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Caso Almasri, l’Italia deferita all’Assemblea degli Stati della Cpi

L’Italia è stata deferita all’Assemblea degli Stati parte dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale (Cpi) nell’ambito del caso che riguarda il generale libico Almasri. La decisione è stata presa a maggioranza dai giudici della Camera preliminare della Cpi, secondo quanto apprende l’Ansa.

I magistrati dell’Aja contestano alle autorità italiane il mancato rispetto degli obblighi internazionali derivanti dallo Statuto di Roma, in particolare per non aver proceduto alla richiesta di arresto e alla consegna di Almasri, accusato di crimini contro l’umanità. Il generale libico era stato arrestato a Torino il 19 gennaio dello scorso anno, ma due giorni dopo era stato scarcerato e rimpatriato in Libia a bordo di un aereo di Stato.

La Camera preliminare avrebbe potuto, nell’ipotesi più grave, deferire l’Italia al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. I giudici — tre in totale, uno dei quali ha espresso un’opinione dissenziente anche rispetto alla decisione adottata — hanno invece optato per il deferimento all’Assemblea degli Stati parte della Cpi.

L’Assemblea rappresenta l’organo legislativo e di controllo gestionale della Corte penale internazionale ed è composta dai rappresentanti degli Stati che hanno ratificato o aderito allo Statuto di Roma. La prossima riunione dell’Assemblea è prevista per dicembre 2026.

Le reazioni

La decisione non piace a MaurizioGasparricapogruppo di Forza Italia al Senato: “La ennesima sortita della Corte penale internazionale contro l’Italia conferma la totale inattendibilità di questa roba. Davano a Almasri il cartellino azzurro in Germania e poi dalla sera alla mattina quello rosso in Italia. Sono quantomeno daltonici, sempre inutili, talvolta dannosi. Gente da compatire. Poveretti”. Al contrario il capogruppo M5S alla Camera Riccardo Ricciardi commenta così: “Con il deferimento Giorgia Meloni ha gettato un’enorme vergogna sul nostro Paese. Liberare in quel modo uno stupratore di bambini e torturatore è stato un punto bassissimo della storia italiana. E altrettanto riportarlo a casa con un volo di Stato pagato con i soldi dei cittadini. Meloni e il suo governo dovrebbero scusarsi con ogni italiano e italiana di questo Paese”.

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