Gianluca Gazzoli è stato tra i protagonisti del La migliore giornata del cinemal’appuntamento annuale organizzato da Best Movie che si è tenuto sabato 30 maggio al Multisala Gloria Cinema Notori di Milano. Il conduttore, creatore e podcaster ha ricevuto il premio come Personaggio dell’Anno nella cornice dei Premi per il miglior filmdopo una stagione particolarmente importante, segnata anche dall’esperienza al Festival di Sanremo accanto a Carlo Conti.
Sul palco, Gazzoli ha raccontato proprio come è nata quella possibilità, definendola «un’avventura fantastica», «andata oltre ogni immaginazione, sia in termini di risultati, che in termini di percorso, di apprendimento, di soddisfazione». Un’occasione arrivata grazie alla fiducia di Carlo Conti, che il conduttore ha voluto ringraziare più volte: «È stato una persona stupenda e ha creduto in me».
Gazzoli ha ricordato anche il suo percorso, iniziato lontano dai grandi palchi e costruito passo dopo passo: «Io sono partito da zero»ha raccontato, spiegando che oggi è possibile ritrovare online anche i suoi primi contenuti, quelli più acerbi, nati quando lavorava già alla propria strada mentre faceva altro. «Trovi proprio i miei primi post sfigatissimi, se li leggo mi fanno un po’ di tenerezza»ha confessato con ironia.
Il momento della chiamata di Conti è arrivato dopo anni di lavoro e tentativi. «Carlo ha visto qualcosa di me»ha spiegato Gazzoli, ricordando che i due si conoscevano dal 2017. Poi è arrivata una prima domanda, quasi informale: «Tu saresti disponibile per venire a Roma qualche volta alla settimana?». E poco dopo, una nuova telefonata: «C’è una cosa piccolina, ma magari ti può interessare». Quella era “cosa piccolina”. Sanremo.
Per Gazzoli, quell’occasione ha avuto il sapore di un riconoscimento: «Finalmente qualcuno di grande stava riconoscendo tutto il percorso fatto fino a quel momento». E una volta arrivato sul palco dell’Aristonha sentito addosso tutto il peso, ma anche tutta la forza, degli anni precedenti. «Lì arriva tutto il mazzo che mi sono fatto negli ultimi dieci anni»ha detto. «Ho rivisto proprio tutto».
Il conduttore ha raccontato di aver ripensato ai primi lavori, ai video, ai progetti nati prima del successo di Passa dal BSMT. «Quando mi sono trovato sul palco, alla fine mi sono reso conto di sapere cosa fare»ha spiegato. «Sapevo come guardare, sapevo cosa dire». Una sicurezza che, secondo lui, non nasce dal caso, ma da tutto quello che era venuto prima: «Avevo tutto quello che avevo fatto prima che mi ha reso più sicuro».
Gazzoli ha dedicato parole molto affettuose anche a Carlo Conti, definendolo un vero maestro. «Carlo è stato veramente un maestro generoso»ha detto. «Mi ha dato consigli, mi ha dato spazio, ha creduto in me. Oggi è una cosa rara, ma per me è stata fondamentale». Un rapporto professionale e umano che, a suo dire, ha reso l’esperienza sanremese ancora più preziosa.
Durante il talk si è parlato anche del ruolo del BSMT e del modo in cui il pubblico percepisce il suo format. Gazzoli ha spiegato di essere felice quando gli spettatori chiedono che i propri idoli passino dal suo studio: «Mi fa piacere che il pubblico voglia che i suoi idoli vengano dal seminterrato, perché sanno che saranno rispettati in un certo modo e che scopriranno qualcosa che non sapevano».
Il conduttore ha poi allargato il discorso al rapporto tra web, televisione, radio e media tradizionali. Secondo Gazzoli, oggi non esistono più confini rigidi come un tempo, ma mondi sempre più comunicanti. «Credo di essere un ponte tra i due mondi»ha spiegato, parlando del proprio percorso tra podcast, radio, web e televisione. Un ruolo che sente come una responsabilità, ma anche come una possibilità: portare il proprio modo di fare intrattenimento in contesti diversi, senza snaturarsi.
«Oggi più che mai è fatto di scelte»ha aggiunto, spiegando che non si tratta più soltanto di entrare in un certo ambiente, ma di capire quali occasioni siano coerenti con il proprio percorso. «La cosa giusta è quella che mi rappresenta»ha detto. Per questo, il suo obiettivo sembra essere quello di continuare a far dialogare linguaggi e pubblici diversi.
Guardando al futuro, Gazzoli non nasconde l’ambizione di espandere ulteriormente il proprio lavoro. «Mi piacerebbe avere un mio programma televisivo»ha detto, immaginando un progetto che gli permette di essere se stesso anche in quel contesto. Ma il suo sguardo va anche oltre il ruolo di frontman: «Sempre più anche come editore»ha aggiunto, spiegando che l’impresa nata intorno al suo modo di fare contenuti sta diventando qualcosa di sempre più concreto.
Il premio ricevuto al La migliore giornata del cinema arriva quindi in un momento di passaggio importante. Gazzoli non è ormai più riconosciuto “soltanto” uno dei podcaster più seguiti in Italia, ma come una figura capace di muoversi tra piattaforme, generazioni e lingue diverse. «Se tu sei lo stesso, ti permette di arrivare a tutti»ha detto, riassumendo forse meglio di ogni altra frase il senso del suo percorso.
Tra Sanremoil BSMT ei nuovi progetti, Gianluca Gazzoli ha raccontato dunque al Best Movie Day una traiettoria costruita con pazienza, lavoro e riconoscenza. Un percorso partito dal basso e arrivato su uno dei palchi più importanti d’Italia, senza perdere il desiderio di restare fedele al proprio modo di raccontare le persone.
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