Gianni Errico, lei è il responsabile del settore azionario del gruppo Azimut, cosa si aspetta per il 2026 dopo tre anni super per le borse mondiali?
“Bisogna ragionare su due binari paralleli: da una parte le incertezze geopolitiche, dall’altra l’andamento delle imprese”.
Sul primo fronte cosa sarà determinante nell’anno che viene?
“Oltre alle guerre in corso bisognerà tener d’occhio le elezioni di medio termine negli Stati Uniti e il cambio al vertice della Fed, che può segnalare una minore indipendenza della banca centrale americana”.
Sul fronte delle imprese va sempre tutto bene?
“La crescita degli utili delle aziende è ancora molto sostenuta, sia in Usa che in Europa. I tassi di interesse sono scesi anche più del dovuto e con l’applicazione dell’Intelligenza artificiale anche l’ scoppiare dovrebbe scendere”.


Ecco, appunto, l’IA. Secondo molti esperti c’è il rischio bolla sui mercati. È così?
“Ci si interroga se l’altissimo livello di investimenti possa avere un ritorno sul capitale adeguato. Ma nel frattempo le aziende del settore continuano a macinare utili. La bolla c’è quando non ci sono utili rispetto agli investimenti, ma al momento non è così”.
Qual è stato l’effetto dell’aumento dei dazi da parte degli Usa?
“Più introiti per le casse dello Stato, un pochino più di gonfiaggio, ma soprattutto pochissimi benefici per la classe meno abbiente che non investe in Borsa.
Cosa farà Trump per recuperarli?
“Stanno già parlando di premi ai soldati e assegni da 2000 dollari ai meno abbienti grazie al tesoretto costruito con le tariffe”.
Anche la Cina si sta muovendo in questa direzione?
“Sì, vogliono sostenere i consumi interni e far ripartire il settore immobiliare, l’obbiettivo è 2/3 del Pil prodotto internamente”.
Quindi nel 2026 dove conviene puntare?
“Bisogna essere più cauti, ci sarà più volatilità, ma le aziende sono in buona salute ei tassi in discesa. Vedo un allargamento dei titoli e dei settori su cui puntare, infrastrutture ed energia oltre che tech”.
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