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Guerra in Iran, news. Trump: “Ok di Teheran a rinunciare al nucleare”

Un attacco missilistico iraniano ha danneggiato l’aeroporto del Kuwait mentre gli Usa hanno colpito vicino allo Stretto di Hormuz. L’ultima escalation, che ha fatto salire i prezzi del petrolio di oltre l’1%, si verifica in un momento di stallo diplomatico, con un fragile cessate il fuoco e lo Stretto di Hormuz in gran parte chiuso, a più di tre mesi dai primi attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran. I voli all’aeroporto internazionale del Kuwait sono stati temporaneamente sospesi e dirottati altrove fino a nuovo avviso dopo che il Terminal 1 è stato colpito e si sono registrati un morto e 63 feriti. L’esercito del Bahrein ha intercettato tre missili e diversi droni

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Punti chiave

Trump: “Con Netanyahu siamo allineati sulla questione libanese”

“I miei rapporti con Netanyahu sono ottimi, è una brava persona. Sulla questione libanese siamo allineati”. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump in una telefonata al corrispondente dell’emittente israeliana Channel 11 a Washington.

Rubio: “Aspettiamo l’ok di Teheran sul nucleare per finalizzare l’accordo”

Gli Stati Uniti stanno “aspettando il via libera definitivo” da parte dell’Iran sulla questione nucleare per poi finalizzare l’accordo per la fine della guerra. Lo ha dichiarato il Segretario di Stato americano Marco Rubio nel corso di un’audizione alla Camera. “Sarebbe impossibile firmare un accordo che non riguardi l’uranio altamente arricchito”, ha precisato Rubio aggiungendo che qualche mese fa, l’Iran “si era rifiutato di discutere” del programma nucleare, ma ora la questione è stata “chiaramente affrontata” nelle bozze dei documenti. Rubio ha aggiunto che “non abbiamo ancora ricevuto l’approvazione definitiva da parte loro, almeno fino a stamattina”.

(reuters)

Araghchi (Iran): “I nostri sono raid difensivi contro siti che gli Usa usano per attaccare”

Le forze armate iraniane “stanno conducendo attacchi difensivi contro siti che gli Stati Uniti sono autorizzati a usare per attaccare il traffico marittimo civile e violare il cessate il fuoco”: lo afferma su X il ministro degli Esteri della Repubblica Islamica, Seyed Abbas Araghchi, postando il video di un passaggio dell’audizione al Congresso del segretario di Stato americano, Marco Rubio, sul conflitto con Teheran. “Qualsiasi atto ostile riceverà una risposta immediata e decisiva. Ciò che le sanzioni e la guerra non sono riuscite a ottenere non sarà conquistato con altra guerra”, ha aggiunto Araghchi.

Usa: “125 navi reindirizzate e 6 fermate dall’inizio del blocco navale in Iran”

Le forze americane hanno reindirizzato 125 navi mercantili e ne hanno fermate 6 dall’inizio del blocco navale in Iran. Lo riferisce il Comando centrale americano nel consueto aggiornamento su X.

Rubio: “Trump non ha alcun deficit cognitivo”

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha difeso le capacità cognitive del presidente Donald Trump durante un’audizione al Congresso. “Dirò solo questo: potete non apprezzare le sue politiche, potete non apprezzare le decisioni che ha preso, ma vi assicuro che questo non è un presidente che dorme o che soffre di alcun tipo di deficit cognitivo”, ha dichiarato Rubio alla Commissione Affari Esteri della Camera. Rispondendo alle domande del deputato democratico Ted Lieu, che ha mostrato video che ritraevano il Presidente Trump addormentato durante le riunioni, sollevando dubbi sulle sue capacità cognitive, Rubio ha aggiunto che “non so nemmeno come rispondere, se non dicendole che è assurdo e ridicolo, e non posso credere che ci troviamo in una riunione della Commissione Affari Esteri della Camera in questo momento cruciale per la politica estera americana. Secondo Rubio, Donald Trump “non dorme letteralmente, lavora giorno e notte, per lunghe ore, tutti i giorni a un ritmo disumano”

Rubio: “I nostri raid sono solo difensivi, l’operazione Usa in Iran è finita”

Marco Rubio ha affermato che l’operazione militare americana contro l’Iran “si è conclusa”, ribadendo il messaggio che l’amministrazione di Donald Trump sta cercando di promuovere in questi giorni nonostante i continui attacchi da entrambe le parti. In un’audizione alla Camera il segretario di Stato ha affermato che eventuali attacchi americani contro l’Iran, d’ora in avanti, sarebbero “di natura puramente difensiva” e volti a proteggere le navi mercantili civili che tentano di attraversare lo stretto di Hormuz

Araghchi: “Ci stiamo difendendo. Risposta decisa ai raid”

L’Iran è tornato a ribadire che i blitz su basi americane nel Golfo Persico sono per autodifesa. “Le nostre Forze Armate stanno conducendo attacchi di autodifesa su siti che gli Stati Uniti sono autorizzati a utilizzare per colpire la navigazione civile e violare il cessate il fuoco”, ha spiegato su X il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, commentato le parole del segretario di Stato americano, Marco Rubio, sugli alleati nella regione. “Qualsiasi atto ostile sarà accolto con una risposta immediata e decisa. Ciò che le sanzioni e la guerra non sono riuscite a ottenere non sarà conquistato con altra guerra”, ha assicurato

Francia: “Altri Paesi europei devono aiutarci a mettere il Libano in sicurezza”

“Altri Paesi europei” devono “aiutarci a mettere in sicurezza il Libano” dopo la partenza dei Caschi Blu alla fine del 2026, che fa temere un vuoto di sicurezza in una situazione di occupazione di una parte del sud del paese da parte di Israele. Ad affermarlo è stato il primo ministro francese Sébastien Lecornu parlando del dopo-Unifil, uno scenario che vede il Libano spingere per una forza internazionale che sostituisca la Forza di Interposizione delle Nazioni Unite dopo il 31 dicembre. Il Segretario generale dell’Onu ha esortato due giorni fa a mantenere truppe dell’Onu, un’opzione che rischia però di scontrarsi con l’opposizione di Stati Uniti e Israele. “Proprio per evitare che si crei questo vuoto, la Francia ha già avanzato un’offerta “con diversi scenari”: “uno scenario da 5.500 uomini, uno scenario intorno ai 3mila e uno intorno ai 2mila”, ha dettagliato il primo ministro francese. “E lo faremo con i partner europei” perché “a volte siamo rimasti troppo soli in questa vicenda. Fortunatamente gli italiani c’erano. Ma altri Paesi europei devono essere maggiormente in prima linea per aiutarci a mettere in sicurezza il Paese”, ha aggiunto Lecornu, citato dai media francesi. “Ciò che la Francia sta facendo è mettere già sul tavolo un’offerta di mezzi militari che permettano di immaginare un nuovo mandato”, ha affermato il premier rispondendo in Assemblea Nazionale alla domanda del capogruppo socialista Boris Vallaud. “Ha detto interposizione?”, gli ha replicato Lecornu. “Questo non lo so. In ogni caso, è da definire”. Il premier ha inoltre promesso di “raddoppiare o triplicare nelle prossime settimane” l’aiuto umanitario al Libano, invitando Israele a “porre fine a questa guerra e all’occupazione illegale”

Rubio: “Spero in una dichiarazione congiunta Israele-Libano”

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha detto di aspettarsi una “dichiarazione congiunta e un piano d’azione” dall’incontro di oggi tra le delegazioni di Israele e Libano. “Spero che l’incontro produca una dichiarazione congiunta e un piano d’azione”, ha detto durante l’audizione davanti alla commissione Esteri della Camera

Netanyahu: “Dopo l’attacco al Kuwait Teheran gioca col fuoco”

L’Iran “sta giocando con il fuoco” dopo l’attacco al Kuwait. Lo dice il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu intervistato dalla Cnbc. “L’Iran sa sicuramente cosa ha detto Trump, ovvero che se necessario, ci sarà un ritorno all’azione militare su vasta scala”, ha detto Netanyahu commentando gli attacchi iraniani al Kuwait e al Bahrein. “E’ una decisione del presidente. Israele è pronto e le forze statunitensi sono pronte. Penso che l’Iran dovrebbe tenerne conto. Penso che lo stiano tenendo in considerazione, ma stanno giocando con il fuoco, questo è chiaro”

Usa: “Dall’inizio del blocco di Hormuz 125 navi deviate e 6 fuori uso”

Da quando hanno imposto il blocco navale in prossimità dello stretto di Hormuz, le forze del Comando Centrale statunitense hanno fatto deviare 125 imbarcazioni commerciali e ne hanno messe fuori uso sei. Lo ha riferito il Centcom sui suoi canali social. L’operazione americana per fermare le navi da e per i porti iraniani è in corso dal 13 aprile

Netanyahu: “Sento Trump ogni due giorni”

Benjamin Netanyahu ha dichiarato di parlare con Donald Trump “ogni due giorni”. In un’intervista a Cnbc il premier israeliano ha poi affermato che i due leader “hanno obiettivi comuni… e vogliamo raggiungerli”. Quanto alle sue aspettative rispetto alla fine della guerra contro l’Iran e ad un’eventuale accordo, Netanyahu ha detto che è “ancora una questione aperta”.

Netanyahu: “Usa e Israele pronti a riprendere l’azione militare su larga scala”

In caso di necessità Stati Uniti ed Israele sono pronti a riprendere “su larga scala” l’azione militare contro l’Iran. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in un’intervista rilasciata alla Cnbc dopo la telefonata non proprio dai toni distesi avuta con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a causa delle operazioni delle Idf in Libano. Nel corso dell’intervista Netanyahu ha messo in dubbio la reale stabilità della tregua tra gli Usa e la Repubblica islamica, parlando di una “partita tattica” in corso tra le parti. Ha quindi ricordato le parole del presidente americano, Donald Trump, secondo cui “se necessario, ci sarà un ritorno su larga scala all’azione militare”, sottolineando che si tratta di una decisione di Washington. “Israele è pronto e anche le forze statunitensi sono pronte”, ha precisato.

Netanyahu contro i leader europei: “Non hanno il fegato per combattere i barbari”

Benjamin Netanyahu si è scagliato contro i leader europei, come il presidente francese Emmanuel Macron, che hanno criticato le azioni militari di Israele. “Il modo in cui i leader europei assecondano le minoranze islamiche radicali nei propri Paesi è vergognoso”, ha affermato in un’intervista a Cnbc.
“Sanno che stiamo proteggendo anche loro, ma non hanno il fegato di alzarsi in piedi e schierarsi dalla parte giusta, quella che salverà la nostra civiltà contro questi barbari”, ha aggiunto

Netanyahu: “La telefonata con Trump? Non c’è nessuna crisi”

“Non entrerò nei dettagli delle nostre conversazioni. Se pensate che questa sia una crisi, avreste dovuto essere presenti ad altre conversazioni”. Lo dice il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu in un’intervista alla Cnbc, rispondendo a una domanda sulla “telefonata piena di parolacce” con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, durante la quale Trump gli avrebbe detto che era “completamente pazzo”. Con Trump, ha aggiunto Netanyahu, “abbiamo sempre trovato un modo. Siamo molto d’accordo. Siamo d’accordo sulle cose principali”.

Rubio: “Iran ora disposto a discutere aspetti del nucleare che prima erano off limits”

L’Iran ha accettato di negoziare aspetti del suo programma nucleare che in precedenza si era rifiutato di discutere. Lo ha detto Marco Rubio alla commissione esteri della Camera precisando che ciò non costituisce una garanzia che i colloqui porteranno a un accordo per porre fine alla guerra. “Hanno accettato di negoziare aspetti del loro programma nucleare che un mese fa, un anno fa, si rifiutavano persino di menzionare”, ha affermato il segretario di Stato spiegando che i negoziati sono stati resi difficili dall’instabilità della leadership iraniana.

Netanyahu: “Con Trump sintonia sui temi principali, a volte disaccordi tattici”

Benjamin Netanyahu ha minimizzato le divergenze con il presidente americano, Donald Trump – che oggi ha confermato di aver dato del “fottutamente pazzo” al primo ministro israeliano per gli attacchi sul Libano – sulla gestione del dossier iraniano, affermando che i due leader sono d’accordo “sulle questioni principali”. Intervistato dalla Cnbc a Gerusalemme, Netanyahu ha riconosciuto l’esistenza di differenze di vedute in alcune occasioni con Trump, ma ha sottolineato la solidità del rapporto tra i due. “A volte, come nelle migliori famiglie, abbiamo divergenze tattiche.
Troviamo sempre il modo di risolverle”, ha dichiarato. Alla domanda sulle parole usate da Trump nei suoi confronti, il primo ministro israeliano ha risposto con tono distensivo, senza entrare nei dettagli e sottolineando che i due possono “essere in disaccordo al mattino e avere un’azione comune nel pomeriggio”. Netanyahu ha quindi ribadito che Israele e Stati Uniti condividono gli stessi obiettivi strategici nei confronti della Repubblica islamica.

Beirut: “48 morti negli attacchi israeliani nelle ultime 24 ore”

Almeno 48 persone sono morte e oltre 90 rimaste ferite in raid attribuiti alle forze israeliane avvenuti nelle ultime 24 ore circa in Libano: lo riferisce il ministero della Sanità di Beirut, citato da Haaretz

Rubio: “Khamenei è vivo e sempre più attivo”

Mojtaba Khamenei è vivo e “sempre più attivo”. Lo ha detto il segretario di Stato Usa Marco Rubio alla commissione esteri della Camera precisando tuttavia che tutte le comunicazioni tra gli Stati Uniti e il leader dell’Iran “sono avvenute in forma scritta e tramite intermediari”

Rubio: “L’apertura di Hormuz è la condizione numero uno nei colloqui con Teheran”

L’Iran “deve annunciare in modo molto chiaro che lo Stretto di Hormuz è ora aperto”- Lo ha detto Marco Rubio alla commissione Esteri della Camera. Il segretario di stato ha anche sottolineato che Teheran “deve impegnarsi in negoziati specifici sulla gestione dell’uranio altamente arricchito”.

Droni iraniani su aeroporto del Kuwait: le immagini dello scalo in fiamme dopo l’attacco

Droni iraniani su aeroporto del Kuwait: le immagini dello scalo in fiamme dopo l’attacco



Il Kuwait espelle due diplomatici di Teheran

Dopo gli attacchi della notte scorsa, il Kuwait ha deciso di espellere due diplomatici iraniani

Kallas propone Aspides per lo sminamento di Hormuz: “Un gesto politico della Ue”

L’alto rappresentante Ue Kaja Kallas propone che all’operazione Aspides “venga affidato il ruolo principale nelle operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz”, quale contributo dell’Ue agli sforzi della coalizione ad hoc franco-britannica e “segnale politico”. A tal fine, però, gli Stati membri devono “potenziare” le capacità attualmente a disposizione dell’operazione. In caso di “accordo” – si legge nella proposta, anticipata da Reuters e consultata dall’Ansa – l’attuazione della missione potrebbe richiedere 4-6 settimane. I 27 ministri della Difesa Ue torneranno ad esaminare l’idea all’informale di Cipro di settimana prossima

Da Israele ok a oltre 2100 unità abitative in tre insediamenti in Cisgiordania

Le autorità israeliane hanno dato il via libera alla costruzione di 2.162 unità abitative in tre insediamenti in Cisgiordania. Lo riporta il Times of Israel spiegando che ad approvare l’ampliamento degli insediamenti è stato il Consiglio Superiore di Pianificazione dell’Amministrazione Civile, un dipartimento del Ministero della Difesa. L’espansione maggiore riguarda Gvaot, nella regione di Gush Etzion in Cisgiordania, dove saranno costruite 1.006 unità abitative. Il Comitato Superiore di Pianificazione ha inoltre approvato la costruzione di 922 unità abitative per l’insediamento di Har Bracha, nella regione della Samaria, triplicando così le dimensioni dell’insediamento, che attualmente ospita 3.500 residenti. Infine sono state approvate altre 234 unità abitative per Kiryat Arba, nella parte meridionale della Cisgiordania, vicino a Hebron

Kuwait: “Intercettati 13 missili e 17 droni dall’Iran”

Il ministero della Difesa del Kuwait ha dichiarato che le sue forze armate hanno intercettato 13 missili balistici e 17 droni provenienti dall’Iran e che i detriti sono caduti su diverse zone residenziali. “Questa aggressione criminale iraniana ha portato al bombardamento di infrastrutture civili e vitali, tra cui l’aeroporto internazionale del Kuwait, causando la morte di un cittadino indiano residente all’estero e il ferimento di diverse persone, oltre a ingenti danni materiali”, ha dichiarato il colonnello Saud Abdulaziz Al-Otaibi, portavoce del ministero. Lo riportano i media internazionali. Il ministero ha espresso le proprie condoglianze alla famiglia del defunto e ha augurato ai feriti una pronta guarigione

La Slovenia blocca un volo israeliano e lo costringe ad atterrare in Croazia

Con una decisione che le autorità israeliane hanno definito una palese violazione degli accordi “Cieli Aperti” definiti con l’Unione Europea, oggi il volo Israir 6H755, diretto a Lubiana è stato costretto a cambiare rotta e ad atterrare a Zagabria dopo che le autorità slovene si sono rifiutate di autorizzare l’atterraggio della compagnia israeliana. La denuncia è arrivata dall’amministratore delegato Uri Sirkis che ha lamentato una decisione “dettata dalla forte opposizione politica all’operatività di una compagnia aerea israeliana” sulla rotta da e verso la Slovenia. Sirkis – citato dal portale Israel Hayom – ha definito la decisione come “molto irregolare” ricordando che gli accordi Israele-Ue hanno lo scopo di garantire un accesso equo e paritario alle compagnie aeree che operano tra gli Stati membri. Il ministero degli Esteri israeliano ha definito l’incidente come “totalmente inaccettabile”. Il timore di Tel Aviv riporta The Times of Israel è che la mossa di Lubiana possa incoraggiare altri Stati membri dell’UE a decisioni simili. I passeggeri a bordo del volo sono stati informati del cambio di destinazione durante il viaggio. Al momento – riportano fonti giornalistiche – non è chiaro quando – o se – i voli diretti sulla tratta Lubiana Tel Aviv riprenderanno regolarmente. Al momento – soprattutto alla luce delle problematiche di sicurezza – sono ancora diverse le compagnie straniere che hanno limitato o bloccato i voli da e verso Israele. Se Ita ha ripristinato oggi due voli giornalieri fra Fiumicino e l’aeroporto Ben Gurion, Air Canada ha confermato lo stop ai voli almeno fino al prossimo 7 settembre.Wizz Air ha ripreso i voli dallo scorso 28 maggio, Austrian Airlines li ha riaperti il 1° giugno, mentre Lufthansa e Swiss torneranno a volare verso Tel Aviv dal 1° luglio. Eurowings riprenderà invece le operazioni a metà luglio

Vicepresidente Ue: “1,3 milioni di posti di lavoro a rischio per la guerra”

A causa delle guerre in Medio Oriente, nell’Ue “fino a 1,3 milioni di posti di lavoro sono a rischio, in particolare nell’industria ad alta intensità energetica”. Lo dice la vicepresidente della Commissione Europea Roxana Minzatu, a Bruxelles in conferenza stampa. La vicepresidente sottolinea che “l’aumento dei costi energetici avrà un impatto particolarmente negativo sulle famiglie a basso reddito in Europa, motivo per cui raccomandiamo a tutti gli Stati membri di adottare misure mirate per sostenere i gruppi vulnerabili”

Sirene nel nord d’Israele per il lancio di ordigni dal Libano

Le sirene stanno suonando nel nord di Israele, nei pressi del kibbutz Misgav Am, a causa del lancio di ordigni dal Libano

Trump: “Se non avessi attaccato l’Iran, Israele adesso non esisterebbe”

Donald Trump, in un’intervista ad un podcast del Nyp, ha deriso le affermazioni secondo cui sarebbe stato ingannato dal premier Benyamin Netanyahu per entrare in guerra contro l’ Iran. “Mi ha ingannato? Sono stato io a cominciare – ha detto -. Ho iniziato perché non possiamo permettere che l’Iran si doti di un’arma nucleare”. Questo, ha aggiunto, “riguarda Israele, perché probabilmente sarebbero stati i primi a essere colpiti. Israele non esisterebbe. Sapete cosa? Se non ci fossi stato io, Israele non esisterebbe adesso”

Pasdaran: “Trump mente. Lo scambio di messaggi è sospeso”

I Pasdaran hanno smentito che Iran e Stati Uniti si stiano parlando, come invece sostenuto dal presidente americano Donald Trump. “Malgrado le fantasie di Trump, l’Iran in questi giorni non ha dato alcuna risposta agli americani sul testo dell’accordo”, si legge in una dichiarazione riportata dall’agenzia Tasnim.
“A causa dei crimini del regime sionista in Libano”, hanno ribadito, Teheran “ha di fatto sospeso lo scambio di testi tramite intermediari, fino a quando le condizioni poste dall’Iran sul Libano non saranno soddisfatte”. Dunque, “quello che dice Trump non corrisponde alla realtà”, hanno assicurato

Nell’attacco iraniano in Kuwait un morto e 63 feriti

Una persona è morta e 63 sono rimaste ferite nell’attacco all’aeroporto internazionale del Kuwait. Ad aggiornare il bilancio del bombardamento è stato il portavoce del ministero della Salute, Abdullah al-Sanad. Alcune delle persone ricoverate “sono gravi”, ha spiegato, “hanno ferite alla testa, emorragie cerebrali e subito amputazioni”. La vittima è un cittadino indiano. I Pasdaran hanno rivendicato i raid sulle basi americane in Kuwait e Bahrein

Trump: “Non abbiamo bisogno di un’operazione di terra”

Gli Stati Uniti non hanno bisogno di lanciare un’operazione di terra contro l’Iran. Lo ha dichiarato a Pod Force One il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
“Non abbiamo bisogno di ‘stivali sul terreno’. Abbiamo spazzato via gran parte delle loro forze armate solo con i bombardamenti”, ha detto Trump, “hanno molti pochi soldati”

Ambasciatore di Israele: “Scontro con Tajani, non c’è equità nelle dichiarazioni sul Libano”

“Ho avuto alcune divergenze con il ministro degli Esteri italiano, perché le sue dichiarazioni includono sempre la sofferenza del popolo libanese, e non c’è dubbio che il popolo libanese stia soffrendo, ma non c’è l’equivalenza nel riportare anche la sofferenza delle comunità israeliane, che noi invece cerchiamo sempre di sottolineare. E questo è un motivo di scontro anche con il ministro degli Esteri italiano” ed “è motivo di attrito che abbiamo con il governo italiano”. Lo ha dichiarato l’ambasciatore israeliano a Roma, Jonathan Peled, conversando con i giornalisti a margine di un briefing sulla situazione in Libano

Trump: “L’Iran ha accettato di rinunciare alle armi nucleari”

Donald Trump afferma che l’Iran ha accettato di rinunciare alle armi nucleari. “Hanno già concordato che non avranno armi nucleari”, ha detto Trump in un’intervista podcast con Miranda Devine del Washington Post

Trump: “I negoziati con l’Iran evolvono rapidamente, Khamenei è coinvolto”

Donal Trump, in un’intervista esclusiva a Pod Force One con Miranda Devine del Washington Post, ha affermato di credere che la guida suprema Mojtaba Khamenei sia “assolutamente coinvolto” nel processo decisionale su come porre fine alla guerra e che gli iraniani “nutrono grande rispetto per lui”. Trump conferma il suo ottimismo sui negoziati, affermando che i colloqui con l’Iran si stanno “evolvendo rapidamente” e che “non avremo un’arma nucleare e accadranno molte altre cose positive”

Trump: “Ho detto a Netanyahu che è pazzo ma lavoriamo bene insieme”

Il presidente americano Donald Trump ha confermato di aver dato del “fottutamente pazzo” al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, nel corso della loro recente telefonata per discutere del cessate il fuoco in Libano. Parlando al podcast ‘Pod Force One’ di Miranda Devine, Trump ha ammesso comunque di “lavorare bene insieme” a Netanyahu. “Ero un pò turbato dai suoi continui combattimenti in Libano – ha detto Trump – Ma mi piace molto Bibi. E lavoro molto bene con lui. Io sono un presidente in tempo di guerra, e lui è un primo ministro in tempo di guerra”

Trump: “Probabilmente prima o poi incontrerò Khamenei, gli mancano molti pezzi”

“Mi piacerebbe incontrarlo. Mi piacerebbe incontrare tutti. Mi piacerebbe incontrare lui, e probabilmente ci incontreremo prima o poi, a seconda di come si evolveranno le cose”. Così Donald Trump in un’intervista esclusiva al New York Post. “Non se la sta passando alla grande, gli mancano parecchi pezzi diversi”, ha aggiunto Trump a proposito delle voci secondo le quali Khamenei sarebbe rimasto mutilato in un attacco aereo

L’aeroporto del Kuwait riprende il traffico dopo l’attacco

E’ ripreso il traffico aereo all’aeroporto internazionale del Kuwait dopo l’attacco iraniano che aveva causato un morto e diversi feriti, nonchè la chiusura del terminale per alcune ore. Lo riporta l’agenzia stampa ufficiale del Paese, Kuna

Iraq, colpita dai pasdaran una nave MSC nel porto di Umm Qasr: due razzi piombano sui container

Iraq, colpita dai pasdaran una nave MSC nel porto di Umm Qasr: due razzi piombano sui container



Kuwait: “Un morto e diversi feriti nel raid all’aeroporto”

E’ di un morto e diversi feriti il bilancio dell’attacco con droni e missili contro un terminal dell’aeroporto internazionale del Kuwait. Lo ha riferito il Ministero degli Esteri kuwaitiano, condannando i ripetuti attacchi iraniani contro infrastrutture civili e strategiche del Paese. Il ministero ha denunciato su X i “brutali e continui attacchi” condotti con missili balistici e droni, che avrebbero colpito anche sedi diplomatiche e provocato danni a strutture vitali. Il Kuwait ha inoltre rivendicato il proprio “diritto pieno e intrinseco” a rispondere alla “ripetuta aggressione iraniana”

A Dubai il grattacielo più alto del mondo si illumina con il tricolore per il 2 giugno

Ieri a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, il Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo, è stato interamente illuminato con il bianco, rosso e verde della bandiera italiana, in occasione dell’anniversario della Proclamazione della Repubblica. Lorenzo Fanara, ambasciatore italiano negli Emirati Arabi Uniti, ha osservato che “l’illuminazione del Burj Khalifa con i tre colori della bandiera italiana nella sera del 2 giugno è la conferma del forte sentimento di amicizia che lega il popolo emiratino a quello italiano. Si tratta di un bel gesto di attenzione nei confronti dell’operosa comunità dei ventimila italiani, che continuano a lavorare e a produrre negli Emirati Arabi Uniti”

Consigliere di Khamenei: “Un diluvio di missili se gli Usa attaccano di nuovo”

Il consigliere militare della Guida Suprema iraniana, Mohsen Rezai, ex capo delle Guardie della Rivoluzione, ha messo in guardia contro “una valanga di missili e droni” in caso di una nuova aggressione statunitense. “Ad ogni colpo e ad ogni aggressione risponderà una valanga di missili e droni”, ha scritto su X, dopo gli attacchi statunitensi contro una petroliera iraniana e l’isola di Qeshm, che sono stati oggetto di attacchi di rappresaglia contro il Kuwait e il Bahrein

Teheran accusa Kuwait e Bahrain: “Hanno responsabilità diretta negli attacchi Usa”

L’Iran ha condannato i recenti attacchi statunitensi contro l’isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz, sostenendo che rappresentano una violazione degli accordi di cessate il fuoco e del diritto internazionale. In una nota, il Ministero degli Esteri di Teheran ha inoltre attribuito a Kuwait e Bahrein una “responsabilità diretta e chiara” negli attacchi, accusando i due Paesi di aver consentito l’utilizzo del proprio territorio e delle proprie basi militari per sostenere le operazioni degli Stati Uniti contro l’Iran

Beirut: “10 uccisi nei raid odierni, in 12 ore 17 vittime”

Almeno 17 persone sono state uccise nelle ultime 12 ore in una serie di attacchi israeliani nel sud del Libano. Lo riferiscono il ministero della Salute e media locali. Dal canto suo, Hezbollah ha rivendicato 13 attacchi contro le forze israeliane di occupazione nel sud del Libano. Secondo il ministero di Beirut, nella notte sette persone sono state uccise e altre 48 ferite in vari attacchi. Da stamani il bilancio si è aggravato con almeno altri dieci uccisi

Teheran: “Gli Usa capiscono il linguaggio dei missili meglio di quello dei diplomatici”

Gli americani “hanno dimostrato di capire meglio il linguaggio dei missili che quello dei diplomatici”. Lo scrive su X il portavoce della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento di Teheran, Ibrahim Rezaei, dopo i raid incrociati delle ultime ore. “I ragazzi della marina e dell’aerospazio del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie sono dunque in fermento”, aggiunge Rezaei.

Araghchi sente i ministri degli Esteri di Francia, Turchia, Qatar, Egitto, Pakistane e Arabia Saudita

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto conversazioni telefoniche con gli omologhi di Francia, Turchia, Qatar, Egitto, Pakistan e Arabia Saudita. Lo riferisce su X il ministero degli Esteri di Teheran. I colloqui seguono gli attacchi di Teheran contro Bahrein e Kuwait, definiti dalla Repubblica Islamica una risposta “all’aggressione statunitense”. Alla conversazione tra Araghchi e il collega di Islamabad, Mohammad Ishaq Dar, ha partecipato anche il capo dell’esercito pakistano, Asim Munir, mediatore chiave tra Teheran e Washington.

Colpito da droni iraniani l’aeroporto internazionale del Kuwait: diversi feriti

Colpito da droni un aeroporto in Kuwait: ci sarebbero diversi feriti. Sospesi i voli. Le autorità hanno dichiarato che è stato attivato un piano di emergenza dopo che l’edificio T1 è stato colpito da droni e missili iraniani.

Libano, artiglieria di Israele attacca Blat

Lartiglieria di Israele ha preso di mira la città di Blat, nel distretto di Marjayoun, nel sud del Libano. Lo riferisce Al-Jazeera, aggiungendo che poco fa si è udita una forte esplosione nella vicina città di Dibbine, sempre nel sud del Libano.

Pasdaran: “Dopo attacco a nostra petroliera, colpita nave Usa-Israele”

“Ieri sera tardi, l’esercito statunitense ha colpito una petroliera iraniana vicino allo Stretto di Hormuz con un proiettile aereo, danneggiandone la sala macchine. In risposta a questo attacco e alla violazione delle norme dello Stretto di Hormuz, la nave statunitense-israeliana Panaya è stata presa di mira da missili navali delle Guardie Rivoluzionarie”. Lo affermano i pasdaran, riportati da Iran International.

CentCom: “Attacchi iraniani neutralizzati”

“Il 2 giugno le forze statunitensi hanno neutralizzato con successo diversi missili balistici e droni iraniani e hanno condotto attacchi di autodifesa sull’isola di Qeshm in risposta ai tentativi di attacco da parte dell’Iran in tutto il Medio Oriente“. Lo riferisce il Comando Centrale degli Stati Uniti. “L’Iran ha lanciato diversi missili balistici verso i paesi vicini della regione; tuttavia, nessuno di essi ha colpito gli obiettivi previsti. Due missili iraniani lanciati contro il Kuwait non hanno raggiunto la destinazione o si sono disintegrati in volo, mentre tre missili lanciati contro il Bahrein sono stati immediatamente intercettati dalle forze di difesa aerea statunitensi e bahreinite”, spiega ancora il CentCom.

Pasdaran: “Toccate un centimetro dei nostri confini e vi ridurremo in cenere”

“Qualsiasi nuova follia, qualsiasi ulteriore aggressione o qualsiasi mossa che tocchi anche solo un centimetro dei nostri confini e della nostra sovranità incontrerà una risposta sismica, schiacciante e decisiva che andrà oltre le normali regole e i limiti”. È il messaggio diffuso dai pasdaran, scrive Iran International, che avrebbero effettuato “attacchi missilistici precisi e concentrati” contro basi militari statunitensi in Kuwait in risposta a quello che ha definito un attacco statunitense all’isola iraniana di Qeshm.

Media iraniani, esplosioni a Erbil e in Arabia Saudita

Esplosioni udite a Erbil, in Iraq. Risuonano le sirene in Arabia saudita. Lo riporta su X la tv di Stato iraniana Irib.

Rappresaglia Iran, missili e droni contro il Kuwait: “Colpita base americana”

“In seguito alle azioni ostili degli Stati Uniti nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e sull’isola di Qeshm le basi americane in Kuwait sono state colpite”. In un ulteriore post, la Irib mostra quello che sostiene essere “un missile di difesa statunitense in Kuwait, dopo aver fallito nell’intercettare i missili lanciati, precipitato in una zona non militare”.

Esplosioni in Kuwait e Bahrein

Il Ministero dell’Interno del Bahrein ha dichiarato che sono state attivate le sirene di allarme e ha esortato cittadini e residenti a mantenere la calma e a recarsi nel luogo sicuro più vicino. Lo si legge in un post sull’account ufficiale del Ministero dell’Interno del Regno. Anche in Kuwait la difesa ha intercettato missili e droni. È in corso un attacco alla base americana di Arifjan e la base aerea di Ali Al-Salem in Kuwait, riporta sui social Irib, l’emittente radiotelevisiva iraniana.

Usa, oggi nuovo round di colloqui Libano-Israele

Un altro round i trattative fra Libano e Israele si terrà oggi a Washington. Lo ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato. Martedì “I progressi continuano sul fronte politico e della sicurezza, mentre ci lasciamo alle spalle il fallimento degli ultimi vent’anni e avanziamo verso un accordo globale volto a ripristinare la sovranità del Libano e a garantire la sicurezza di Israele”, ha aggiunto. “Gli Stati Uniti restano impegnati a facilitare queste storiche trattative”, ha messo in evidenza.

Difesa Kuwait, intercettati attacchi di missili e droni

“Le difese aeree kuwaitiane hanno intercettato attacchi missilistici e droni nemici”. Lo ha annunciato lo Stato Maggiore Generale dell’esercito. “Si prega tutti di attenersi alle istruzioni di sicurezza e protezione emesse dalle autorità competenti”, si legge nell’account ufficiale del Ministero della Difesa del Kuwait su X.

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