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La Galleria Vittorio Emanuele II restaura l’iconico mosaico del toro nell’Ottagono di Milano, Italia

A Milano anche la superstizione ha bisogno di essere restaurata.

Il famoso mosaico del toro al centro del Galleria Vittorio Emanuele II L’Ottagono di è in fase di restauro conservativo dopo anni di usura causati da uno dei rituali più conosciuti della città: girare su un tallone sul punto più delicato del toro come portafortuna.

La Galleria Vittorio Emanuele II, conosciuta anche come “il salotto di Milano”, è uno dei monumenti più antichi e famosi della città e destinazioni per lo shopping. Progettato dall’architetto Giuseppe Mengoni alla fine dell’Ottocento, il porticato coperto collega piazza del Duomo con piazza della Scala e rimane uno dei passaggi più fotografati di Milano, sede di caffè storici, boutique di lusso e un flusso costante di visitatori.

Al centro dell’Ottagono, sotto la svettante cupola di vetro, si trova lo stemma in mosaico di Torino, rappresentato da un toro rampante su fondo azzurro. Torino era la capitale d’Italia all’epoca in cui iniziò la costruzione e lo stesso re Vittorio Emanuele II pose la prima pietra della Galleria nel 1865.

Col passare del tempo, però, il toro è diventato più che una semplice decorazione. Per generazioni, milanesi e visitatori hanno messo un tallone sul toro e si sono voltati, un piccolo atto di superstizione che si dice porti fortuna e, secondo alcune versioni, un futuro ritorno a Milano.

Il problema è che la fortuna lascia i segni.

Migliaia di visitatori ripetono ogni giorno il gesto, consumando progressivamente le tessere rosa del mosaico. Il risultato è un piccolo cratere nel punto in cui si svolge il rituale. L’ultimo restauro è stato effettuato nel settembre 2017, e ora il Comune di Milano ha deciso che è giunto il momento di riportare il mosaico al suo aspetto originario.

Lunedì 25 maggio 2026 sono iniziati i lavori preliminari con la preparazione manuale di nuove piastrelle sulla base del disegno originale. Attorno al toro è stato allestito un piccolo cantiere che permette ai passanti di osservare mentre un esperto restauratore ricompone con cura la sezione danneggiata del mosaico.

Il ripristino prevede l’asportazione della zona usurata per una profondità di almeno 2,5 centimetri, quindi il consolidamento, la posa, la stuccatura e la rasatura delle piastrelle sostitutive. Si prevede che i lavori proseguiranno per tutto il fine settimana, fino al 31 maggio 2026.

I funzionari comunali Emmanuel Conte, assessore al Demanio, e Marco Granelli, assessore ai Lavori Pubblici, hanno definito la Galleria “un patrimonio vivo” che mostra segni di usura proprio perché amata e vissuta ogni giorno. Il loro messaggio è semplice: le icone di Milano non sono solo conservate dietro il vetro. Vengono calpestati, fotografati, ammirati e, in questo caso, rappresentati.

Il toro tornerà presto al suo posto, lucidato e restaurato, pronto per la prossima ondata di visitatori in cerca di un po’ di fortuna milanese.

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