«Aska non si tocca, lo difenderemo con la lotta». E’ lo slogan della manifestazione organizzata dagli antagonisti, oggi in centro a Torino, per protestare contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. L’appuntamento è alle 14,30 davanti a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche dell’università a pochi passi dall’immobile sgomberato di corso Regina Margherita 47. Sarà il primo obiettivo per il corteo che proverà a raggiungere altri luoghi simbolici, come questura, prefettura e municipio: alla manifestazione sono attese centinaia di attivisti da Genova e Bologna ma anche dalla Lombardia e dal Veneto.
Askatasuna, manifestanti in piazza Gran Madre proiettano scritte su chiesa e palazzi: “Aska libero, sbirri di m.”, “Lo Russo servo”, “Meloni dimissioni”
Il corteo pro Askatasuna ha ripreso a camminare lungo le vie di Torino tornando indietro da corso Regina Margherita, bloccato dai cassonetti in fiamme e la presenza delle forze dell’ordine, e ha attraversato il ponte di corso Tortona, raggiungendo la centrale piazza Gran Madre, separata dal centro di Torino dal Po e dal ponte di piazza Vittorio Veneto. I manifestanti, che parlano anche di “conclusione della giornata”, annunciando per le 20 “una polentata in piazza Santa Giulia”, sono saliti sulal scalinata della chiesa della Gran Madre sventolando bandiere e hanno proiettato su un palazzo e sulla chiesa circondata dai ponteggi le scritte “Aska libero, sbirri di m.”, “Lo Russo servo” e “Meloni dimissioni”.
Askatasuna, il ministro Zangrillo (Forza Italia): “Non riuscirete a portare il terrore come tanti anni fa”
“Eccola la vostra democrazia, la vostra maledetta violenza, la barbarica voglia di sfasciare la nostra benedetta democrazia. Fate cose schifose e c’è chi continua non solo a giustificare tutto questo, ma anche a esaltarlo. Non ci fate paura, ma solo tristezza”. Così Paolo Zangrillo, ministro della Pubblica amministrazione, sugli scontri di oggi a Torino nel corso della manifestazione pro Askatasuna. Siete gli stessi, voi di Askatasuna, avete le stesse facce da figli di papà, buona razza non mente. Avete gli stessi occhi cattivi. E guardate negli occhi quella brava gente, ragazze e ragazzi delle Forze dell’Ordine che cadono feriti, che rischiano la vita per le vostre schifose fantasie rivoluzionarie. La Democrazia, chi governa, Forza Italia e io stiamo con le Forze dell’Ordine I torinesi stanno con lo Stato non con l’antiStato Ascoltate, tra una vostra schifezza e l’altra, cosa dice e scrive la brava gente di voi”.
Askatasuna, Marrone (FdI): “Lo Russo allontani Avs in piazza con i violenti o si dimetta”
“Che un assessore comunale di Torino partecipi ad un corteo violento che lancia razzi contro le forze dell’ordine e mi minaccia espressamente rappresenta un problema etico di presentabilitá istituzionale e sbugiarda le parole di condanna del sindaco Lo Russo sulle proteste violente. Abbia il coraggio di allontanare dalla sua giunta la sinistra radicale di AVS come hanno fatto in passato tutti i suoi predecessori del Pd oppure si dimetta per lavare via questa macchia da Palazzo Civico. Ringrazio di cuore quegli esponenti moderati del centrosinistra che invece mi hanno espresso solidarietà, senza nascondere la gravità di quanto sta accadendo dietro frottole inascoltabili sulle responsabilità individuali”. Lo dichiara l’assessore regionale alle Politiche sociali e promotore della legge regionale “anti-Askatasuna” Maurizio Marrone.
Giorgio Airaudo (Cgil) al corteo: “Non mi risulta vi fosse ordinanza di sgombero per Askatasuna”
“Verifica, ma non mi risulta ci sia un’ordinanza di sgombero”. Così il segretario generale della Cgil Piemonte Giorgio Airaudo, che sta partecipando al corteo organizzato a Torino dopo lo sgombero del centro sociale Askatasuna. “Il Comune ha fatto la cosa giusta – ha detto il sindacalista – ma è importante che riprenda la strada del dialogo. Quello che a me interessa adesso è costruire un dialogo”.
Delmastro (FdI): “Violenza e bombe carta, ecco l’orrido volto di Askatasuna”
“Ecco l’orrido volto di Askatasuna: violenza, violenza, violenza e bombe carta all’indirizzo delle divise. L’estrema sinistra di Avs, che ieri sproloquiava di una Torino che oggi sarebbe stata ‘bellissima’ per via della manifestazione, si vergogni e chieda scusa alle forze dell’ordine, bersaglio sempiterno della maleodorante e delinquenziale galassia anarchica italiana. ‘Bellissime’ sono le divise, non chi le assalta e chi sta con chi le assalta”. Lo dichiara in una nota Andrea Delmastro, deputato di Fratelli d’Italia e sottosegretario alla Giustizia.
Pausa negli scontri, il corteo riparte lungo via Fontanesi forse per cercare un varco verso Askatasuna
Dopo aver incendiato numerosi cassonetti anche nelle vie laterali per ostacolare i movimenti delle forze dell’ordine i manifestanti sono ripartiti in corto in direzione nord, lungo via Fontanesi, poi hanno svoltato in corso Tortona nuovamente in direzione del Po dove hanno raggiunto il ponte di corso Regina Margherita. L’ipotesi è che stanno cercando un varco per tornare verso Askatasuna
Corteo allontanato dall’Askatasuna lungo corso Regina Margherita ma gli scontri continuano: diversi feriti tra i manifestanti
La polizia avanzando lungo corso Regina Margherita con i camion provvisti di idranti ha respinto fino all’angolo con via Napione i manifestanti che continuano a lanciare fuochi d’artificio e farsi scudo con i cassonetti, alcuni dei quali sono stati trascinati in mezzo al viale, oppure nelle vie laterali, e incendiati. Tra i dimostranti ci sono diversi feriti.
I manifestanti raggiungono corso Regina Margherita, scontri con la polizia vicino ad Askatasuna
I manifestanti che protestano contro lo sgombero di Askatasuna sono riusciti a raggiungere corso Regina Margherita e ad avvicinarsi fino a 200 metri dall’ex centro sociale circondato dalle forze dell’ordine. Al tentativo di forzare il blocco con lancio di bottiglie, fuochi d’artificio e altri oggetti la polizia ha reagito con cariche di alleggerimento, idranti e lancio di lacrimogeni.
Il messaggio di Zerocalcare ad Askatasuna: “Non potrò mai ringraziarvi abbastanza, spero che le strade di Torino restino piene di gente”
Il fumettista Zerocalcare ha mandato un messaggio ai manifestanti in corteo contro lo sgombero di Askatasuna: “Ciao, sono Zerocalcare. Nei giorni scorsi quando c’è stata la vicenda della fiera dell’editoria più di un giornalista ha pensato di mettermi in difficoltà chiedendomi dei miei rapporti con Askatasuna, dicendo “eh, i libri dei nazisti non vanno bene, però Askatasuna con tutto quello che combina va bene?”: loro pensavano che questa roba potesse essere motivo di imbarazzo per me, ma in realtà non ci potrà mai essere nessun tipo di imbarazzo. Cioè la risposta è: sì, raga, non solo Askatasuna con tutto quello che combina va bene, ma proprio per tutto quello che ha combinato negli anni io non gli potrò mai dire abbastanza grazie. critica Io non riesco proprio a immaginarmi Torino senza Askatasuna e spero che, tra l’altro, non mi dovrò mai abituare a immaginarmela, perché che sia soltanto una questione di tempo E in questo tempo, fino a che non ci sarà un nuovo tetto, spero che le strade siano piene di gente che lo reclamano.
Askatasuna, nel corteo anche osservatori di Amnesty International
Ci sono anche alcuni osservatori di Amnesty International al corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. I circa cinquemila manifestanti si stanno dirigendo lungo via Napione verso corso Regina Margherita, dove ha sede il centro sociale. Ingenti le forze di polizia a presidio delle arterie centrali della città.
Manifestanti: “Quello di oggi non è un funerale, facciamo vedere che siamo più di loro”
Il corteo, ora di circa cinquemila persone, da corso San Maurizio ha svoltato in via Napione, in direzione di corso Regina Margherita, con le camionette della polizia che seguono passo passo i manifestanti. “Quello di oggi non è un funerale, dobbiamo far vedere che siamo più di loro – viene detto dai megafoni – Saremo sempre nelle strade, nelle scuole, nelle università, in Valle di Susa: la libertà è ciò che vogliamo”
Corte partito, circa duemila manifestanti in corso San Maurizio verso il Po
Il corteo, nel quale i manifestanti sono aumentati fino a duemila circa, è partito da Palazzo Nuovo e si è incamminato lungo corso San Maurizio in direzione del Po. Tutte le vie laterali sono bloccate per impedire ogni tentativo di raggiungere l’edificio di corso Regina Margherita dove si trovava il centro sociale. Molti negozianti della zona hanno abbassato le serrande temendo incidenti.
Askatasuna, i manifestanti: “Quello di oggi è solo l’inizio”
“Oggi è solo l’inizio di una grande mobilitazione continua – dicono i manifestanti che protestano contro lo sgombero dell’Askatasuna – Il 17 gennaio ci sarà un’assemblea nazionale a Torino per costruire un grande corteo nazionale il 31 gennaio. Rinasceranno spazi e comitati ancora più forti. Questo è l’inizio, il progetto collettivo deve guardare al futuro”.
Manifestazione Askatasuna, già un migliaio i manifestanti davanti a Palazzo Nuovo
Sono circa un migliaio le persone già presenti poco fuori da Palazzo Nuovo. Ingenti le misure di sicurezza, con le forze dell’ordine schierate in strada e gli idranti già schierati in corso Regina Margherita: al momento la manifestazione si sta svolgendo senza problemi. Nel corso degli interventi gli antagonisti hanno ricordato l’imam Mohamed Shahin, la cui espulsione decisa dal ministero dell’Interno è stata poi bocciata dal giudice.
Manifestanti davanti a Palazzo Nuovo con lo striscione “Torino partigiana – Que viva Askatasuna”
I manifestanti si stanno radunando davanti a Palazzo Nuovo e stanno parlando a turno con il megafono: “Torino non si piega”. In prima fila ora ci sono bimbi e famiglie con cartelli “Aska non si tocca” e lo striscione “Torino partigiana – Que viva Askatasuna”. Tra i manifestanti c’è anche il cantautore torinese Willie Peyote, tra i garanti del patto ora decaduto con il Comune. Gli organizzatori annunciano per il 17 gennaio una grande assemblea cittadina per organizzare un corteo nazionale il 31 gennaio sempre a Torino.
