Gli Stati Uniti saranno il “peggior incubo” dell’Iran se non accetteranno un piano di pace ha detto, il presidente americano Donald Trump. ripete che Teheran sta “implorando” un accordo. Teheran, intanto, ha fatto sapere tramite i media iraniani che la risposta al piano in 15 punti è stata inviata ieri. Mentre il Pakistan, che si è offerto di ospitare negoziati tra i due Paesi, ha confermato l’esistenza di negoziati indiretti in corso. Ucciso il comandante della Marina iraniana, Alireza Tangsiri.
Il presidente iraniano Pezeshkian ringrazia Mosca per il sostegno
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un messaggio pubblicato in lingua russa su X ha ringraziato le autorità di Mosca per il loro sostegno. “I messaggi del presidente Putin e il sostegno del popolo russo ci ispirano in questa guerra. La resistenza e il coraggio del popolo iraniano promettono nuovi legami che garantiranno la sicurezza dell’Asia orientale con i paesi della regione. A nome del popolo iraniano, ringrazio il governo e il popolo della Russia”, si legge nel messaggio.
Ghalibaf: “Nessuno può imporci ultimatum, avanti fino alla vittoria”
“Popolo iraniano, campione della nazione! Le vostre 25 notti trascorse nelle strade e i sacrifici delle forze armate hanno creato le condizioni per una vittoria storica per il nostro Iran. Nessuno può imporre ultimatum all’Iran e al suo popolo: i vostri figli non lasceranno sfuggire questa occasione e proseguiranno fino alla piena vittoria, spezzando definitivamente il ciclo distruttivo di ‘guerra-cessate il fuoco-guerra'”. Lo ha dichiarato su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf.
Araghchi: “Soldati Usa in Hotel del Golfo usano civili come scudi umani”
“Dall’inizio di questa guerra, soldati statunitensi hanno lasciato le basi militari nei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Gcc) per rifugiarsi in hotel e uffici civili, utilizzando di fatto i cittadini come ‘scudi umani’. Negli Stati Uniti alcuni alberghi rifiutano le prenotazioni a ufficiali ritenuti potenzialmente pericolosi per i clienti. Gli hotel del Ccg dovrebbero fare lo stesso”. Così su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.
Trump: “Ci siamo sempre per gli alleati Nato, forse non sarà più così”
Il presidente americano Donald Trump è tornato a scagliarsi contro gli alleati Nato, soprattutto europei. “Noi siamo lì a proteggere l’Europa dalla Russia – ha detto durante la riunione di gabinetto – in teoria la cosa non ci riguarderebbe. Abbiamo un grosso, grasso e meraviglioso oceano a separarci”. “Ci siamo sempre stati quando avevano bisogno del nostro aiuto, o almeno prima era così – ha proseguito Trump – Ma ora non lo so più, ad essere onesti”.
Trump: “Guerra non riguarda Nato? Parole Merz inappropriate”
Il presidente americano Donald Trump ha definito – durante la riunione di gabinetto – “molto inappropriate” le parole del cancelliere tedesco Friedrich Merz, secondo cui la guerra in corso tra Stati Uniti, Israele ed Iran “non ha nulla che a vedere con la Nato”.
Almeno tre esplosioni nel nord di Teheran
Almeno tre esplosioni sono state udite stasera nel nord di Teheran. E’ quanto ha constatato un giornalista dell’Afp sul posto, senza precisare quali obiettivi siano stati colpiti. Le esplosioni sono state precedute dal rumore di aerei da combattimento in sorvolo sulla capitale iraniana. Nel corso della giornata, diverse province dell’Iran sono state colpite da attacchi aerei.
Un morto e 14 feriti in attacco missilistico Hezbollah nel nord di Israele
E’ salito a un morto e 14 feriti il bilancio dell’attacco missilistico di Hezbollah nella città di Nahariya, nel nord di Israele. Lo riferisce il servizio di soccorso israeliano, citato da Times of Israel. Un uomo di circa 30 anni è deceduto sul posto e un altro di circa 50 anni è rimasto gravemente ferito dalle schegge. Altre 13 persone sono in buone condizioni dopo essere state colpite da schegge o dall’esplosione.
Ok al passaggio delle navi spagnole a Hormuz: rispetta diritto internazionale
L’ambasciata iraniana in Spagna afferma che la Repubblica Islamica è disponibile ad accogliere “qualsiasi richiesta” da parte di Madrid per il transito nello Stretto di Hormuz, in quanto considera la Spagna un Paese “impegnato a rispettare il diritto internazionale”. Questo annuncio, pubblicato oggi sull’account Twitter dell’ambasciata, giunge in un momento di crescenti tensioni nella regione e di restrizioni al traffico marittimo in questa strategica via d’acqua. “L’Iran considera la Spagna un Paese impegnato a rispettare il diritto internazionale e, pertanto, è disponibile ad accogliere qualsiasi richiesta da parte di Madrid”, ha dichiarato la missione diplomatica, accompagnando il messaggio con l’hashtag #EastOfHormuz e un’immagine della zona.
Trump: “Controllare il petrolio dell’Iran è un’opzione”
Prendere il controllo del petrolio iraniano è “un’opzione” per Donald Trump. Durante una riunione del governo il presidente ha risposto ad una domanda precisando “non lo direi ma è un’opzione, in Venezuela ha funzionato bene”.
Trump: “Ci sono altri bersagli che vogliamo colpire prima di andarcene”
In Iran “ci sono altri bersagli che vogliamo colpire prima di andarcene”. Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. Il presidente non ha voluto fornire dettagli sui prossimi bersagli da colpire.
Trump: “Il ‘regalo’ dell’Iran passaggio di 10 petroliere”
Donald Trump ha rivelato quale fosse “il regalo” dell’Iran menzionato qualche giorno fa. “Ha autorizzato il passaggio di dieci petroliere” per lo stretto di Hormuz, ha detto il presidente durante una riunione del governo.
Trump: “Non sappiamo se ci sono mine nello Stretto di Hormuz”
“Non sappiamo veramente se hanno posato delle mine”. Lo ha detto Donald Trump riguardo alla possibilità che gli iraniani abbiano minato lo Stretto di Hormuz. “Ma – ha aggiunto – abbiamo distrutto tutto i loro posamine”.
Rubio: “Ogni presidente avrebbe dovuto lanciare guerra contro Teheran”
“Ogni presidente avrebbe dovuto farlo”. Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio, riguardo alla guerra lanciata dagli Stati Uniti contro l’Iran. Parlando alla riunione di gabinetto alla Casa Bianca, Rubio ha ripetuto le affermazioni del presidente Trump sul fatto che l’Iran sarebbe in guerra con gli Usa da 47 anni.
Hegseth: “Preghiamo per un accordo, ma continueremo a negoziare con le bombe”
Gli Stati Uniti “pregano per un accordo”, ma nel frattempo “continueranno a negoziare con le bombe”. Lo ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth, commentando l’operazione militare contro l’Iran durante la riunione di gabinetto. “La guerra è un mezzo di negoziazione con altri mezzi”, ha spiegato.
Trump: “Iraniani pessimi combattenti ma ottimi negoziatori”
Gli iraniani “sono pessimi combattenti ma ottimi negoziatori”. Lo ha detto Donald Trump. “Hanno l’occasione di abbandonare in modo permanente le loro ambizioni nucleari e aprire una nuova strada. Se non lo faranno saremo il loro peggior incubo. Nel frattempo continueremo a colpirli”, ha messo in evidenza Trump.
Witkoff: “Segnali forti Teheran può convincersi a intesa”
L’inviato americano Steve Witkoff è ottimista su un accordo con l’Iran. Vi sono “segnali evidenti” che l’Iran si possa convincere di non avere alternativa a un accordo con gli stati Uniti, ha detto a quanto riportando diversi media tra cui l’Afp. “Stanno cercando una via d’uscita”, ha riferito, “gli abbiamo chiarito che non devono commettere di nuovo errori di valutazione”.
Vance: “L’esercito iraniano è stato distrutto”
Il vice presidente americano JD Vance ha ribadito durante una riunione del governo di Donald Trump che “l’esercito iraniano è stato distrutto”. “L’Iran è governato da fanatici sciiti”, ha detto da parte sua il segretario di Stato, Marco Rubio. “Tutti gli obiettivi posti da Trump all’inizio della guerra saranno raggiunti e il mondo sarà un luogo più sicuro”, ha aggiunto.
Trump: “I tempi della guerra in Iran di 4-6 settimane, siamo in anticipo”
La tempistica per la guerra in Iran è di “4-6 settimane e stiamo molto in anticipo sulla tabella di marcia”. Lo ha detto Donald Trump.
Trump: “Con l’accordo giusto lo Stretto di Hormuz riaprirà”
Se gli iraniani faranno “l’accordo giusto, lo Stretto (di Hormuz) riaprirà”. Lo ha detto il presidente Donald Trump. “Ora non sappiamo se ci sono mine”, ma l’Iran aveva “22 navi posamine” e “ora sono tutte distrutte”, ha aggiunto il presidente durante la riunione di gabinetto alla Casa Bianca.
Trump: “Pensavo che conseguenze economiche sarebbero state più gravi”
“Pensavo che il prezzo del petrolio sarebbe salito di più e pensavo che la Borsa sarebbe scesa di più”. Lo ha detto Donald Trump parlando alla riunione di gabinetto alla Casa Bianca. “Non è stato così grave come pensavo”, ha aggiunto il presidente.
Trump ribadisce: “Delusi dalla Nato, non ha fatto nulla”
“Sono molto deluso dalla Nato. Questo era un test: potete aiutarci, ma non siete obbligati. Ma se non lo fate ce lo ricorderemo”. Lo ha ribadito il presidente americano Donald Trump durante la riunione di gabinetto.
Trump: “Non so se siamo disposti a lavorare a un accordo con l’Iran”
“Non so se siamo disposti a lavorare a un accordo con l’Iran. Avrebbero dovuto fare un accordo quattro settimane fa”. Lo ha detto Donald Trump.
Trump: “Iraniani ci stanno pregando per accordo non io”
L’Iran sta implorando gli Stati uniti di trovare un’intesa per finire la guerra. A sostenerlo è stato il presidente americano Donald Trump. “Gli iraniani ci stanno pregando di fare un accordo, non sono io”, ha detto aprendo la riunione del suo gabinetto.
Kallas: “Russia fornisce informazioni all’Iran per uccidere gli americani”
L’Alta Rappresentante dell’Ue Kaja Kallas ha accusato la Russia di fornire informazioni di intelligence all’Iran, utilizzate “per uccidere americani” nel Medio Oriente, esortando Washington a esercitare una maggiore pressione su Mosca. “Assistiamo a un aiuto da parte della Russia nei confronti dell’Iran, che fornisce informazioni di intelligence per colpire gli americani, per ucciderli, e ora la Russia fornisce anche droni all’Iran affinché possa attaccare i Paesi vicini e le basi militari statunitensi”, ha dichiarato ai giornalisti a margine della riunione ministeriale dei G7 all’abbazia di Vaux-de-Cernay, nell’Ile-de-France. “Se l’America vuole che la guerra in Medio Oriente finisca, deve anche fare pressione sulla Russia affinché non possa aiutare l’Iran in questo senso”, ha affermato Kallas.
Erdogan: “Tutti paghiamo conto di una guerra senza senso”
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è tornato a condannare “una guerra senza senso che sta colpendo innocenti e di tutti paghiamo il prezzo”. Ankara, ha ribadito, vuole far parlare tra loro i contendenti. “Non facciamo passi indietro in politica estera e come in passato vogliamo far sedere al tavolo le parti per la pace e la serenità di tutti”, ha detto il leader turco. Questo perchè “il conto di questa guerra priva di senso lo paga l’economia dell’intera nostra regione. Miliardi di dollari di danni a infrastrutture energetiche distrutti da missili, bombe, droni ricadono sui nostri Paesi fratelli. Sciiti, sunniti, curdi, arabi, persiani, non fa alcuna differenza quando si è colpiti in una guerra ingiusta”, ha sottolineato Erdogan.
Houthi: “Pienamente pronti a colpire ancora nel Mar Rosso”
Il movimento Houthi yemenita, allineato con l’Iran, è pronto a colpire nuovamente la strategica via navigabile del Mar Rosso in segno di solidarietà con Teheran. Lo ha dichiarato un leader Houthi alla Reuters. Una mossa che aggraverebbe la crisi petrolifera ed economica globale causata dalla guerra in Medio Oriente. “Siamo pienamente pronti militarmente con tutte le opzioni a disposizione. Per quanto riguarda gli altri dettagli relativi alla determinazione dell’ora X, la decisione spetta alla leadership e noi stiamo monitorando e seguendo gli sviluppi. Sapremo quando sarà il momento opportuno per agire”, ha affermato il leader Houthi, che ha chiesto di rimanere anonimo. “Finora l’Iran sta andando bene e sta sconfiggendo il nemico ogni giorno, e la battaglia sta volgendo a suo favore. Se dovesse accadere qualcosa di contrario, potremo valutare la situazione”, ha sottolineato. Se gli Houthi aprissero un nuovo fronte nel conflitto, un obiettivo ovvio sarebbe lo Stretto di Bab el-Mandeb, al largo delle coste dello Yemen, un punto nevralgico per la navigazione e uno stretto passaggio che controlla il traffico marittimo verso il Canale di Suez, dopo che l’Iran ha di fatto bloccato il cruciale Stretto di Hormuz.
Iran: “Risposta al piano Usa inviata ieri sera, ora attendiamo”
La risposta dell’Iran alla proposta statunitense in 15 punti per porre fine al conflitto in corso è stata ufficialmente inviata agli Stati Uniti ieri sera tramite mediatori. Lo ha riferito una fonte informata all’agenzia iraniana Tasnim, aggiungendo che Teheran attende la risposta statunitense.
Idf: “Teheran è in grado di colpire l’Italia con i suoi missili”
Sulla carta, con i missili di cui dispone l’Iran è in grado di colpire l’Italia. Lo ha sottolineato il portavoce internazionale dell’Idf, Nadav Shoshani, rispondendo a una domanda durante un briefing con i giornalisti italiani. I missili di cui è dotata Teheran hanno serbatoi che possono “contenere fino a una tonnellata di esplosivo. Se si riduce la quantità di esplosivo e si aggiunge più carburante, si può arrivare a 3000 chilometri”, ha spiegato. Secondo Shoshani, “il regime iraniano ha cercato di produrre nuove armi in grado di raggiungere i 4000 chilometri”, ma questo sarebbe più preoccupante “per paesi come il Regno Unito, la Francia o la Spagna”. Per quanto riguarda l’Italia, “penso che i missili che arrivano in Israele possano essere rilevanti con alcuni adeguamenti e sarebbero comunque molto letali e molto pericolosi”, ha sottolineato.
Kallas: “Tutti i Paesi del mondo colpiti da questa guerra”
“Credo che, in termini di impegno globale che stiamo portando avanti, tutti i paesi del mondo siano in un modo o nell’altro colpiti da questa guerra. E’ nell’interesse di tutti che questa guerra finisca, ed è per questo che stiamo anche svolgendo attività di sensibilizzazione”. Lo ha dichiarato l’Alta rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo alla riunione dei ministri degli Esteri del G7 fuori Parigi, parlando del conflitto in corso tra Israele-Usa e Iran. “Oggi abbiamo qui con noi partner, partner globali, per lanciare un messaggio unitario: abbiamo bisogno di una via d’uscita, non di un’escalation in questa guerra. Ciò significa che deve esserci una soluzione diplomatica, affinché questa regione ne esca più forte ed effettivamente più pacifica. Pertanto, l’unica soluzione possibile è quella diplomatica: sedersi e negoziare per trovare una via d’uscita”, ha aggiunto.
Giordania: “Tre missili dall’Iran in 24 ore, caduti proiettili e schegge”
Le Forze Armate della Giordania hanno annunciato su X che l’Iran ha preso di mira il territorio del Regno con tre missili nelle ultime 24 ore. “La Royal Air Force ha intercettato tutti questi missili e le unità competenti hanno gestito 17 segnalazioni di caduta di schegge e proiettili”.
Idf: “Ucciso anche il capo dell’intelligence della Marina iraniana”
Le Forze di difesa Israeliane hanno annunciato di aver ucciso i vertici della Marina del Corpo dei Guardiani della rivoluzione, incluso il suo comandante Alireza Tangsiri e il capo dell’intelligence della Marina Behnam Rezaei.
L’attacco aereo notturno dell’Aeronautica israeliana nella città portuale iraniana di Bandar Abbas è stato effettuato mentre Tangsiri era impegnato in un incontro con alti ufficiali della Marina dei Pasdaran. Tangsiri ha ricoperto l’incarico negli ultimi otto anni. Le Idf affermano che “nel corso degli anni è stato responsabile di attacchi contro petroliere e navi mercantili e ha minacciato la libertà di navigazione e di commercio nello Stretto di Hormuz”. Durante la guerra in corso, le Forze di difesa Israeliane sostengono che Tangsiri “ha guidato gli sforzi per chiudere lo Stretto di Hormuz e ha promosso attacchi terroristici in ambito marittimo, risultando una delle figure principali responsabili della perturbazione dell’economia globale”. Secondo le Idf, l’uccisione di Tangsiri e dei vertici della Marina “costituisce un ulteriore duro colpo alle strutture di comando e controllo dei Guardiani della rivoluzione e alla loro capacità di orchestrare attività terroristiche in ambito marittimo contro i paesi della regione”.
Washington Post: “Pentagono valuta di spostare armi da Ucraina al Golfo”
Il Pentagono sta valutando se dirottare in Medio Oriente le armi destinate originariamente all’Ucraina. Lo riporta il Washington Post, citando alcune fonti secondo le quali una decisione non è ancora stata presa. Ma il solo valutare un’ipotesi simile mette in evidenza i crescenti compromessi necessari per gli Stati Uniti nella guerra contro l’Iran. Le armi che potrebbero essere dirottate includono gli intercettori per la difesa aerea.
Putin: “Conseguenze della guerra in Iran gravi come Covid-19”
Il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che le conseguenze della guerra in Iran potrebbero essere gravi quanto quelle della pandemia di Covid-19. In un intervento alla sessione plenaria del congresso dell’Unione Russa degli Industriali e degli Imprenditori (Rspp), il leader del Cremlino ha esortato dichiarando che “le conseguenze del conflitto in Medio Oriente sono ancora difficili da prevedere con precisione”. “Mi sembra che nemmeno coloro che sono coinvolti nel conflitto siano in grado di prevedere nulla, ma per noi è ancora più difficile”, ha dichiarato il presidente della Federazione Russa. “Ci sono già stime che paragonano le conseguenze a quelle dell’epidemia di coronavirus”, ha prospettato Putin. Il conflitto, ha proseguito, sta già causando danni significativi alla logistica, alla produzione e alle catene di approvvigionamento internazionali, esercitando al contempo una forte pressione sulle aziende del settore degli idrocarburi, dei metalli e dei fertilizzanti. “Permettetemi di ricordare che ha rallentato drasticamente lo sviluppo di tutte le regioni e di tutti i continenti, senza eccezioni”, ha evidenziato il leader russo.
Wsj: “Trump vuole una rapida fine della guerra, prima di vedere Xi”
Donald Trump ha detto ai suoi collaboratori di voler evitare una guerra lunga in Iran e di sperare di poter mettere fine al conflitto nelle prossime settimane. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali il presidente avrebbe fatto intendere di pensare che il conflitto sia alle battute finali e ha esortato i suoi consiglieri ad attenersi alla tempistica delle quattro-sei settimane di cui ha parlato pubblicamente. Il viaggio in Cina a metà maggio si base sull’idea che la guerra finirà prima dell’appuntamento.
Rutte: “Per la Nato l’Iran era una minaccia, operazione Usa la riduce”
La Nato “ha considerato sistematicamente” il perseguimento da parte dell’Iran di capacità nucleari e missilistiche come una minaccia esistenziale per Israele, la regione e l’Europa, definendo l’Iran un esportatore di caos e l’operazione lanciata dagli Usa “sta degradando quelle capacità”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte.
Rutte: “30 Paesi nella coalizione per Hormuz, capire quando e cosa fare”
Sono ormai “30 i Paesi che si stanno riunendo”, molti dei quali membri della Nato, ma anche Giappone, Corea, Australia, Nuova Zelanda, Bahrein “per discutere e mettere in atto le decisioni relative a cosa, dove e quando”, per garantire che la navigazione nello stretto di Hormuz “resti aperta”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte. La coalizione è stata lanciata da sei Paesi in origine – Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, Italia, Giappone – dopo le richieste di Donald Trump. “C’è stata frustrazione da parte sua ma c’è una ragione: gli Usa non hanno avvisato gli alleati e agli alleati è servito tempo”.


Centcom: “Colpiti 10mila obbiettivi da inizio guerra”
Le forze statunitensi hanno colpito oltre 10.000 obiettivi dall’inizio della guerra, il 28 febbraio scorso. Lo ha riferito il Comando centrale Usa in un post su X. “Le forze Usa continuano a eliminare le minacce presentate dal regime iraniano”, si spiega.
Netanyahu: “Eliminato Tangsiri, lui ha chiuso lo Stretto di Hormuz”
“Continuiamo a colpire con forza gli obiettivi del regime terroristico iraniano. Ieri sera abbiamo eliminato il comandante della Marina delle Guardie Rivoluzionarie. Quest’uomo ha molto sangue sulle mani e, inoltre, è stato lui a guidare la chiusura dello Stretto di Hormuz”. Lo dichiara in un video il premier israeliano Benyamin Netanyahu. “Questo è un ulteriore esempio della cooperazione tra noi e i nostri alleati, gli Stati Uniti, con l’obiettivo comune di raggiungere gli obiettivi della guerra”, aggiunge.
Appello Paesi del Golfo: “Coinvolgerci in qualsiasi negoziato”
I Paesi del Golfo hanno dichiarato di voler partecipare a qualsiasi negoziato tra Stati Uniti e Iran, insistendo sul fatto che, pur avendo il diritto all’autodifesa, preferiscono la via diplomatica. “Sottolineiamo la necessità di coinvolgere i Paesi del Ccg in qualsiasi negoziato o accordo per risolvere questa crisi, in modo da contribuire a rafforzare la loro sicurezza e stabilità”, ha affermato il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo, Jasem AlBudaiwi, in un discorso televisivo. AlBudaiwi ha anche affermato che l’Iran ha chiesto alle navi di pagare somme di denaro per attraversare lo Stretto di Homuz.
Pakistan, negoziati indiretti Usa-Teheran già in corso
Negoziati indiretti fra Iran e Stati Uniti per mettere fine alla guerra sono già in corso. Lo ha riferito il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, che svolge il ruolo di intermediario. “I colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran si stanno svolgendo attraverso messaggi trasmessi dal Pakistan”, ha spiegato.
Pasdaran su morte Tangsiri, “martirio è destino”
I Pasdaran non hanno confermato, ma nemmeno smentito, la morte del comandante della Marina, Alireza Tangsiri, annunciata da Israele. “Sono circolate notizie non confermate sul martirio del comandante della Marina della Guardia Rivoluzionaria. Speriamo che non siano vere”, si legge in un comunicato dei Pasadran. “In fin dei conti, i seguaci di Khomeini e Khamenei sono destinati solo al martirio. In ogni caso, la difesa dell’Iran e il proseguimento degli attacchi contro il nemico assassino di bambini continueranno”, avvertono.
Trump: “Teheran ci implora di fare accordo”
“I negoziatori iraniani sono molto diversi e ‘strani’. Ci stanno supplicando di concludere un accordo, cosa che dovrebbero fare dato che sono stati annientati militarmente, senza alcuna possibilità di rimonta, eppure dichiarano pubblicamente che stanno solo ‘valutando la nostra proposta’. Sbagliato!!! Farebbero meglio a fare sul serio al più presto, prima che sia troppo tardi, perché una volta che ciò accadrà, non si potrà più tornare indietro, e non sarà affatto piacevole!”. Lo ha scritto sul suo profilo Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Media iraniani: “Teheran vuole imporre pedaggio a Hormuz”
Il parlamento iraniano sta lavorando a un provvedimento per imporre un pedaggio per il passaggio dello stretto di Hormuz. Lo riferiscono le agenzie di stampa Fars e Tasnim, citate dall’Associated Press, che riportano le dichiarazioni del deputato Mohammadreza Rezaei Kouchi. “Garantiamo la sicurezza” dello stretto “ed è naturale che navi e petroliere paghino un tributo”, ha detto.
Trump: “I Paesi Nato non hanno fatto nulla per aiutare in Iran”
Nuovo attacco di Trump alla Nato: “In Iran non ha aiutato. Non lo dimenticheremo”. “Gli Stati Uniti non hanno bisogno di nulla dalla Nato, ma non dimenticate mai questo punto fondamentale in questo momento!”, ha scritto Trump in un post su Truth Social.
Axios: “Quattro piani per l’invasione di terra”
Il Pentagono sta lavorando a opzioni militari per un “colpo finale” in Iran che potrebbe includere l’uso delle forze di terra e una massiccia campagna di bombardamenti. Lo riferisce Axios citando due funzionari statunitensi e due fonti a conoscenza del dossier. Quattro gli scenari elencati da Axios. “Invadere o bloccare l’isola di Kharg, il principale hub di esportazione di petrolio dell’Iran” oppure l’isola di Larak, fondamentale per il controllo dello stretto di Hormuz, “avamposto strategico che ospita bunker iraniani, imbarcazioni d’attacco in grado di far saltare in aria navi da carico e radar che monitorano i movimenti nello stretto”. Terza possibilità, prendere il controllo dell’isola “di Abu Musa e di due isole minori, che si trovano vicino all’ingresso occidentale dello stretto” di Hormuz contese tra Iran ed bEmirati Arabi Uniti. Infine, “bloccare o sequestrare navi che stanno esportando petrolio iraniano sul lato orientale dello stretto di Hormuz”. Secondo alcuni nell’amministrazione, “una dimostrazione schiacciante di forza” servirebbe sia a creare “più leva nei colloqui di pace” sia a dare al presidente Donald Trump qualcosa “per dichiarare la vittoria”.
Media israeliani: “Ucciso il comandante della marina iraniana”
Il comandante della Marina dei Guardiani della Rivoluzione islamica, Alireza Tangsiri, è stato ucciso in un attacco a Bandar Abbas. Lo ha riferito una fonte israeliana, citata dalla stampa. Secondo quanto riferito dal funzionario, Tangsiri era responsabile della chiusura dello Stretto di Hormuz. Non c’è stato ancora alcun commento da parte dell’Iran o dell’esercito israeliano in merito all’attacco.
Wsj: “Trump pronto all’invasione di terra”
Gli Stati Uniti colpiranno l’Iran “più duramente di quanto non sia mai stata colpita prima” se Teheran non raggiungerà un accordo per porre fine al conflitto. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Caroline Leavitt. “Il presidente Trump non bluffa ed è pronto a scatenare l’inferno”. Trump è disposto a ordinare l’invio di truppe statunitensi sul suolo iraniano, ma esita a farlo, in parte perché ciò potrebbe compromettere il suo obiettivo di una rapida conclusione del conflitto. Teme che il numero di soldati americani feriti o uccisi nell’operazione possa aumentare, hanno affermato funzionari statunitensi. Finora, quasi 300 americani sono rimasti feriti e 13 sono morti.
L’Idf: “Ucciso un soldato israeliano nel sud del Libano”
L’esercito israeliano ha annunciato che un soldato dell’unità di ricognizione della Brigata Golani è stato ucciso nel sud del Libano durante la notte. Si tratta di Ori Greenberg, 21 anni, di Petah Tikva, nel centro di Israele.
Greenberg è rimasto ucciso in una sparatoria intorno alle 2 di notte.
Aragchi e Ghalibaf via dalla lista degli obiettivi di Israele
Israele ha rimosso il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf dalla sua lista di obiettivi da colpire dopo che il Pakistan ha chiesto a Washington di non prenderli di mira. Lo ha riferito un funzionario pakistano a Reuters. “Gli israeliani volevano eliminarli. Abbiamo detto agli Stati Uniti che se anche loro fossero stati eliminati, non ci sarebbe stato nessun altro con cui parlare, quindi gli Stati Uniti hanno chiesto agli israeliani di desistere”, ha affermato il funzionario.
Frammenti di missile su Abu dhabi: due morti e tre feriti
Due persone sono rimaste uccise e tre ferite ad Abu Dhabi, lungo Sweihan Street, dove sono caduti frammenti di un un missile balistico intercettato. Lo riferisce Gulf News, citando le autorità locali, parlando di diversi mezzi danneggiati e ricordando che in precedenza il ministero della Difesa aveva riferito di diversi missili e droni lanciati dall’Iran e intercettati dalla difesa aerea emiratina.
Attacco a nord di Tel Aviv, 5 feriti
Il servizio di ambulanze di Israele ha affermato di aver prestato soccorso persone rimaste ferite in un’esplosione avvenuta dopo un lancio di missili a nord di Tel Aviv, nella località di Kfar Qasim. Un paramedico israeliano, il primo ad arrivare sul luogo dell’incidente, lo ha descritto come un “caos”. “Siamo arrivati in pochi minuti con unità di terapia intensiva e ambulanze. Sul posto regnava il caos. Abbiamo iniziato a perlustrare l’interno della casa e abbiamo trovato distruzione al centro dell’abitazione. Cinque persone che si trovavano all’interno sono rimaste ferite dall’esplosione”, ha raccontato Tomer Gussman, secondo un comunicato stampa diffuso dai servizi di soccorso israeliani. Gussman ha dichiarato che i feriti lievi sono stati trasportati in ospedale.
Gli Emirati rispondono alle minacce missilistiche dell’Iran
“Le difese antiaeree degli Emirati stanno rispondendo alle minacce di missili e droni provenienti dall’Iran”. Lo ha scritto sul proprio profilo X il ministero della Difesa degli Emirati, citato da Al Jazeera sul proprio sito web e dall’agenzia Afp.
Pechino: sia gli Usa sia l’Iran hanno dato segnali positivi per i negoziati
Il capo della diplomazia cinese, Wang Yi, ha parlato di “segnali” iraniani a favore di negoziati con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra, che secondo lui costituiscono “un barlume di speranza”. “Sia gli Stati Uniti che l’Iran hanno lanciato segnali a favore dei negoziati, lasciando intravedere un barlume di speranza per la pace”, ha dichiarato Wang Yi durante una telefonata avuta ieri con il suo omologo egiziano Badr Abdelatty.
“L’Iran prepara la legge per un pedaggio nello Stretto di Hormuz”
Il parlamento iraniano sta cercando di approvare una legge per introdurre il pedaggio per le navi che transitano nello Stretto di Hormuz. Lo riferiscono le agenzie di stampa Fars e Tasnim citate dall’agenzia Ap. Secondo quanto riportato, il presidente della Commissione affari civili del parlamento avrebbe affermato che una bozza di legge è stata predisposta e sarà presto finalizzata dal team legale dell’assemblea legislativa. “Secondo questo piano, l’Iran deve riscuotere delle tariffe per garantire la sicurezza delle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz”, ha dichiarato il funzionario. “È una cosa assolutamente naturale. Come in altri corridoi, quando le merci attraversano un Paese, si pagano i dazi; lo Stretto di Hormuz è anch’esso un corridoio. Noi ne garantiamo la sicurezza, ed è naturale che navi e petroliere paghino i relativi dazi”. L’Iran chiede il riconoscimento internazionale del suo diritto di esercitare l’autorità sullo Stretto di Hormuz come una delle cinque condizioni per porre fine alla guerra in corso.
L’esercito israeliano: “Sferrati attacchi su larga scala in Iran”
L’esercito israeliano afferma di aver sferrato “attacchi su larga scala” in Iran. Lo riferiscono diverse agenzia e media locali. In un comunicato dell’esercito si legge che le forze israeliane “hanno portato a termine una serie di attacchi su vasta scala contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano in diverse zone dell’Iran”.
Il comando Usa: “La portaerei Lincoln prosegue le operazioni”
Il Comando centrale Usa afferma con un comunicato pubblicato anche sui social che la portaerei Uss Abraham Lincoln sta proseguendo “le operazioni di volo contro obiettivi militari in Iran mentre naviga nelle acque della regione”. La dichiarazione arriva dopo che l’esercito iraniano ha dichiarato di aver lanciato missili da crociera contro la portaerei, costringendola a riposizionarsi nelle acque della regione.
Trump ammette: “I costi della benzina sono saliti ma dovevo eliminare il cancro Iran”
Donald Trump ha ammesso che i costi della benzina e della vita in generale sono saliti da quando ha lanciato la guerra contro l’Iran. “Ma dovevo eliminare il cancro che è Teheran”, ha detto durante l’evento di Washington. “Ora ricostruiremo l’economia più forte del mondo”, ha aggiunto accusando poi i democratici dell’inflazione.
Trump ribadisce: “Quando ho attaccato l’Iran era a due settimana dall’atomica”
Donald Trump ha ribadito la sua convinzione che l’Iran “era a due settimana dal produrre l’arma nucleare quando ho attaccato”. Parlando alla cena annuale di raccolta fondi del Comitato repubblicano per il Congresso ha poi insistito che gli Stati Uniti hanno “vinto la guerra” contro l’Iran “nei primi due giorni” dell’operazione Epic Fury.
Trump: “Fake news riportano che stiamo perdendo guerra”
Le “fake news” riportano che gli Stati Uniti non stavano andando bene nella guerra, ha detto ancora Trump parlando all’evento. “Se ascoltate le notizie, pensereste che stiamo perdendo una guerra in Iran. Stiamo decimando l’altra parte. Stiamo vincendo alla grande. Nessuno ha mai visto nulla di simile a ciò che stiamo facendo in Medio Oriente con l’Iran”, ha detto.
Trump: “I negoziatori iraniani temono di essere uccisi da Teheran”
“I negoziatori iraniani temono di essere uccisi da Teheran”. Lo ha detto Donald Trump parlando alla cena annuale di raccolta fondi del Comitato repubblicano per il Congresso a Union Station, la stazione di Washington. Trump ha insistito sul fatto che l’Iran stia prendendo parte a colloqui di pace, suggerendo che le smentite di Teheran siano dovute al timore dei negoziatori iraniani di essere uccisi dai propri connazionali. “Stanno negoziando e vogliono concludere un accordo a tutti i costi. Ma hanno paura di dirlo, perché immaginano che verrebbero uccisi dalla loro stessa gente”, ha dichiarato il presidente americano.
“Me ne impadronirei”. Quando nel 1988 Trump parlava di conquistare Kharg
Donald Trump discusse l’ipotesi di attaccare l’isola iraniana di Kharg in un’intervista del 1988 al Guardian, affermando che, qualora l’Iran avesse attaccato navi Usa avrebbe “dato una bella lezione all’isola di Kharg”. “Interverrei e me ne impadronirei”, disse all’epoca durante la promozione del libro “The Art of the Deal” (“L’arte di fare affari”). Dopo aver lanciato l’operazione Epic Fury Trump ha confermato la dichiarazione rilasciata nel 1988, affermando di aver avuto “ragione” a prendere in considerazione l’attacco all’isola decenni prima, quando l’Iran “faceva i capricci”.
Media: “Iran si prepara all’invasione Usa, piazza mine a Kharg”
Theran si prepara a una invasione via terra. Lo riporta la Cnn citando fonti riservate dei servizi segreti statunitensi. Nelle ultime settimane l’Iran ha piazzato delle mine e ha dispiegato ulteriori effettivi militari e sistemi di difesa aerea sull’isola di Kharg, in vista di una possibile operazione statunitense volta ad assumerne il controllo. L’amministrazione Trump sta valutando l’utilizzo di truppe statunitensi per impadronirsi della minuscola isola nel Golfo Persico nord-orientale – un’ancora di salvezza economica per l’Iran che gestisce circa il 90% delle esportazioni di greggio del Paese – come leva sugli iraniani per costringerli a riaprire lo Stretto di Hormuz, spiega la Cnn.


Tuttavia, funzionari statunitensi ed esperti militari affermano che un’operazione di terra di questo tipo comporterebbe rischi significativi, tra cui un elevato numero di vittime statunitensi. L’isola dispone di difese a più livelli e, secondo le fonti, nelle ultime settimane gli iraniani vi hanno trasferito ulteriori sistemi missilistici guidati terra-aria a spalla, noti come Manpad. L’Iran ha inoltre disseminato trappole, tra cui mine antiuomo e anticarro, intorno all’isola, hanno riferito le fonti, anche lungo la costa dove le truppe statunitensi potrebbero eventualmente effettuare uno sbarco anfibio qualora il presidente Donald Trump decidesse di procedere con un’operazione di terra.
