Direttore ospedale Sion: “Ustioni gravissime, ogni minuto decisivo”
L’ospedale regionale di Sion, abituato a gestire incidenti legati agli sport invernali nel cuore delle Alpi, si è trovato ad affrontare un’emergenza senza precedenti dopo l’incendio del bar Le Constellation a Crans-Montana, scoppiato durante i festeggiamenti di Capodanno. Decine di giovani, molti con ustioni gravi, sono stati trasportati nella struttura nel giro di poche ore. “È stato qualcosa di diverso completamente da ciò a cui siamo abituati”, ha raccontato all’Associated Press Eric Bonvin, direttore generale dell’ospedale. L’età media dei feriti era intorno ai 20 anni. Secondo Bonvin, i pazienti più gravi dovranno affrontare mesi di cura intensiva, ma la giovane età potrebbe favorire il recupero. Le ustioni hanno interessato non solo la pelle, ma anche le vie respiratorie, a causa dell’inalazione di fumo e aria surriscaldata, una condizione definita “catastrofica”. Nelle prime fasi, ha spiegato, valutare la gravità delle lesioni è stato complesso: “Le ustioni non sono sempre immediatamente visibili, le terminazioni nervose possono essere danneggiate e le persone sono sotto shock. In quei momenti ogni minuto è decisivo”. Nonostante le festività, l’ospedale era ben organizzato per l’afflusso turistico di fine anno, periodo in cui la popolazione della regione del Vallese raddoppia. Molti operatori sanitari, anche se non in servizio o in vacanza, si sono presentati spontaneamente per aiutare. La struttura, privata di un reparto specializzato per grandi ustionati, ha però raggiunto rapidamente la piena capacità, accogliendo circa 80 feriti gravi in tre minerali. Tutte le sale operatorie sono state attivate e numerosi pazienti sono poi stati trasferiti in altri ospedali. Alcuni medici hanno curato i feriti senza sapere se tra loro ci fossero familiari o conoscenti. “Vedere arrivare così tanti giovani è sempre traumatico. Era un luogo molto frequentato per festeggiare il Capodanno”, ha detto Bonvin. Il percorso di guarigione, si è concluso, sarà lungo e complesso, “ma non privo di speranza: sono giovani e hanno ancora molta forza vitale”.
