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Coppa Italia: Inter-Como 0-1 DIRETTA e FOTO – Calcio

Inter-Como 0-1 in campo per la semifinale di ritorno di Coppa Italia. All’andata era finita 0-0

GOL

Al 32′ Como in vantaggio con Baturina

Coppa Italia-Inter-Como


LA VIGILIA

Il ventunesimo scudetto è ormai virtualmente cucito sul petto dell’Inter, ma la stagione nerazzurra può ancora arricchirsi con un secondo trofeo. La squadra guidata da Cristian Chivu, infatti, è pienamente in corsa anche in Coppa Italia, con l’obiettivo concreto di centrare una doppietta che manca dal 2010, l’anno del Triplete firmato da José Mourinho, quando lo stesso Chivu era ancora protagonista in campo nella squadra che trionfò anche in Champions League.

Un traguardo che darebbe ulteriore peso al lavoro del tecnico romeno, già vicino a un’impresa storica. In caso di titolo, Chivu raggiungerebbe infatti allenatori come Cestmir Vycpalek (nel 1972), Arrigo Sacchi (1989) e ancora Mourinho (2009), gli unici ad aver vinto lo scudetto alla prima stagione completa in Serie A.

E proprio il portoghese resta anche l’unico ad aver conquistato due trofei al primo anno sulla panchina nerazzurra. L’obiettivo doblete passa così dalla semifinale di ritorno contro il Como. Dopo il successo contro il Cagliari, Chivu valuta alcune modifiche alla formazione in vista della sfida di Coppa. In attacco, Ange-Yoan Bonny potrebbe ritrovare una maglia da titolare accanto a Marcus Thuram, venendo preferito a Pio Esposito (ancora assente invece Lautaro Martinez): per l’ex Parma si tratterebbe della prima partenza dall’inizio dopo 44 giorni, dall’8 marzo scorso, data del derby perso contro il Milan.

In difesa resta da valutare Alessandro Bastoni, sul quale verrà presa una decisione solo nelle ultime ore: al massimo partirà dalla panchina. Buone notizie invece per Yann Bisseck, pienamente recuperato, mentre tra i pali è pronto a rivedersi Josip Martinez. Per il resto, si va verso la conferma di larga parte della formazione titolare vista nella sfida di venerdì contro il Cagliari: per pensare alla gara di domenica contro il Torino (che in caso di risultati positivi anche dalle altre avversarie potrebbe già dare la matematica certezza del titolo) ci sarà infatti ancora tempo.

Il Como per la storia, vuole regalarsi la finale di Coppa Italia

Appuntamento con la storia. Il Como di Cesc Fabregas vive la vigilia di una delle partite più importanti della propria ultracentenaria realtà e vuole regalarsi la prima, epocale, finale di Coppa Italia. “Resta una gara da affrontare con la solita mentalità, con l’obiettivo di vincere, conquistare la finale e scrivere così un’altra pagina di storia, per il club, per la città di Como e per i nostri tifosi”, le parole con cui il ds Ludi tradisce il giusto carico di emozione per un’occasione unica. L’attesa è spasmodica, sulle rive del Lario non si parla d’altro: oltre 4mila spettatori raggiungeranno San Siro per spingere con entusiasmo la squadra, cercando quindi di invertire la rotta dopo che il quarto posto in campionato sembra ormai scivolato via, con la Champions lontano miraggio. Il Como ha infatti ottenuto un solo punto nelle ultime tre gare e la sconfitta 1-2 contro il Sassuolo ha minato le possibilità di rincorrere sia il Milan, ora appaiato al Napoli, che soprattutto la Juventus, avanti di 5 lunghezze.

Ad aprire le prime crepe per questa fase di flessione, proprio l’Inter, a caccia dell’accoppiata Scudetto-Coppa Italia: una settimana fa il Como era in vantaggio 2-0 proprio a San Siro, prima di finire sconfitto 4-3. “Il campo ha parlato, il risultato no”, disse Fabregas analizzando il ko arrivato nonostante il 60% del possesso palla e il triplo dei tiri in porta (23 a 8). Una gara adrenalinica e ad alta tensione, con un battibecco tra lo spagnolo e Chivu, sostenuto dal vice-allenatore nerazzurro Kolarov, dopo una protesta ritenuta eccessiva per un fallo non fischiato su Carlos Augusto: “Siete l’Inter, basta, siete in cima: comportatevi come si deve in una squadra così grande”. Un poker amaro, raddoppiato nei due scontri diretti di campionato. Diversa era stata la gara di Coppa: un Como più guardingo aveva evitato di subito gol. Vincere con l’Inter – mai accaduto al Como in Coppa Italia in dieci precedenti – garantirebbe la finale. Un obiettivo sfiorato già nel 1986, una cavalcata interrotta ai supplementari della sfida contro la Sampdoria da una monetina che colpisce l’arbitro Redini, il quale aveva appena fischiato un rigore contestato con il Como in vantaggio 2-1. La sconfitta arriverà poi al tavolino. Ora la possibilità di superare i propri limiti.

“Sarà una sfida molto intensa e ragionata – rimarca Ludi -. Noi dobbiamo essere la squadra che siamo stati in questi mesi: un gruppo che ha voglia di meravigliare, di sorprendere, di divertirsi e di creare entusiasmo tra compagni, staff e tifosi. Mi aspetto una bella partita, durante la quale i ragazzi potranno godersi la cornice e vivere fino in fondo questo traguardo storico. Dal punto di vista emotivo, affronteremo la gara con serenità, entusiasmo, energia positiva e consapevolezza, perché questa è la nostra identità”.

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