“Le varie forme dello spettacolo, da quelle più note dei grandi teatri o delle grandi sale cinematografiche, a quelle più quotidiane e vicine direttamente, come lo spettacolo dal vivo, sono tutte espressioni di una ricchezza culturale preziosa per il nostro Paese. E questo è particolarmente importante in questo periodo, in cui tanti aspetti accentuano l’importanza dello spettacolo e, quindi, il carattere di investimento che rappresenta per la nostra Repubblica”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando in occasione dell’incontro con l’Agis, associazione generale italiana dello spettacolo, per l’ottantesimo anniversario della fondazione. Parole che cadono in un momento di grandi polemiche per il mondo del cinema, delle fondazioni liriche e per lo spettacolo in generale.
Proprio oggi la sottosegretaria del MiC Lucia Borgonzoni – a margine della presentazione di Cultura cresce al ministero a cui ha partecipato anche il ministro Alessandro Giuli – a proposito dei fondi per il cinema in manovra ha detto che il MiC “sta cercando di recuperare questi 100 milioni intanto che ci riporterebbero a 650, il Mef una parte li ha già chiesti e sta aspettando esclusivamente di averli in disponibilità ed essere sicuro, ma io non penso ci saranno problemi e gli altri stiamo cercando all’interno del nostro ministero. Però tutto questo – ha ribadito – in vista di una modifica di una legge che quando è nata aveva un suo senso funzionava e poi, essendo un mondo quello dell’audiovisivo che non è solamente culturale ma anche imprenditoriale, vanno anche messe in conto le modifiche che ha questo mondo, le esigenze che ha e dobbiamo ridisegnarlo, ma ridisegnarlo sempre assieme alle associazioni, perché comunque noi tutto quello che facciamo come le modifiche che non abbiamo visto ancora che risultati porteranno e io credo che saranno i risultati molto grandi – le quelle modifiche su stop alle fatturazioni a cascata, il codice fiscale nome e cognome di chi lavora nei service – insomma noi avevamo già messo tante regole dove avevamo visto che c’erano critiche, però ovviamente va rivista tutta la norma. Cioè è inutile continuare a mettere toppe di qua e di là, tirarla di qua e di là, perché alla fine si rischia di creare solamente un mostro”. Ribatte subito Matteo Orfini, deputato del Partito Democratico e componente della Commissione Cultura della Camera: “Le parole della sottosegretaria Borgonzoni confermano, ancora una volta, che il Governo continua a generare confusione e incertezza invece di fornire risposte chiare al settore”.
Oggi intanto il ministero ha parlato dei quasi 152 milioni per le imprese culturali e creative di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia disponibili con l’avviso pubblico “Cultura Cresce”, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del ministero della Cultura che consentirà la selezione di progetti imprenditoriali in grado di contribuire al rafforzamento del sistema delle imprese culturali e creative nell’ambito del Programma Nazionale Cultura 2021-2027. “Parliamo di un’iniziativa che nasce con l’obiettivo preciso di dotare le imprese culturali del Sud di una possibilità di crescita e di sviluppo e quando diciamo questo ci rivolgiamo soprattutto alle generazioni più verdi, ai territori, ai saperi, ai mestieri, ai linguaggi, alle idee che tengono viva una cultura ancora oggi sottorappresentata” dice il ministro della Cultura Alessandro Giuli nel suo intervento. “Il tutto – dice ancora Giuli – è in linea con la cornice del Piano Olivetti, di cui più volte ci avete sentito parlare e del quale i risultati concreti sono già tangibili. Ci sta a cuore l’accesso alla cultura da parte delle aree cosiddette “marginali”, interne e bisognose, attraverso la filiera dei libri, e la cura dei musei del territorio”.
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