La tv di Stato iraniana ha pubblicato l’ultima bozza del memorandum d’intesa fra Washington e Teheran. In base al testo gli Usa ritirano le forze militari vicine al territorio iraniano e revocano il blocco navale ai porti iraniani, e in cambio Teheran si impegna a ripristinare il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz ai livelli prebellici entro un mese. “Se si arriverà a un accordo tra Stati Uniti e Iran, il testo dovrebbe essere sostenuto entro 60 giorni da una risoluzione vincolante del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”, continua la tv iraniana. Intanto continuano gli attacchi israeliani sul Libano, gli ultimi raid sul sud hanno causato 31 morti e 40 feriti. Mentre il ministro della Difesa Katz ha confermato l’uccisione del nuovo capo dell’ala militare di Hamas Mohammed Odeh durante un attacco ieri a Gaza City, dicendo che quest’ultimo è stato “mandato a incontrare i suoi complici negli abissi dell’inferno”. Trump annuncia che la riunione di gabinetto prevista per oggi si terrà alla Casa Bianca anziché a Camp David, a causa di “possibili condizioni meteorologiche avverse”.
Rubio: “Stiamo dando alla diplomazia ogni chance di successo per l’Iran”
“L’Iran non avrà mai l’arma nucleare. La diplomazia è sempre la prima opzione e continuiamo a lavorare con l’Iran: stiamo dando alla diplomazia ogni chance di successo”. Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio, sottolineando che “vedremo nelle prossime ore, nei prossimi giorni i progressi”.
Trump scherza su Hegseth: “Gli piace la guerra. Vedremo cosa succede con l’Iran”
Con l’Iran “vedremo cosa succede. Potremmo tornare e finire il lavoro, potremmo non farlo”. Lo ha detto Donald Trump lodando i suoi inviati Steve Witkoff e Jared Kushner per il “grande lavoro”. Il presidente ha precisato come a suo avviso l’Iran non abbia altra scelta che fare un accordo. “La loro economia è in caduta libera. L’inflazione è al 250%.
Pensavano di riuscire a sfinirmi nell’attesa. Saremo noi a sfinire loro”, ha messo in evidenza. Trump poi ha scherzato con il capo del Pentagono Pete Hegseth. “A lui piace la guerra”, ha detto fra le risate dei presenti.
Trump scherza su Hegseth, ‘gli piace la guerra. Vedremo cosa succede con l’Iran’
Trump: “L’Iran tratta allo stremo, non siamo ancora soddisfatti”
“L’Iran vuole fare un accordo: sta negoziando allo stremo. Noi non siamo ancora soddisfatti. O lo saremo o dovremo finire il lavoro”. Lo ha detto Donald Trump durante la riunione di governo, ribadendo che l’Iran non può avere l’arma nucleare e sottolineando di aver ricevuto nell’operazione “grande sostegno da altri Paesi”.
Trump: “L’Arabia Saudita dovrebbe firmare gli Accordi di Abramo”
Il presidente americano Donald Trump è tornato a sollecitare l’Arabia Saudita a firmare gli Accordi di Abramo. Intervistato dalla Pbs, il presidente americano ha assicurato che il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman dovrebbe sottoscrivere l’intesa, anche se non c’è un percorso verso uno Stato palestinese, “perché è ottimo per l’Arabia Saudita”.
Trump: “Nessun allentamento delle sanzioni all’Iran in cambio della rinuncia all’uranio”
L’Iran non avrà alcun allentamento delle sanzioni in cambio della rinuncia all’uranio altamente arricchito. Lo ha detto Donald Trump a Pbs sottolineando che l’Arabia Saudita dovrebbe aderire agli Accordi di Abramo.
Libano, l’Idf avvia i bombardamenti su Tiro
Le forze armate israeliane hanno riferito di aver avviato i bombardamenti sui “centri di comando di Hezbollah nella zona di Tiro”. In precedenza, l’Idf aveva diffuso avvisi di evacuazione, avvertendo che avrebbe colpito a breve.
Ue, no unanimità sulle sanzioni contro Ben Gvir: contrarie Bulgaria e Cechia
Non vi sarebbe ancora unanimità tra le capitali dell’Ue riguardo alla richiesta, avanzata anche dall’Italia, di sanzionare il ministro israeliano alla Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, ampiamente criticato per la sua condotta nei confronti degli attivisti della Global Sumud Flotilla. A quanto si apprende, la decisione, che richiede il consenso di tutti i Paesi membri, sarebbe ostacolata da Bulgaria e Repubblica ceca. Il tema sarà sul tavolo nel corso del Consiglio affari esteri informale in formato Gymnich che prende il via oggi a Limassol.


NetBlocks: “In Iran ripristino Internet al 42% e nuove restrizioni”
La connettività Internet in Iran “è in fase di ripristino da 24 ore”, ma il servizio rimane “fortemente filtrato, con nuove restrizioni su messaggistica e app store rispetto al periodo precedente a gennaio”, quando si verificarono estese proteste anti-governative poi represse nel sangue. Lo riferisce NetBlocks, l’osservatorio che monitora i blocchi alla connessione a livello globale.
Secondo Amir Rashid, esperto di sicurezza informatica e diritti digitali di base a New York, “il 42 per cento del traffico Internet totale del Paese è stato ripristinato ma la situazione è ancora di blackout”. “L’obiettivo” della revoca del blocco, scrive su X l’esperto iraniano, “era generare un limitato senso di sollievo nella popolazione, piuttosto che ricollegare effettivamente Internet”.
Filterbaan, nota anche come Filterwatch, un’organizzazione iraniana per i diritti digitali, sostiene che “blackout e ripristino della connessione in Iran non sono più solo una decisione tecnica: fanno parte di una lotta di potere all’interno della struttura politica della Repubblica islamica”.
“Una parte del regime sta cercando un modello in cui l’accesso alla Rete non sia più libero per tutti ma definito in base a classe sociale, disponibilità economica, lavoro e autorizzazioni basate su motivi di sicurezza”. La formula che potrebbe diventare la norma, conclude Filterbaan, è “accesso limitato per tutti, accesso speciale per alcuni”.
“Le richieste di un Internet libero e aperto trascendono le divisioni politiche e devono essere ascoltate”, è l’appello lanciato da NetBlocks su X.
Media Iran: nella bozza del memorandum anche 300 miliardi di dollari per la ricostruzione
Meysam Zohourian, segretario della Commissione economica del Parlamento, ha scritto su X che l’attuale bozza del memorandum Washington-Teheran include anche la dichiarazione della fine della guerra anche in Libano, con un impegno di non aggressione reciproca. Secondo Zohourian, il documento provvisorio prevede inoltre un programma di ricostruzione per l’Iran da 300 miliardi di dollari, qualora venga firmato un accordo definitivo, nonché la revoca delle sanzioni statunitensi alla Repubblica Islamica.
Il segretario ha inoltre affermato che la sezione del memorandum sul nucleare prevede che l’Iran non costruisca armi nucleari, oltre alla creazione di un quadro reciprocamente accettabile su scorte di uranio e relativo arricchimento. Tra le altre disposizioni, per Zohourian, figurano anche esenzioni statunitensi sulla vendita di petrolio e altri prodotti petrolchimici iraniani, oltre allo sblocco dei fondi congelati di Teheran.
Casa Bianca: “Non credere alle notizie dei media iraniani”
“Queste informazioni dai media statali iraniani non sono vere e la bozza di memorandum d’intesa che hanno divulgato è una totale invenzione”, si legge sull’account Rapid Response 47, usato su X dalla Casa Bianca. “Nessuno dovrebbe credere a una parola di ciò che i media statali iraniani diffondono. Contano i fatti”, si sottolinea.
Alle 17 Trump presiede riunione gabinetto alla Casa Bianca
Donald Trump presiederà alle 11 (le 17 in Italia) una riunione di gabinetto. La riunione, inizialmente prevista nella residenza di Camp David, è stata convocata alla Casa Bianca per ragioni di maltempo.
Media Iran: “Iincendio all’aeroporto Khomeini vicino a Teheran”
Secondo quanto riportato dai media iraniani, un incendio è scoppiato in un edificio amministrativo dell’aeroporto internazionale Imam Khomeini, vicino alla capitale Teheran.
Iran: “Negoziati con l’Oman per un nuovo meccanismo di gestione di Hormuz”
L’Iran e l’Oman stanno negoziando congiuntamente un nuovo meccanismo per il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il vice capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, Ali Bagheri. “Le condizioni e le procedure saranno completamente diverse da quelle precedenti al conflitto tra Iran e Stati Uniti”, ha spiegato. Secondo l’agenzia Isna, parlando con i giornalisti a Mosca, Bagheri ha anche approfondito la richiesta statunitense di riapertura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, affermando: “I contatti indiretti tra Iran e Stati Uniti continuano. Possiamo raggiungere un accordo su questa questione specifica solo se concordiamo su tutte le questioni in sospeso”.
Media: “Nella lista degli obiettivi del Pentagono in Iran solo target difficili”
Il Pentagono ha stilato una lista dei possibili obiettivi da colpire in Iran qualora Donald Trump decidesse di riprendere i bombardamenti. L’unico problema, secondo quanto riferito da alcune fonti dell’amministrazione a Nbc, è che i target identificati sono molto più difficili da trovare e colpire: molti infatti sono sotterrati fra le montagne o nascosti fra la popolazione civile, rendendo difficile portare a segno attacchi di precisione. I target “facili” sono terminati, ora ci sono quelli “difficili” se i combattimenti dovessero riprendere, ha detto un funzionario americano a Nbc, osservando come il successo non sia più garantito con attacchi solo dall’alto.
NetBlocks: “Internet ripristinato in Iran, ma limitazioni su messaggi e app store”
“La connessione a Internet in Iran è stata ripristinata da 24 ore, ma il servizio rimane fortemente filtrato, con nuove restrizioni sui servizi di messaggistica e app store”. Lo scrive su X NetBlocks, organizzazione indipendente che monitora la sicurezza informatica e i diritti digitali a livello globale, aggiungendo che “le richieste per un Internet libero e aperto trascendono le divisioni politiche e devono essere ascoltate”.
Bozza accordo: “Entro 30 giorni riapre Hormuz e Usa revocano blocco”
L’agenzia di stampa iraniana Mizan ha riportato ulteriori dettagli sulla bozza non ufficiale di proposta che delinea un memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran. Secondo quanto riportato: gli Stati Uniti revocheranno il blocco navale sui porti iraniani. L’Iran si impegnerà a ripristinare il traffico marittimo commerciale nello Stretto di Hormuz ai livelli prebellici entro un mese. La navigazione nello stretto sarà gestita congiuntamente da Iran e Oman. Gli Stati Uniti ritireranno le truppe “dall’area circostante l’Iran”, sebbene non sia chiaro se ciò includa le forze schierate nella regione o quelle di stanza nelle basi. Se si raggiungerà un accordo definitivo entro due mesi, questo sarà ratificato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite tramite una risoluzione.
Media, se accordo risoluzione Onu entro 60 giorni
Se si arriverà a un accordo tra Stati Uniti e Iran, il testo dovrebbe essere sostenuto entro 60 giorni da una risoluzione vincolante del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Lo ha riferito la televisione iraniana Irib, che ha diffuso dettagli sull’ultima bozza di intesa tra Washington e Teheran.
Idf, diversi droni Hezbollah esplosi nel nord Israele
Diversi droni esplosivi di Hezbollah hanno colpito il nord di Israele. Lo hanno dichiarato le forze armate israeliane che stanno indagando dopo aver individuato siti di impatto.
Pezeshkian: “Non bisogna avere paura dei faraoni di quest’epoca”
“Nel mondo turbolento di oggi, dove il fuoco dell’oppressione, dell’occupazione e dell’avidità delle potenze arroganti del momento si è acceso, Eid al Adha è un messaggio di dignità, libertà e di rifiuto della paura nei confronti dei faraoni di quest’epoca”. Lo ha detto il presidente iraniana Masoud Pezeshkian in un messaggio ai musulmani di tutto il mondo in occasione delle celebrazioni della festa del Sacrificio dove ha invocato “l’unità e la fermezza dei musulmani contro l’incredulità e l’ingiustizia” come chiave per ottenere la vittoria divina. Per il presidente iraniano l’Eid al-Adha ha assunto un significato speciale per l’Iran quest’anno, poiché il Paese continua a resistere con orgoglio all’aggressione israelo-americana. “In un momento storico in cui la nostra amata patria si oppone a sanzioni oppressive, attacchi e difficoltà, il significato dell’Eid al-Adha si incarna nello spirito incrollabile delle famiglie dei martiri, nella resilienza dei coraggiosi guerrieri e nell’impareggiabile pazienza e solidarietà di questa nazione”, ha aggiunto.
Tv di Stato iraniana: “Nella bozza del memorandum Hormuz affidata a Iran e Oman, Usa ritireranno le forze militari vicine”
La televisione di Stato iraniana afferma di essere entrata in possesso di una bozza preliminare non ufficiale del memorandum d’intesa (MOU) con gli Stati Uniti. Secondo la bozza, Washington ritirerebbe le proprie forze militari dalle aree vicine all’Iran e revocherebbe il blocco navale. La tv di Stato iraniana precisa però che le navi militari non sarebbero incluse nell’accordo. Secondo la televisione di Stato iraniana, la gestione e il controllo del traffico navale attraverso lo Stretto di Hormuz saranno affidati all’Iran in cooperazione con l’Oman. Se entro 60 giorni verrà raggiunto un accordo definitivo, l’intesa sarà approvata sotto forma di risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La tv di Stato precisa inoltre che il “memorandum di Islamabad” non è ancora stato finalizzato e che Teheran non compirà alcun passo senza una “verifica concreta e tangibile” degli impegni previsti dall’accordo.
Pasdaran: “Hormuz ancora vietato per Paesi ostili”
Il transito nello Stretto di Hormuz è ancora vietato alle navi appartenenti a “paesi ostili”. Lo ha reso noto la Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Isna.
Media: “Paesi arabi scettici sugli Accordi di Abramo, è mossa Trump per calmare la base”
I Paesi arabi non stanno prendendo seriamente la richiesta di Donald Trump di aderire agli Accordi di Abramo nell’ambito dell’intesa con l’Iran. La convinzione è che sia solo una mossa tattica del presidente per calmare i repubblicani falchi preoccupati dall’accordo con Teheran. Secondo ex funzionari americani, la richiesta del presidente ha suscito stupore, risate e frustrazione fra i Paesi arabi. “E’ una mossa intelligente per placare la sua base arrabbiata. Continuerà a portarla avanti ma non sarà parte dell’intesa” con l’Iran, ha detto un diplomatico del Golfo a Politico. In ogni caso la richiesta di Trump rischia di aumentare l’incertezza in una situazione già volatile fra il nuovo attacco americano nel sud dell’Iran e le minacce di Teheran. “I Paesi del Golfo stanno cercando di negoziare la fine della guerra senza contraddire Trump ma anche senza piegarsi ai suoi interessi”, ha osservato Michael Ratney, l’ex ambasciatore americano in Arabia Saudita.
Zuppi sulla Flotilla: “Preoccupano diritti calpestati, rifiuto di qualunque umiliazione”
La “condanna” delle violenze subite dagli attivisti della Flotilla. Arriva dal presidente della Cei, card. Matteo Zuppi, nella conferenza stampa al termine dell’Assemblea generale dei Vescovi. “Come ha detto il Papa – ha osservato – preoccupano i diritti calpestati. I diritti calpestati preoccupano ancora più “. “C’è il rifiuto di qualunque umiliazione – ha detto – . Del diritto, tra l’altro questi attivisti erano in acque internazionali “. Il presidente della Cei ha denunciato le “evidenze di odio, di violenze. Il cardinale Pizzaballa ci ha detto in tanti modi di quanto tutto possa diventare ‘elettrico’ come della fatica di riannodare il dialogo”.
Media: “Se avverrà la firma accordi con Iran, cargo Usa spostati da scalo Tel Aviv”
Sullo sfondo della possibilità che Stati Uniti e Iran siglino un accordo per porre fine alla guerra, le autorità israeliane sono state informate che, dal momento della firma, tutti gli aerei di supporto dell’esercito americano lasceranno l’aeroporto internazionale civile di Tel Aviv. La flotta sarà trasferita entro 72 ore verso basi in Europa. Lo riferisce Channel 12 aggiungendo che gli aerei statunitensi rimarranno “in stato di pronta chiamata” per tornare allo scalo Ben Gurion qualora i combattimenti con l’Iran dovessero riprendere. Nel giorni scorsi la ministra israeliana dei Trasporti, Miri Regev, aveva inviato una lettera urgente al primo ministro Benjamin Netanyahu, al ministro della Difesa Israel Katz e al capo del Consiglio di sicurezza nazionale, Gil Reich, chiedendo l’immediata rimozione degli aerei cisterna americani dall’area dell’aeroporto Ben Gurion. Secondo Regev la presenza dei cargo da rifornimento sta causando gravi danni alle operazioni civili dello scalo, proprio mentre le compagnie aeree straniere stanno iniziando a tornare in Israele. Nello scalo civile sono stati dispiegati solo cargo da rifornimento, mentre i caccia sono nelle basi militari.
Teheran: “Contatti indiretti con Usa continuano”
I contatti indiretti tra Iran e Stati Uniti continuano. Lo ha riferito il vicesegretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Ali Bagheri, come riporta Iran International. Bagheri ha aggiunto che la questione delle scorte di uranio arricchito dell’Iran non sono all’ordine del giorno dei negoziati. Lo riporta Iran International.
Teheran, obiettivo Usa e Israele è ancora rovesciarci
L’obiettivo di Usa e Israele rimane quello di “rovesciare” la Repubblica islamica e “smembrare” il Paese. Lo ha affermato il ministero dell’Intelligence iraniano, sottolineando che si tratta dell’obiettivo “apertamente dichiarato all’inizio della recente guerra, ma che non è riuscito a raggiungere con l’attacco militare”.
Consigliere Khamenei: “Hormuz garanzia per l’accordo con gli Stati Uniti”
“Questa volta la linea rossa dell’Iran è chiara: documenti e firme da soli non sono una garanzia. Il garante concreto della sopravvivenza dell’accordo è lo Stretto di Hormuz”. Lo ha scritto su X Ali Akbar Velayati, consigliere per gli Affari internazionali della Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei. “La storia testimonia che tutti gli invasori giunti con desideri egemonici, da Alessandro Magno a Gengis Khan fino a Donald Trump, sono stati assorbiti nell’abbraccio dell’antica civiltà iraniana”, ha affermato, aggiungendo che “la geografia non mente ed è il giudice finale dei trattati scritti su carta”.
Tajani: “Situazione tesa, serve accordo Washington-Teheran”
Serve un accordo tra Teheran e Washington per allentare la tensione nella regione. A ribadirlo è il ministro degli Esteri Antonio Tajani che, margine degli Stati generali della previdenza dei liberi professionisti al Cinema Barberini, commenta gli ultimi sviluppi in Medio Oriente. “La situazione sappiamo che continua a essere di tensione. Noi continuiamo a dire che la soluzione deve essere diplomatico, incoraggiamo tutti quanti” dice il vicepresidente del Consiglio “Parlerò con il ministro degli Esteri di Israele per capire qual è la situazione, però dobbiamo andare avanti per rinforzare la tregua e trovare un accordo tra Iran e Stati Uniti, altrimenti la situazione può solo peggiorare”. “Io” ha concluso “sono preoccupato per Hormuz e per le conseguenze di tipo economico”.
Iran: “Le nostre scorte di uranio non sono all’ordine del giorno dei colloqui”
“Abbiamo sottolineato che la questione delle scorte iraniane di uranio altamente arricchito non dovrebbe essere all’ordine del giorno dei colloqui con gli Stati Uniti per raggiungere un accordo sulla fine della guerra”. Lo ha dichiarato il vice capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, Ali Bagheri, citato dall’agenzia Irna. “Abbiamo espresso chiaramente la nostra posizione e, se gli Stati Uniti vorranno discutere i dettagli della questione, non raggiungeremo alcuna conclusione, poiché le divergenze sono molto ampie”, ha aggiunto Bagheri, che si trova attualmente in visita in Russia.
Missili iraniani contro una nave sudcoreana, Seul convoca l’ambasciatore
Missili anti-nave sviluppati e utilizzati dall’Iran sarebbero stati impiegati in un attacco contro una nave sudcoreana nello Stretto di Hormuz all’inizio di questo mese. Lo ha affermato mercoledì il ministero degli Esteri di Seul aggiungendo che intende convocare l’ambasciatore iraniano in Corea del Sud per presentare una forte protesta e chiedere al contempo “misure responsabili, comprese quelle volte a prevenire il ripetersi di episodi simili”. Lo riporta Yonhap citando le parole del primo vice ministro degli Esteri Park Yoon-joo in conferenza stampa. “L’analisi tecnica ha concluso che gli oggetti volanti non identificati erano probabilmente missili anti-nave della serie Noor sviluppati dall’Iran”, ha dichiarato Park annunciando l’esito dell’indagine governativa sull’incidente alla Hmm Namu, nave gestita dalla principale compagnia di navigazione sudcoreana Hmm Co., che era stata colpita da “due oggetti volanti non identificati” il 4 maggio mentre era bloccata nello Stretto di Hormuz. Il ministero, tuttavia, si è riservato di decidere se l’attacco possa essere stato intenzionale.
Ft: “Versato nemmeno un dollaro, vuoto il fondo del Board of Peace”
Il fondo istituito dalla Banca Mondiale per il Board of Peace voluto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha ricevuto alcun finanziamento, nonostante le promesse di donazioni per un totale di 17 miliardi di dollari da parte degli Stati Uniti e di altri leader mondiali. Lo ha riportato il Financial Times, citando quattro fonti a conoscenza della questione. “Non è stato depositato nemmeno un dollaro”, ha affermato una fonte. Il consiglio di amministrazione ha ricevuto delle donazioni, ma queste sono state depositate direttamente sul suo conto presso JPMorgan, secondo quanto affermato dal portavoce del consiglio stesso. “Erano state individuate diverse opzioni per ottenere i finanziamenti”, ha dichiarato un funzionario del Board of Peace al Financial Times, “a questo punto, i contributori hanno scelto di avvalersi di altre soluzioni”. Come precisa il Ft, a differenza della Banca Mondiale, il conto JPMorgan non ha alcun obbligo di comunicare la propria situazione finanziaria ai contributori e ai membri del consiglio di amministrazione. Il Board of Peace si è impegnato a presentare i propri bilanci al proprio consiglio direttivo “in un momento ritenuto opportuno”, ha aggiunto il funzionario.
Teheran e Oman negoziano regole “diverse” transito Hormuz
L’Iran e l’Oman stanno negoziando un nuovo regime per il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato Ali Bagheri Kian, vicesegretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano. “L’Iran e l’Oman, in quanto Stati costieri confinanti, stanno negoziando per definire un nuovo meccanismo di transito attraverso lo Stretto di Hormuz”, ha detto Bagheri a margine del Primo Forum Internazionale sulla Sicurezza. Secondo quanto riporta l’agenzia Ria Novosti, le condizioni e le procedure per il transito attraverso lo Stretto “saranno completamente diverse da quelle precedenti il conflitto”.
Nyt: “Usa hanno ripreso attacchi per azioni minacciose iraniane”
Gli Stati Uniti hanno individuato azioni militari minacciose da parte dell’Iran prima di riprendere gli attacchi nel sud del Paese. Lo riferiscono al New York Times due funzionari statunitensi, che hanno parlato a condizione di anonimato. Secondo le fonti l’Iran ha schierato navi posamine nello Stretto di Hormuz e ha fatto sorvolare droni d’attacco vicino a navi americane, azioni che hanno provocato attacchi statunitensi nelle prime ore di ieri. Poche ore dopo, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha promesso una “risposta reciproca decisa” a qualsiasi violazione del cessate il fuoco. Gli attacchi americani, hanno spiegato i funzionari, sono scattati dopo che gli Stati Uniti avevano osservato diverse azioni da parte delle forze iraniane, tra cui il lancio di droni e attività presso siti di lancio missilistico. L’esercito statunitense ha attaccato imbarcazioni e siti di lancio iraniani in quelle che ha definito “azioni di autodifesa”.
Pasdaran: “Possibilità che guerra riprenda sono basse”
Le possibilità che la guerra tra Usa e Iran riprenda sono “basse”. Lo ha dichiarato all’agenzia Tasnim il vicecapo politico dei Guardiani della Rivoluzione iraniana, Mohammad Akbarzadeh. “La possibilità di una guerra è bassa a causa della debolezza del nemico, le forze armate sono in agguato con i depositi pieni”, ha dichiarato Akbarzadeh. In caso di una ripresa delle ostilità, ha aggiunto il funzionario dei pasdaran, “non dubitate che trasformeremo in un cimitero per gli aggressori l’area da Chabahar a Mahshahr “, due località agli estremi della lunga costa meridionale dell’Iran.
Media: “Usa a Netanyahu, non attaccate Beirut, non vogliamo vedere edifici crollare”
Secondo una ricostruzione di Channel 12, il premier israeliano Benyamin Netanyahu avrebbe aggiornato il presidente Usa Donald Trump in modo indiretto sull’espansione delle operazioni in Libano con l’intenzione di ampliare le operazioni e spingersi oltre la Linea Gialla per controllare il fuoco di Hezbollah. Il messaggio sarebbe stato trasmesso tramite l’ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, alla Casa Bianca. La risposta americana a Netanyahu sarebbe stata inequivocabile: “Non attaccate Beirut, non vogliamo vedere edifici crollare. Ciò avrebbe un effetto destabilizzante sull’intero processo di accordi regionali, innanzitutto sui negoziati con l’Iran, ma anche sui colloqui diplomatici con il Libano che si stanno svolgendo a Washington”. Tuttavia, un alto funzionario israeliano ha dichiarato a Channel 12 che “anche se non c’è autorizzazione ad attaccare edifici, per quanto riguarda le eliminazioni mirate, se si presenta un’opportunità operativa, non esiste alcun divieto”.
Erdogan: “Netanyahu un tiranno, riceverà una lezione dai musulmani”
“Credo che il tiranno conosciuto come (Benyamin) Netanyahu riceverà la lezione che si merita dai musulmani di tutto il mondo”. Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, parlando con i giornalisti dopo avere pregato in una moschea di Istanbul in occasione della festività musulmana dell’Eid al-Adha. “A tutti i nostri fratelli e alle nostre sorelle che accolgono questa festività con tristezza, dolore e profondo lutto in diversi angoli della nostra geografia spirituale, in particolare a quelli di Gaza, porgo i miei più sentiti messaggi di solidarietà a nome mio e della mia nazione, e mi congratulo individualmente con loro per l’Eid al-Adha”, ha detto il leader turco, come riferisce Anadolu.
Katz: “Piano di emigrazione da Gaza sarà attuato”
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha ribadito la sua intenzione di attuare il piano di evacuazione della popolazione di Gaza, al quale il governo lavora dall’inizio del 2025 ma che si era bloccato a causa dell’offensiva in corso e dell’attuale cessate il fuoco. “Anche il piano di emigrazione volontaria da Gaza sarà attuato, nei tempi previsti e nel modo corretto”, ha scritto Katz su X.
Riapre aeroporto internazionale di Tabriz
L’aeroporto internazionale di Tabriz, nel nord-ovest dell’Iran, dovrebbe riaprire oggi. Lo riporta l’emittente iraniana Irib, che cita un portavoce dell’Organizzazione per l’aviazione civile del Paese. Secondo l’organizzazione, l’aeroporto si unirà ad altri 20 terminal in tutto il paese che hanno già ripreso le operazioni dopo le interruzioni causate dalla guerra tra Stati Uniti e Israele.
Katz conferma l’uccisione del capo militare di Hamas: “Sono morti che camminano”
Il ministro della Difesa Katz ha confermato l’uccisione del nuovo capo dell’ala militare di Hamas Mohammed Odeh a Gaza City, dicendo che quest’ultimo è stato “mandato a incontrare i suoi complici negli abissi dell’inferno”. Katz ha quindi voluto esprimere “congratulazioni per la brillante esecuzione. Ci eravamo impegnati a eliminare tutti coloro che hanno guidato il massacro del 7 ottobre e questo sta avvenendo. Sono tutti uomini morti che camminano ovunque”.
Pechino auspica un compromesso tra Usa e Teheran
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha ribadito l’appello di Pechino al rispetto del cessate il fuoco in Medio Oriente e ha espresso la speranza che gli Stati Uniti e l’Iran cerchino un compromesso. Lo ha riferito l’agenzia statale Xinhua. “Ci auguriamo che le parti interessate rimangano determinate a cercare un cessate il fuoco e continuino a cercare un terreno d’intesa comune affinché la pace torni il più presto possibile in Medio Oriente”, ha detto il ministro, citato dall’agenzia.
Esercito israeliano: “Sirene suonano in molte aree del Paese”
L’esercito israeliano ha comunicato che in molte aree a nord del paese suonano le sirene
Trump, riunione gabinetto a Casa Bianca causa meteo avverso
Donald Trump annuncia su Truth che la riunione di gabinetto prevista per oggi si terrà alla Casa Bianca anziché a Camp David, a causa di “possibili condizioni meteorologiche avverse”. Le riunioni di gabinetto durante il secondo mandato di Trump sono state in genere caratterizzate da lunghi discorsi del presidente, dopodichè i membri del gabinetto, a turno, lo elogiavano profusamente davanti ai giornalisti. Si prevede che i negoziati in corso con l’Iran saranno un tema centrale del prossimo incontro.
Beirut, 31 morti nei raid israeliani nel sud del Paese
Sono 31 i morti nei raid aerei israeliani di oggi nel Libano meridionale, che hanno colpito le città e nei villaggi di Burj al-Shamali, Kouthariyat al-Ruz, Hboosh, Marakah e Salaa. Altre 40 persone sono rimaste ferite. Lo riferisce Al Jazeera citando il Ministero della Salute di Beirut.
Media Israele: “Il capo dell’ala militare di Hamas è stato ucciso”
Muhammad Odeh, capo dell’ala militare di Hamas, è stato ucciso dall’Idf in un attacco a Gaza City. Lo riferisce Ynet citando fonti israeliane.
Successivamente, nella Striscia c’è stato un altro attacco, ed entrambi i raid hanno causato almeno due morti e oltre dieci feriti.
