Una ventina di barche assaltate e sequestrate, 175 attivisti catturati e attualmente in rotta verso Israele. A poco più di tre giorni dalla partenza, un raid della Marina dello Stato ebraico ha fermato la Global Sumud Flotilla a poco più di cinquanta miglia da Creta, in acque internazionali di competenza europea. Silenzio dall’Unione europea, nonostante il blitz avvenuto in acque di propria competenza, protesta la Turchia, che con il ministro degli Esteri definisce l’attacco “un atto di pirateria”.
Creta, blitz di Israele contro la Flotilla: prima le minacce via radio poi l’assalto

Flotilla, anche Italia Viva chiede informativa urgente al governo
“Quelli avvenuti questa notte nelle acque al largo di Creta sono fatti gravi e preoccupanti, il gruppo di Italia Viva si associa alla richiesta di informativa urgente dei ministri competenti sulla vicenda della Flotilla”. Lo dice il senatore di Italia viva Enrico Borghi, vicepresidente del partito, intervenendo in Aula al Senato. “Ci sono alcuni punti fermi irrinunciabili: il diritto internazionale deve valere per tutti, comunque e dovunque. La missione della Flotilla è assolutamente legittima. Inoltre, tra le persone fermate ci sono cittadini italiani su navi battenti bandiera italiana, questo di per sé impone al governo italiano di intervenire”.
Flotilla: “Sono 211 gli attivisti rapiti dalla Marina israeliana”
Sono 211 gli attivisti catturati da Israele dopo il raid avvenuto ieri notte nelle acque internazionali davanti a Creta, durante il quale 22 barche sono state fermate e abbordate dai militari della Marina israeliana. Lo ha riferito Helen Coron, rappresentante della Global Sumud France, in una conferenza stampa in video, durante la quale ha precisato che a bordo della Flotilla ci sono 48 delegazioni. Israele aveva finora parlato di 175 attivisti.
Israele rivendica il raid: “L’intervento è stato legittimo”
A dispetto della pioggia di condanne e critiche che arriva dalla comunità internazionale, Israele tira dritto, rivendicando “la totale legittimità” del raid in acque internazionali contro la missione navale umanitaria della Global Sumud Flotilla. Secondo il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Oren Marmorstein, sarebbe stato “necessario intervenire tempestivamente in conformità con il diritto internazionale” a causa dell’elevato numero di imbarcazioni presenti. “L’operazione è stata condotta in acque internazionali in modo pacifico e senza causare vittime”, ha sostenuto. Marmostein ha poi accusato Hamas di essere la “forza trainante” dietro la Flotilla, “con l’obiettivo di sabotare il passaggio alla seconda fase del piano di pace del presidente Trump e con l’intento di distogliere l’attenzione dal rifiuto di Hamas di deporre le armi”.
Eurodeputati Pd: “Condanna non basta, adesso sanzioni e stop a accordi”
“L’Europa condanni immediatamente questi attacchi, faccia chiarezza sulla dinamica dei fatti di questa notte e garantisca la sicurezza degli attivisti”. Lo chiedono con una nota gli eurodeputati dem Cecilia Strada, Alessandro Zan e Annalisa Corrado, che invitano con forza Bruxelles a fare anche passi ulteriori. “L’Unione sospenda subito l’Accordo di Associazione Ue-Israele e lavori a un pacchetto di sanzioni commerciali. Il governo israeliano non può continuare a essere partner dell’Unione europea e a godere di rapporti politici, economici e commerciali privilegiati se viola sistematicamente il diritto internazionale, i diritti umani e se mette a rischio l’incolumità di cittadine e cittadini europei in acque internazionali”, aggiungono
Landini: “Adesso basta accordi e armi a Israele. Saremo in piazza”
Ci sarà anche la Cgil alle manifestazioni e presidi convocati in tutta Italia per protestare contro il raid israeliano che ha bloccato la Flotilla e chiedere la liberazione degli attivisti. “Chiediamo con forza alle istituzioni italiane ed europee -afferma il segretario della Cgil, Maurizio Landini – di attivarsi immediatamente per garantire la liberazione degli attivisti arrestati, di condannare con fermezza Israele per le ripetute violazioni del diritto internazionale, sospendere ogni accordo commerciale e militare, dismettere le politiche di guerra e riarmo e garantire pace e certezza di aiuti umanitari alla popolazione”. Il sindacato, ha annunciato, sarà “in piazza in occasione dei presìdi di solidarietà convocati in diverse città d’Italia, in sostegno alla Flottiglia e per fermare la spirale terrificante di violenza che non è mai cessata né a Gaza né in Cisgiordania dopo l’entrata in vigore della cosiddetta tregua. È ora che il Governo italiano assuma una posizione chiara e ferma, priva di ambiguità, sospenda l’invio di armi a Israele e a tutti i governi dei Paesi in guerra e compia il gesto politico, significativo, di riconoscere finalmente lo Stato di Palestina”.
Israele, per gli attivisti espulsione accelerata con legge ad hoc
Saranno espulsi con procedura accelerata, avviabile nel giro di 24 ore gli attivisti catturati in acque internazionali dalla Marina israeliana e portati ad Ashdod. Lo comunicano le autorità dello Stato ebraico, che a fine marzo hanno approvato una legge che riduce da tre giorni a 24 ore i tempi di avvio della procedura, pensato specificamente – si legge nel testo a corredo della norma – per “chi sia entrato illegalmente avendo partecipato a una flottiglia con l’intento di violare il blocco marittimo legale imposto dallo Stato di Israele alla Striscia di Gaza, e contro cui sia stato emesso un ordine di espulsione”.
L’emendamento riguarda espressamente gli attivisti delle flottiglie, definite “un fenomeno che pone una sfida continua per Israele dal 2009, anno in cui è stato imposto il blocco navale alla Striscia di Gaza” e introduce una differenza fra questo genere di attivisti – che non vogliono volontariamente entrare in Israele, ma sono condotti appositamente dalle autorità nel Paese per essere espulsi – e i migranti entrati illegalmente, per i quali rimane la procedura standard di tre giorni.
Il Governo: “Condanniamo il sequestro delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla”
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha tenuto questa mattina una riunione sugli sviluppi relativi alla Global Sumud Flotilla cui hanno partecipato il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, il Ministro della Difesa, Guido Crosetto e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. In questo quadro, il Governo italiano condanna il sequestro delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, avvenuto ieri sera in acque internazionali al largo delle coste greche, e chiede al Governo d’Israele l’immediata liberazione di tutti gli italiani illegalmente fermati, il pieno rispetto del diritto internazionale e garanzie sull’incolumità fisica delle persone a bordo. Il Governo ribadisce il suo impegno per continuare a fornire aiuti umanitari a Gaza nel quadro della nostra cooperazione e nel rispetto del diritto internazionale.
Ue a Israele: “la libertà di navigazione deve essere rispettata”
“La libertà di navigazione nel diritto internazionale deve essere rispettata. Questo è un punto. Inoltre, abbiamo invitato e ribadiamo l’invito a Israele a rispettare il diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale marittimo, che è molto chiaro”. Lo ha dichiarato Anouar El Anouni, portavoce della Commissione Ue per gli Affari Esteri.
Ventidue attivisti italiani arrestati a bordo della Global Sumud Flotilla
Sono ventidue gli attivisti italiani catturati a bordo delle 22 barche della Global Sumud Flotilla assaltate dalla Marina israeliana in acque internazionali. Tra loro ci sono veterani, come Tony La Piccirella, ma anche volontari alla prima missione, che arrivano dai mondi più diversi, da quello del soccorso in mare al giro delle palestre popolari, e il giornalista Andrea Sceresini, collaboratore del Manifesto. “E’ estremamente grave che attivisti fermati a 150 miglia nautiche da Creta e a 600 miglia di distanza dalla costa di Gaza vengano portati in Israele” sottolineano dal team legale italiano.


Fabien Roussel: “Israele rilasci gli attivisti”
Il leader dei comunisti francesi, Fabien Roussel, ha chiesto il rilascio degli attivisti filo-palestinesi, sequestrati in acque internazionali dall’esercito israeliano e attualmente in viaggio verso Ashdod. “Parte della flottiglia diretta a Gaza, compresa l’imbarcazione della nostra compagna Raphaelle Primet, è stata intercettata dall’esercito israeliano. I loro equipaggi sono stati rapiti”, ha scritto su X, aggiungendo di aver chiesto al ministro degli Affari Esteri Jean-Noel Barrot di “intervenire immediatamente per il loro rilascio”.
Bonelli: “Il governo italiano sanzioni Israele”
“Il governo italiano deve rompere immediatamente il silenzio, condannare questa azione illegale, pretendere il rilascio immediato di tutti i civili sequestrati e sanzionare Israele per i gravi crimini contro l’umanità commessi”. A chiederlo è il deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli. “Netanyahu, sottoposto a mandato di cattura internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità, ha raso al suolo Gaza, ucciso oltre 70 mila civili, consentito l’invasione dei coloni in Cisgiordania e la pulizia etnica del popolo palestinese. Tutto questo nel silenzio complice dell’Europa e del Governo italiano. E chi tace, chi non interviene sanzionando chi uccide donne e bambine, distrugge scuole e ospedali, diventa complice”.
Trentotto barche sono sfuggite al blitz rifugiandosi in acque greche
“Le restanti 38 imbarcazioni, aumentando la velocità, sono riuscite a raggiungere le acque territoriali greche e a cercare rifugio. A quel punto le navi militari si sono allontanate. È Sembrato, appunto, un blitz pensato apposta per spaventare le persone”. Lo spiega Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, nel ricostruire il raid israeliano in acque internazionali di competenza greca che ieri ha portato al blocco di 22 barche e alla cattura di 175 attivisti. “Le 60 imbarcazioni della Flotilla sono state avvicinate da due navi della marina militare israeliana, che hanno intimato loro di fermarsi sostenendo che tentare di attraversare il blocco navale su Gaza fosse una violazione del diritto internazionale. Un’affermazione grottesca – ha sottolineato – perché il blocco navale su Gaza è esso stesso una violazione. Successivamente è iniziato il protocollo di abbordaggio per 22 imbarcazioni, circondate da gommoni militari e soldati armati: sono saliti a bordo una dopo l’altra, facendo spostare le persone a prua”.
Dopo il raid convocati presidi e proteste in venti città. A Roma sit in al Colosseo
Dopo il raid israeliano contro la Flotilla, presidi e sit-in sono stati annunciati in oltre venti città. Mobilitazioni sono previste nel pomeriggio a Milano in corso Monforte, a Torino e Vicenza in piazza Castello, a Bologna in piazza Nettuno, a Padova al Listòn, a Venezia in campo San Bartolomeo, a Trieste in piazza Unità d’Italia, a Pisa in piazza Gaza, a Livorno in piazza del Comune, a Pavia in piazza Vittoria, a Firenze in piazza Santissima Annunziata, a Bari in piazza Umberto, a Trento in piazza d’Arogno, a Treviso in piazzetta Aldo Moro, ad Ancona davanti alla Prefettura, oltre che a Udine, Pordenone e Napoli. A Roma, una conferenza stampa è stata convocata per la mattinata a Montecitorio, mentre l’appuntamento per il presidio è alle 18 al Colosseo.
Fratoianni: “La Farnesina convochi l’ambasciatore”
“Israele è uno Stato terrorista, il suo ambasciatore in Italia deve essere convocato alla Farnesina: neanche un capello deve essere toccato agli attivisti rapiti che devono essere liberati al più presto. E la condanna dell’Italia deve essere forte e chiara”. Lo chiede con forza il leader di Sinistra Italiana e deputato di Avs, Nicola Fratoianni, che sta rientrando a Roma per seguire la vicenda. “Quello che è accaduto stanotte in mezzo al Mediterraneo, a centinaia di chilometri dalle coste di Gaza è incredibile e ora stanno pure usando parole di dileggio verso l’iniziativa della Flotilla. Coloro che si sono macchiati dei più efferati crimini di guerra sulla popolazione palestinese continuano imperterriti nelle loro azioni banditesche. Pensano di avere un’impunità senza limiti”.
Attivisti Flotilla: “Atene complice di Israele, proteste in ogni città”
Il gruppo ‘March to Gaza Greece’ ha indetto una manifestazione di protesta oggi ad Atene alle 18:00, ora locale, davanti al ministero degli Affari Esteri, accusando “il governo greco di complicità con quello israeliano nell’operazione di intercettazione” delle navi della Global Sumud Flotilla a poco più di quaranta miglia dall’isola di Creta.
“Israele – afferma il gruppo – ha attaccato la flotta della libertà con la diretta collaborazione della Grecia! Le navi della flotta sono state intercettate illegalmente nella zona Sar greca mentre la guardia costiera greca ‘guardava da lontano'”. L’organizzazione invita “in ogni città, in ogni angolo della Grecia, a scendere in piazza per far sentire la nostra voce contro la complicità greca, ma anche per garantire che la flottiglia prosegua la sua rotta verso Gaza”
Oscar Camps (Open Arms): “Flotilla intercettata sotto lo sguardo di Frontex. Che fa l’Ue?”
“La flottiglia è stata intercettata dalla marina israeliana e perseguitata da droni a 670 miglia dalle loro acque territoriali, in zona SAR di responsabilità greca, mentre Frontex osservava dall’alto. Questa è pirateria e avviene in una zona Sar europea, a sole 45 miglia dalla Grecia. Cosa fa l’Europa? Signora Von der Leyen adesso ci spieghi chi guida l’Ue” ha scritto su X Oscar Camps, fondatore dell’ong Open Arms, che già nel 2024 aveva raggiunto Gaza, aprendo il corridoio umanitario marittimo dopo 20 anni, per una missione poi bruscamente interrotta dopo un attacco israeliano costato la vita a sette operatori della ong partner World Central Kitchen.
Katz: “La legge antiterrorismo autorizza l’intervento”
Poche ore prima del raid che ha bloccato la Global Sumud Flotilla, il ministero degli Esteri israeliano aveva rivendicato la legittimità, secondo la legge dello Stato ebraico, di un eventuale raid. “L’articolo 56(b) della legge stabilisce che il ministro della Difesa può ordinare il sequestro di beni appartenenti a un’organizzazione dichiarata terroristica, o di beni destinati a un grave reato terroristico, se è convinto che ciò sia necessario per contrastare le attività di un’organizzazione terroristica e danneggiarne la capacità di perseguire i propri obiettivi o per sventare un grave reato terroristico”, ha affermato Katz. Fin dalla partenza la Flotilla ha chiarito la propria natura pacifica, umanitaria e non violenta e come tale protetta dal diritto internazionale.
Flotilla, 55 italiani in missione, alcuni sono fra gli attivisti catturati
Sono cinquantacinque gli italiani che risultano imbarcati sulle 57 barche della Flotilla. Alcuni di loro, fra cui Tony La Piccirella, membro del comitato direttivo che viaggiava a bordo delle due navi madre, Safsaf e Snap, sono stati intercettati e catturati. Fra le barche intercettate e catturate, alcune battono bandiera italiana. Gli attivisti a bordo sarebbero stati tutti catturati.
Schlein: “Liberare subito gli attivisti sequestrati”
“Questa operazione illegale dell’Idf deve interrompersi subito e gli attivisti sequestrati devono essere immediatamente liberati”. Lo scrive la segretaria Pd, Elly Schlein, commentando sui social network l’abbordaggio della Global Sumud Flotilla da parte delle forze israeliane a meno di cinquanta miglia da Cipro. “Le istituzioni europee e il Governo italiano esprimano una chiara condanna e facciano tutto quanto in loro potere per tutelare la sicurezza degli attivisti sequestrati, per garantirne l’immediato rilascio e per ottenere lo sblocco di tutti gli aiuti umanitari necessari ai palestinesi a Gaza”
Protesta la Turchia: “Da Israele atto di pirateria”
Con una durissima nota, Ankara ha protestato contro il raid che nella notte ha interrotto la missione navale umanitaria della Flotilla. L’operazione, sottolinea il ministro degli Esteri, è “un atto di pirateria”. “Attaccando la Global Sumud Flotilla, che mirava a richiamare l’attenzione sulla catastrofe umanitaria che sta colpendo la popolazione oppressa di Gaza, Israele ha preso di mira i valori umanitari e il diritto internazionale”, si legge nella nota, con cui si annuncia anche di aver adottato “tutte le misure necessarie” per tutelare i propri cittadini e gli altri passeggeri a bordo. Alla comunità internazionale Ankara chiede di “adottare una posizione unitaria contro questo atto illecito di Israele”.
Freedom Flotilla: “Italia e Ue tutelino gli attivisti, l’Ue sanzioni Israele”
“Chiediamo al governo italiano di attivare immediatamente tutti i canali diplomatici per garantire la sicurezza degli attivisti coinvolti, assumere una posizione pubblica chiara e inequivocabile, esprimendo condanna per l’uso della forza contro civili in acque internazionali e promuovere iniziative di tutela e protezione per i cittadini e le cittadine impegnati in missioni umanitarie”. Sono queste le richieste che arrivano da Freedom Flotilla Italia a poche ore dal raid che ha bloccato la missione navale umanitaria. “L’Italia si faccia promotrice, in sede europea, di una presa di posizione comune e netta che includa una condanna formale dell’accaduto, la sospensione delle relazioni politiche e diplomatiche con l’Israele, l’adozione di misure sanzionatorie coerenti con il diritto internazionale”.
Il campo largo chiede informativa urgente a Meloni, Crosetto e Tajani
All’apertura dei lavori alla Camera Pd, Avs e M5s hanno chiesto alla premier Meloni e ai ministri Tajani e Crosetto di riferire urgentemente in Parlamento sul raid che questa notte ha interrotto la missione della Global Sumud Flotilla. “Da ieri notte seguiamo con apprensione un atto ostile di pirateria verso imbarcazioni pacifiche che sono state intercettate a migliaia di chilometri da gaza in acque internazionali” da Israele. “Hanno distrutto decine di imbarcazioni e sequestrato cittadini europei tra cui molti italiani di cui non abbiamo più notizie”, ha detto in aula alla camera il deputato Marco Grimaldi (Avs). “La storia si ripete”, ha detto il deputato Arturo Scotto (Pd). “In acque greche c’è stato un atto di pirateria. Ventidue barche sono state fermate. Gli attivisti sono stati attaccati con laser e armi assalto semi automatiche, oltre cento attivisti sarebbero su navi militari verso Israele”.
Flotilla, Israele conferma la cattura di 175 attivisti e twitta un video modificato con l’Ia
Il ministero della Difesa israeliano ha confermato di aver catturato 175 volontari della Global Sumud Flotilla. Con un tweet in cui definisce la missione navale umanitaria “la flotta dei preservativi”, il ministero afferma che “gli attivisti, provenienti da oltre 20 imbarcazioni della ‘flottiglia dei preservativi’, stanno ora raggiungendo pacificamente Israele. Nel video: gli attivisti si divertono a bordo delle navi israeliane”. Lo scrive il ministero degli Esteri israeliano condividendo un video su X.
Farnesina: “Fare chiarezza, la zona di mare è sotto la giurisdizione europea”
La Farnesina, attraverso una nota ufficiale, ha reso noto che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha immediatamente incaricato l’Unità di Crisi e le rappresentanze diplomatiche di Tel Aviv e Atene di fare chiarezza sulla dinamica dell’intervento. Roma chiede garanzie assolute per l’incolumità dei propri cittadini e chiarimenti sull’esecuzione di un’operazione militare avvenuta così distante dalle coste mediorientali, in una zona di mare sotto la giurisdizione europea. Dal canto suo, Tel Aviv mantiene una posizione di fermezza totale. Sebbene non sia giunta una risposta formale alle richieste italiane e greche, il ministero degli Esteri israeliano ha diffuso video e comunicati volti a screditare la missione. Secondo le autorità dello Stato ebraico, il carico delle navi non sarebbe composto esclusivamente da materiale umanitario, ma includerebbe droghe e altri articoli non conformi, etichettando l’intera iniziativa come un’operazione mediatica provocatoria. Un funzionario israeliano citato dai media locali ha giustificato l’intercettazione a grande distanza come una necessità tattica dovuta all’elevato numero di imbarcazioni, che avrebbe reso ingestibile un intervento più ridosso delle zone di conflitto.
Flotilla, 22 barche intercettate. “Alcune sabotate e abbandonate alla deriva”
Sono 22 le barche intercettate nel corso della notte dalla Marina israeliana al largo dell’isola di Creta in acque internazionali di competenza europea. Gli scafi sfuggiti all’operazione stanno riparando in acque greche, ma molti – fa sapere il centro di coordinamento a terra della Global Sumud Flotilla – sarebbero stati abbordati, sabotati e abbandonati alla deriva. “Dopo aver distrutto i motori e i sistemi di navigazione, i militari si sono ritirati, abbandonando intenzionalmente centinaia di civili su imbarcazioni in avaria e danneggiate, proprio sulla traiettoria di una violenta tempesta in arrivo. Inoltre, le comunicazioni con diverse imbarcazioni sono state interrotte, impedendo loro di coordinarsi o di chiedere aiuto”.
