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Garlasco, l’avvocato Steccanella: “I destini giudiziari di Sempio e Stasi non sono per forza legati”

«Una cosa deve essere chiara: l’eventuale soluzione di Alberto Stasi non significa per forza la colpevolezza di Andrea Sempio». Davide Steccanella è penalista a Milano da quasi 40 anni, in carriera ha difeso tra gli altri Cesare Battisti e Renato Vallanzasca.

Avvocato, partiamo dalle basi. Quando si può decidere se chiedere la revisione di una sentenza?

«È il rimedio estremo concesso dal nostro codice per gli errori giudiziari. Anche nel caso di sentenze definitive, come in questo caso, qualora il subentrino si dimostri nuove non valutate nel corso del precedente processo si può chiedere la revisione di quella sentenza. Si fa un atto in cui si indicano le prove nuove che avrebbero carattere decisivo per ribaltare la decisione precedente e si propone la revisione a un giudice di un altro distretto — Brescia, ndr — . Si chiede alla Corte d’appello di rifare l’appello, sulla base delle nuove prove. Ma non basta chiederlo per ottenerlo».

Ci spieghi.

«La Corte d’appello di Brescia dovrà preliminarmente valutare l’ammissibilità dell’istanza, cioè se gli argomenti posti giustificano o meno la ricelebrazione di un nuovo processo, che verterebbe solo sulle nuove prove e che potrebbe comunque concludersi con lo stesso esito».

Da un lato ci sarà la fine delle indagini, attesa a breve, dei pm pavesi. Dall’altro l’ipotesi dell’istanza di revisione sulla condanna di Stasi. C’è un collegamento?

«Sono procedimenti scollegati ma legati. Perché è quanto emerso dalle nuove indagini che ha portato ai nuovi elementi: e cioè che nel momento in cui è morta Chiara Poggi, Stasi non si potrebbe collocare sulla scena del crimine. Nell’indagare su Andrea Sempio, in sostanza, hanno trovato la prova che dimostrerebbe che Stasi a quell’ora non era lì. Ma poi la revisione su Stasi non dipende dalla condanna di Sempio: non si sostituisce un colpevole con un altro. Scocerta che emergono oggi elementi nuovi che escludono la presenza di Stasi sulla scena. Ed emersi dal lavoro dei tecnici, non per un supertestimone che ha deciso solo ora di parlare. Non si capisce allora come furono fatte le indagini, quantomeno frettolose».

L’istanza di revisione potrebbe essere chiesta anche prima della fine delle indagini di Pavia ea prescindere dal loro esito?

«Certamente. La revisione potrebbe essere chiesta in qualsiasi momento perché si baserebbe sulle nuove prove acquisite. Ma se c’è il dubbio forte su Stasi, come pare, andrebbe richiesta contestualmente anche la sua scarcerazione».

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