Alec Baldwin al centro di una nuova causa civile dopo la morte di Halyna Hutchins. Un tecnico del gruppo di lavoro di Rust, film dove la direttrice della fotografia ha perso la vita nel 2021, chiede un ulteriore risarcimento.
19 aprile 2026 16:35
Negligenza nell’applicazione dei protocolli di sicurezza, definizione che accompagnerà la quotidianità di Alec Baldwin ancora per un po’. Il contesto è quello legato al set di Rust. Opera profondamente segnata dalla morte della direttrice della fotografia Halyna Hutchins. La quale ha perso la vita nel 2021 durante le riprese. Le cause del decesso sono chiare: il misfatto risale ormai a 5 anni fa, nel 2021 Baldwin ha sparato un colpo con una pistola di scena credendo fosse caricata a salve.
Quest’imprudenza è costata la vita alla donna che, all’epoca dei fatti, aveva 42 anni. La tragedia ha segnato profondamente l’attore e produttore USA, al punto che l’uomo dopo aver raccontato come sono andati i fatti è stato in analisi per diversi mesi allo scopo di rielaborare l’accaduto. Era completamente ignaro del fatto che la pistola potesse essere davvero carica, motivo per cui gli è crollato il mondo addosso.
Alec Baldwin in causa per la morte di Halyna Hutchins
Sono crollate, nel frattempo, anche le accuse di omicidio colposo nei suoi confronti. L’archiviazione per occultamento di prove è arrivata nel 2024. Ora di inchiesta, però, se ne apre un’altra a due anni di distanza da quel primo “verdetto”. Si tratta di una causa civile ai danni di Baldwin: le motivazioni sono proprio negligenza e mancata applicazione dei protocolli di sicurezza. A intentarla è stato Serge Svetnoy, tecnico presente sul set al momento del tragico incidente.

Il procedimento ai danni dell’attore e produttore del girato è atto non a rimarcare l’accusa di omicidio, da cui l’interprete è riuscito a smarcarsi anche dimostrando il suo più totale smarrimento fisico ed emotivo dopo l’accaduto, ma a ottenere un risarcimento economico dovuto al trauma subito in ambito emotivo anche da parte delle maestranze. Nell’iter giudiziario, infatti, è coinvolta anche la produzione del film. Non solo ed esclusivamente la figura di Alec Baldwin.
Cosa rischia l’attore e produttore
Le fasi della diatriba legale dovrebbero cominciare il prossimo 12 ottobre 2026. Esiste, tuttavia, una concreta possibilità che il procedimento possa chiudersi prima del tempo attraverso un accordo economico extragiudiziale. La vicenda specifica ha visto altre cause di natura simile avere lo stesso epilogo: a partire dai familiari della Hutchins passando, poi, per alcuni addetti ai lavori si è arrivati a un accordo condiviso che ha visto l’esborso di ingenti somme di denaro. Anche da parte dello stesso Baldwin.
Il risarcimento è già stato disposto, dopo aver concluso la diatriba legale, a tre membri della troupe che avevano intentato una causa civile – simile a quella mossa da Svetnoy – all’inizio dello scorso anno. Baldwin, nella fattispecie, sta cercando di lasciarsi il passato alle spalle ma il debito con la giustizia (in termini di risarcimento economico) non è ancora del tutto saldato.
L’elaborazione del trauma
L’elaborazione emotiva del trauma, invece, resterà un punto interrogativo. L’attore e produttore statunitense ha detto che il tempo ha lenito parzialmente le ferite dovute alla tristezza e al rimorso di coscienza. Andare avanti dopo un incidente del genere, tuttavia, resta sempre molto complicato. Quasi impossibile.
Lo spettacolo, anche e soprattutto nel cinema, deve andare avanti ma su una vita spezzata prima del tempo non può e non deve calare il sipario. Halyna Hutchins resta un precedente beffardo e pericoloso che alimenta numerosi interrogativi anche (e non solo) in termini di sicurezza sul lavoro.
