddizioni e con i lati oscuri del suo passato. La regista ha dedicato il premio alle donne ruandesi.

Ecco Park Chan Wook con la sua giuria

Gli ultimi ad arrivare sono sempre i membri della giuria. Guidata dal regista sudcoreano Park Chan Wook include Demi Moore, Chloé Zhao e Stellan Skarsgard. Oltre a loro a scegliere il Palmares l’attrice irlandese-etiope Ruth Negga, la regista e sceneggiatrice belga Laura Wandel, il regista e sceneggiatore cileno Diego Céspedes, l’attore ivoriano-statunitense Isaach De Bankolé e lo sceneggiatore scozzese Paul Laverty.

(reuters)

Cristian Mungiu con Sebastian Stan e Renate Reinsve

Regista e cast di Fjord ispirato a una storia vera, mette in luce le contraddizioni di una società che proclama la propria tolleranza, sono arrivati al Palais. Ecco Cristian Mungiu con Sebastian Stan e Renate Reinsve, segno che il film ha vinto qualche riconoscimento.

(reuters)

Tutto il cast di “Un uomo del suo tempo”, film francese su Vichy alla cerimonia

Un uomo del suo tempo di Emmanuel Marre racconta l’epoca del governo di Vichy nella Francia invasa dai nazisti attraverso la figura di suo bisnonno. Tutto il cast del film presente alla cerimonia.

(afp)

Tilda Swinton consegna la Palma d’oro 2026

Sarà l’attrice o meglio performer – come preferisce essere chiamata lei – scozzese Tilda Swinton a consegnare questa sera la Palma d’oro al regista vincitore.

(reuters)

Pierfrancesco Favino e Anna Ferzetti sul tappeto rosso

Pierfrancesco Favino e Anna Ferzetti sulla Montée des marches. Lui in smoking color borgogna, lei in un abito luminoso color blu elettrico che catturava i flash a ogni passo: insieme hanno attraversato il tappeto rosso con la complicità di sempre, concedendo ai fotografi una serie di scatti. Favino torna sulla Croisette in qualità di presenter. Insieme a Geena Davis, Xavier Dolan, Gael García Bernal, Nadine Labaki e Zoe Saldaña, consegnerà i premi ai vincitori.

Il polacco Paweł Pawlikowski e il russo Andrej Zvyagintsev

Ecco i registi dati come favoriti per premi importanti. Sono il polacco Paweł Pawlikowski e il russo Andrej Zvyagintsev. Il primo firma Fatherland nella Germania del dopoguerra, e il secondo Minotaur, atto d’accusa contro Putin.

(afp)

Lukas Dhont e i protagonisti di “Coward”

Lukas Dhont, regista belga di Coward, è arrivato al Palais con i suoi giovani protagonisti. Anche il film sulla prima guerra mondiale e un amore queer tra i campi di battaglia e spettacoli organizzati per tirare su il morale delle truppe.

Ecco los Javis, i registi de “La bola negra”

I registi spagnoli Javier Calvo e Javier Ambrossi, soprannominati “los Javis”, che sono stati anche una coppia sentimentale per 13 anni, appaiono sul tappeto rosso. Il loro film La bola negra, ispirato a un racconto incompiuto di Gabriel Garcia Lorca, è uno dei film in predicato per vincere questa sera e vederli insieme sulla Montée des marches è una conferma. I registi sono accompagnati dal cast al completo compresa Penélope Cruz.

(afp)

Isabelle Huppert omaggerà Barbra Streisand stasera

Ecco Isabelle Huppert sulla Montée des marches di Cannes. L’attrice francese sarà protagonista dell’omaggio alla carriera di Barbra Streisand, che quest’anno riceve la Palma d’oro onoraria ma non è potuta venire a Cannes per ragioni di salute.

(reuters)

La regista e il cast di “The dreamed adventure” arrivano al Palais

In questo momento ogni delegazione che appare sul tappeto rosso può essere il segnale che qualche riconoscimento è andato a quel film. Ecco la regista tedesca Valeska Grisebach del film L’avventura sognata accompagnata dai suoi attori. Il film è ambientato sulla frontiera tra Bulgaria e Turchia.

(reuters)

È iniziata l’ultima Montée des marches del 2026

La serata conclusiva è partita sulle note della musica di Pharrel Williams. È iniziata l’ultima Montée des marches del 2026, la salita dei 24 scalini rossi che portano al Grand Théatre Lumière dove stasera verranno assegnati i premi.

Stella Maxwell

Stella Maxwell (reuters)

Palma d’oro alla carriera a Barbra Streisand (in absentia). Omaggio di Isabelle Huppert

Palma d’Oro onoraria a Barbra Streisand, che, come già annunciato, non può partecipare alla premiazione a Cannes per i postumi di un intervento al ginocchio. Su richiesta della cantante, attrice e regista Isabelle Huppert presenta la Palma d’Oro onoraria con un un omaggio alla sua carriera.

Gli ospiti di stasera: da Favino a Tilda Swinton

Ospiti della serata conclusiva del festival sono Geena Davis (che è anche protagonista sul poster di quest’edizione, insieme a Susan Sarandon, in un’immagine da Thelma & Louise), Xavier Dolan, Pierfrancesco Favino, Gael García Bernal, Nadine Labaki e Zoe Saldaña. La Palma d’Oro viene consegnata dall’attrice scozzese Tilda Swinton.

Queer Palm a “Teenage Sex And Death At Camp Miasma” con Gillian Anderson

La Queer Palm, il riconoscimento dedicato al cinema che affronta tematiche e storie i Lgbtq+, prospettive femministe o sfida le norme di genere, quest’anno è stato vinto da Teenage Sex And Death At Camp Miasma, l’horror con Gillian Anderson e Hannah Einbinder (Hacks).

Per la prima volta, dato il record di 22 film in lizza per il premio, la giuria – composta da Anna Mouglalis, Thomas Jolly, Jehnny Beth, Andre Fischer e Raya Martigny – ha scelto di dare un nuovo premio, la ‘Queer Palm Revelation, a Flesh and fuel di Philippe Le Gall. È la storia di due camionisti che si innamorano e cercano di mantenere la loro relazione nonostante la distanza.

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