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Inter-Milan: Minaudo, il derby-meraviglia

Segnando il vincitore nel Derby di Milano a soli 19 anni, proprio il giorno del tuo debutto in Serie A. Può andare meglio di così per un calciatore?

Forse non è così, perché quello si rivelò essere il punto più alto della carriera di Giuseppe Minaudo. Il 6 aprile 1986, il centrocampista siciliano, figlio del Settore Giovanile dell’Inter, segna l’unico gol della giornata, pochi minuti dopo aver messo piede per la prima volta su un campo di Serie A. Nerazzurri ha avuto la meglio sul Milan nel Derby della Madonnina.

Era il derby di Minaudo, ma era anche il primo che Silvio Berlusconi guardava dalla tribuna di San Siro, appena acquisito Rossoneri da Giussy Farina in difficoltà economiche.

Ho regalato a Berlusconi la sua prima vera delusione calcistica. Adriano Galliani me lo ricordava ogni volta che lo incontravo”, ha ricordato poi Minaudo in un’intervista al principale quotidiano italiano Corriere della Sera.

Il suo gol ha trasformato un derby senza incidenti in una stagione abbastanza tranquilla in una giornata da ricordare, almeno per i tifosi dell’Inter.

La stagione di Serie A 1985/86 fu infatti una stagione di transizione per entrambe le squadre milanesi, che non erano nemmeno vicine alla lotta per lo scudetto. Se c’era una squadra in città che si copriva di gloria, quella era la potenza del basket Simac Olimpia Milano, che è stata premiata subito prima del derby perché aveva appena conquistato il titolo italiano.

Inter e Milan hanno chiuso con un deludente sesto e settimo posto in classifica, con solo l’Inter che è riuscita almeno a strappare l’ultimo posto per la Coppa UEFA della prossima stagione.

A proposito, la Coppa Uefa, che fu un altro motivo di grandi rimpianti per i nerazzurri in quella stagione. Pochi giorni prima del derby, l’Inter aveva concluso la sua corsa europea in semifinale di coppa, perdendo 5-1 ai supplementari contro il Real Madrid e sprecando così il 3-1 costruito a San Siro due settimane prima!

Mario Corso, una leggenda del GrandeInter degli anni ’60, era il loro allenatore. Aveva sostituito Ilario Castagner all’inizio della stagione, essendo stato promosso dal suo lavoro di manager del club giovanile.

Dall’altra parte del campo Nils Liedholm, uno dei più grandi Rossoneri giocatori stessi, era nella panchina del Milan per il suo terzo e ultimo periodo come capo allenatore.

Nelle formazioni figuravano sia i fratelli Baresi: Franco, leggenda del Milan, sia il più anziano e meno conosciuto Giuseppe, che invece giocava nell’Inter. Gli eroi dei Mondiali del 1982 Marco Tardelli e Alessandro Altobelli hanno indossato la maglia neroblù dell’Inter. Il Milan rispose con gente del calibro di Paolo Maldini e Mauro Tassotti, che sarebbero stati la spina dorsale della Rossoneriil ciclo vincente in pochi anni.

Ma ci sono stati anche degli assenti degni di nota. Un’altra icona del 1982, Paolo Rossi, stava concludendo la sua carriera al Milan. Pablito aveva segnato entrambi i Rossoneri gol nella partita d’andata qualche mese prima, ma questa volta era infortunato.

Così è stato Karl-Heinz Rummenigge, il più pericoloso tra gli attaccanti dell’Inter. Il tedesco si è infortunato al tendine del ginocchio durante il riscaldamento e Corso ha dovuto schierare subito Luciano Marangon al suo posto.

Quando nel primo tempo si è infortunato anche Marangon, il tecnico nerazzurro non ha avuto altra scelta che rivolgersi al giovane Minaudo, che conosceva fin dai tempi alla guida della Nazionale. Primavera – il circolo giovanile.

Gli diede alcune istruzioni semplici e chiare: “Mantieni la calma e rimani vicino alla porta quando crossiamo la palla.”

Il ragazzo di 19 anni lo ha ascoltato. Al 77esimo minuto di una partita piuttosto noiosa, tant’è Corriere della Serail titolo di la mattina seguente sarebbe “Il derby è morto” – Pietro Fanna ha calciato una punizione dall’angolo sinistro del campo.

Andrea Mandorlini ha indirizzato la palla di testa sul palo sinistro di Giuliano Terraneo, ma Minaudo è stato lesto ad avventarsi sulla ribattuta e infilare in rete da distanza ravvicinata per il Nerazzurriè il vincitore.

Che debutto. Sembrava l’inizio di un sogno per Giuseppe Minaudo.

La sua carriera, però, non è mai realmente decollata. Dopo l’exploit nel derby fatica a trovare spazio all’Inter e, dopo due anni, decide di trasferirsi altrove. Udinese, Atalanta e Torino sono state le principali mete del suo lungo peregrinare nella penisola italiana, conclusosi nel 2003 nelle serie dilettantistiche.

È passato alla storia della Serie A come un miracolo da un gol: a meteoracome dicono gli italiani. Ha segnato qualche gol in più, ma tutti lo ricordano solo per quello stordimento in partita Derby della Madonnina.

Minaudo però non ha rimpianti:

Ho avuto la carriera che meritavo”, ha ammesso nella stessa intervista al Corriere. “Non ero un campione che potesse giocare dieci anni nell’Inter. Ma ho giocato in Serie A.”

Questo è più di quanto molti calciatori possano dire, e più umile di quanto molti sarebbero.

PUNTEGGIO DELLA PARTITA

6 aprile 1986 – Serie A 1985/86 Turno 27
INTER-MILAN 1-0

CANCELLATORE: 77′ Minaudo

INTER: Zenga, Bergomi, Mandorlini, G. Baresi, Collovati, Ferri, Fanna, Tardelli, Altobelli, Brady (85′ Cucchi), Marangon (46′ Minaudo) (Lorieri, Bernazzani, Marini) Allenatore: Corso
MILANO: Terraneo, Manzo, Maldini, F. Baresi, Di Bartolomei, Tassotti, Icardi, Wilkins, Hateley, Evani, Virdis (Nuciari, Mancuso, Russo, Bortolazzi, Carotti) Allenatore: Liedholm

ARBITRO: Il signor Redini di Pisa

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