Trump: “Su richiesta dei Paesi del Golfo ho sospeso l’attacco all’Iran”. Era previsto per oggi. “Abbiamo fatto molti progressi”, ha aggiunto, sottolineando che Teheran deve mettere per iscritto i termini sul nucleare. Israele informato. Gli Stati Uniti concedono una nuova deroga di 30 giorni al petrolio russo.
G7: “Imperativo riaprire Hormuz e risolvere la guerra in Iran”
“L’incertezza economica globale ha accentuato i rischi per la crescita e per l’inflazione, in un contesto di conflitto in corso in Medio Oriente, in particolare attraverso le pressioni sulle catene di approvvigionamento di energia, alimenti e fertilizzanti, che colpiscono in modo particolare i paesi più vulnerabili. Per mitigare questi impatti negativi, riconosciamo che un rapido ritorno alla libera e sicura circolazione attraverso lo Stretto di Hormuz e una soluzione duratura del conflitto sono imperativi”. Lo si legge nel comunicato finale del G7 Finanze appena concluso a Parigi.
Autobomba esplode a Damasco: almeno un morto
E’ di almeno un morto il bilancio provvisorio dell’esplosione di un’autobomba nel centro di Damasco nei pressi del quartiere a maggioranza cristiano di Bab Sharqi. Lo riferisce l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria e media locali secondo cui l’esplosione è avvenuta di fronte a un edificio appartenente al ministero della Difesa siriano e di fronte alle antiche mura della città.
Flotilla, attivisti: “Navi israeliane stanno abbordando le nostre barche”
“L’intercettazione continua. Navi militari israeliane stanno abbordando illegalmente la nostra flotta. Siamo in stato di massima allerta mentre proseguiamo verso Gaza. Ci rifiutiamo di farci intimidire”. E’ quanto si legge sui profili social della Global Sumud Flotilla.
Smotrich ordina l’evacuazione di un villaggio della Cisgiordania in risposta al mandato di arresto dell’Aia
In risposta alle notizie riguardanti una richiesta riservata di emissione di un mandato di arresto internazionale della Corte penale internazionale, il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha dichiarato che firmerà immediatamente un ordine di evacuazione per il villaggio beduino di Khan al-Ahmar, in Cisgiordania. “L’emissione di mandati di arresto nei confronti del primo ministro, del ministro della difesa e del ministro delle finanze sono una dichiarazione di guerra, e di fronte a una dichiarazione di guerra, risponderemo con la stessa moneta”, ha dichiarato durante una conferenza stampa Smotrich, minacciando di colpire l’Autorità Palestinese, che ha accusato di essere dietro l’iniziativa legale internazionale. “Firmerò un decreto per l’evacuazione di Khan al-Ahmar nell’ambito dei miei poteri. Prometto a tutti i nostri nemici che questo è solo l’inizio”, ha aggiunto.
“Le mani sono le mani dell’Aia, ma la voce è la voce dell’Autorità palestinese. Questa organizzazione ha scatenato una guerra e si troverà ad affrontare una guerra. Io non sono un ebreo sottomesso.” Il villaggio beduino in questione ospita alcune decine di famiglie della tribù Jahalin, espulsa dalla propria terra d’origine nel Negev e costretta a trasferirsi in Cisgiordania negli anni ’50. Khan al-Ahmar è diventato un simbolo internazionale della battaglia israelo-palestinese per il controllo dell’Area C, la parte della Cisgiordania assegnata al pieno controllo israeliano dagli Accordi di Oslo. Nel piccolo villaggio vivono circa 250 persone.
Media: esplosione udita sull’isola di Qeshm
Oggi è stato udito il suono di un’esplosione sull’isola di Qeshm, nel sud dell’Iran, secondo quanto riportato dai media statali. Nessun ente ufficiale ha commentato l’incidente, ha riferito l’agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr News, aggiungendo che sono in corso indagini per accertare l’accaduto.
Global Sumud Flotilla, ancora 10 imbarcazioni in navigazione
Dieci imbarcazioni della Global Sumud Flotilla sono ancora in navigazione, apparentemente dirette verso Gaza. Almeno stando a quanto riportato dal sito dell’iniziativa che afferma di pubblicare in tempo reale i dati di navigazione delle barche. Sempre stando a questi dati, 60 natanti sarebbero stati intercettati. La nave più avanzata è la Akkra, che alle 11.30 era a circa 82 miglia nautiche da Gaza.
Iran: “Se gli Usa attaccano apriremo nuovi fronti”
L’esercito iraniano ha avvertito che aprirà “nuovi fronti” se gli Stati Uniti riprenderanno gli attacchi sospesi dopo il cessate il fuoco dell’8 aprile. “Se il nemico sarà così sciocco da cadere di nuovo nella trappola dei sionisti e lanciare un’altra aggressione contro il nostro amato Iran, apriremo nuovi fronti contro di esso”, ha affermato il portavoce militare Mohammad Akramiya, citato dall’agenzia di stampa iraniana Isna.
In Libano Israele ordina l’evacuazione per 12 villaggi, alcuni anche a nord del fiume Litani
Le forze armate israeliane hanno emesso avvisi di evacuazione per i residenti di 12 villaggi nel sud del Libano, annunciando imminenti attacchi contro obiettivi di Hezbollah. Nel mirino ci sono Tura, Nabatieh al-Tahta, Habboush, Al-Bazuriya, Tayr Debba, Kafr Huna, Ain Qana, Lubaya, Jibshit, Al-Shahabiya (Tayr Zabna), Burj Al-Shamali (Sidone) e Humin al-Fawqa. Alcuni di questi, sottolinea Haaretz, sono a nord del fiume Litani.
Financial Times: Israele ha preso 1000 kmq tra Gaza, Libano e Siria dal 7 ottobre 2023
Israele ha preso il controllo di circa mille km quadrati di territorio tra Gaza, Libano e Siria dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, pari a circa il 5% di quello che era lo Stato ebraico nel 1949. E’ quanto afferma il Financial Times, precisando che più della metà dei circa mille km quadrati si trova nel Libano meridionale, dove le forze israeliane sono penetrate per una decina di chilometri per creare una “zona di sicurezza” che impedisca a Hezbollah di lanciare missili contro le comunità di confine israeliane.
Il restante territorio ‘conquistato’ è diviso tra Gaza, dove l’Idf occupa più della metà dell’enclave palestinese – con la zona delimitata dalla Linea Gialla che è stata ulteriormente allargata – e Siria, dove le forze israeliane hanno approfittato del crollo del regime di Bashar al-Assad per prendere posizione per diversi chilometri all’interno del Paese.
Media: intensi colloqui a Riad per posizione unitaria del Golfo
L’Arabia Saudita sta conducendo “intensi colloqui” con i Paesi della regione, tra cui Qatar e Oman, nel tentativo di formulare una posizione unitaria rispetto ai rapporti con l’Iran. Lo riferisce il quotidiano libanese Al-Akhbar, legato ad Hezbollah, citando fonti egiziane e saudite.
Riad è insoddisfatta per la “politica della sorpresa” del presidente Usa Donald Trump e per il disinteresse di Washington per le conseguenze sulla sicurezza e sulla situazione politica nel Golfo. Le fonti hanno aggiunto che l’Arabia Saudita “non ha fiducia” nel processo decisionale dell’amministrazione Usa, che a suo avviso ha avviato e poi interrotto la guerra basandosi esclusivamente su una “visione condivisa” con Israele. Questa mancanza di fiducia sta ritardando i progressi nei colloqui di normalizzazione con Israele.
Dall’Iran sei richieste nell’ultimo piano di pace inviato agli Usa
Il viceministro degli Esteri iraniano ha illustrato i termini dell’ultima proposta di pace presentata dall’Iran agli Stati Uniti. Lo riporta l’agenzia di stampa statale iraniana Irna citata da Sky News. Kazem Gharibabadi ha affermato che la proposta prevede la revoca delle sanzioni contro Teheran; lo sblocco dei fondi congelati; la fine del blocco marittimo imposto al Paese; la fine della guerra su tutti i fronti, compreso il Libano; il ritiro delle forze statunitensi dalle aree vicine all’Iran e la copertura delle spese per coprire la distruzione causata dalla guerra.
Media Israele: in corso trattative per trasferire attivisti della Flotilla su navi straniere
Più di 35 imbarcazioni della Sumud Flotilla, con a bordo circa 300 attivisti, sono state abbordate dalla marina militare israeliana. Lo riferisce all’Ansa una fonte a conoscenza dei dettagli.
Il giornale israeliano Walla riporta una fonte di sicurezza secondo cui sarebbero in corso trattative per trasferire gli attivisti fermati da Israele su imbarcazioni straniere perché vengano rilasciati in un Paese della regione, piuttosto che procedere con il loro trasferimento in Israele, come successo con la precedente Flotilla in cui gli attivisti vennero rilasciati in Grecia, tranne Thiago Avila e Saif Abukeshek.
Teheran, arrestati due “infiltrati” che si spacciavano per giornalisti
La polizia di Teheran ha annunciato l’arresto di due “infiltrati” che si spacciavano per giornalisti. Lo riporta Tasnim. Secondo l’agenzia di stampa i sospetti avrebbero tentato di “raccogliere e inviare informazioni classificate relative a centri militari e di intelligence vitali e sensibili a reti ostili all’Iran”. Le comunicazioni con l’esterno sarebbero avvenute tramite il sistema Starlink.
Nyt: “Teheran pensa al blocco di Bab al-Mandeb se riparte la guerra”
L’Iran si sta preparando all’eventualità della ripresa degli attacchi americani e ha fatto intendere che non esiterà a imporre un prezzo elevato ai paesi vicini e all’economia mondiale in caso di aggressione. E’ quanto si legge sul New York Times. Fra le opzioni che Teheran starebbe valutando ci sarebbe il controllo sullo Stretto di Bab al-Mandeb, lo stretto braccio di mare che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e attraverso il quale transita un decimo del commercio mondiale. Lo stretto si trova in prossimità di territori controllati dagli Houthi, una milizia yemenita sostenuta dallo stesso Iran. Per ciò che concerne i combattimenti in quanto tali invece – viene spiegato – i leader iraniani li prevedono “brevi ma ad alta intensità”, inclusi pesanti attacchi coordinati contro le infrastrutture energetiche iraniane. La risposta iraniana sarebbe il lancio di decine o centinaia di missili al giorno per “affrontare efficacemente il nemico e anche cambiare le carte in tavola dall’altra parte. Ciò infatti costringerebbe le nazioni arabe del Golfo a prepararsi a un’intensificazione degli attacchi alle proprie infrastrutture energetiche
Teheran: “Nella proposta di accordo c’è lo stop alle sanzioni e lo sblocco degli asset”
L’ultima proposta d’intesa trasmessa da Teheran a Washington prevede tre elementi principali: la rimozione delle sanzioni internazionali contro Teheran, il rilascio dei beni iraniani congelati all’estero e la fine del “blocco” economico imposto al Paese. Il piano contempla inoltre la conclusione del conflitto su tutti i teatri regionali, incluso il Libano. Lo riporta Sky News Arabia, citando il vice ministro degli Esteri iraniano
New York Times: “Durante la tregua Teheran ha riallestito siti di lancio di missili balistici”
L’Iran avrebbe sfruttato il mese e più di cessate il fuoco nella guerra contro Stati Uniti e Israele per prepararsi alla ripresa dei combattimenti, riposizionando i lanciatori di missili balistici. Secondo un articolo del New York Times, che cita un funzionario militare statunitense, da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco l’8 aprile, l’Iran si è adoperato per “riallestire decine di siti di lancio di missili balistici colpiti dai bombardamenti, spostare i lanciatori mobili di missili e, nonostante le perdite significative, adattare le proprie tattiche a un’eventuale ripresa degli attacchi”. Il funzionario ha spiegato che gli attacchi statunitensi contro le capacità missilistiche iraniane hanno colpito le porte d’accesso ai siti, ma non i lanciatori, poiché questi erano sepolti in profonde grotte sotterranee per proteggerli dai raid
Trump: “Ottime possibilità di accordo senza bombe”
Il presidente americano, Donald Trump, vede “un’ottima possibilità” di raggiungere un accordo con l’Iran “senza dover tornare ai bombardamenti”. “Non permetteremo all’Iran di dotarsi di armi nucleari. Sono stato contattato da questi tre Paesi, più altri, che stanno trattando direttamente con i nostri e con l’Iran, e sembra esserci un’ottima possibilità di trovare una soluzione. Se riuscissimo a farlo senza bombardarli senza pietà, ne sarei molto felice”, ha detto il capo della Casa Bianca parlando con i giornalisti.
Teheran: “Asse della resistenza è più coeso che mai”
Il portavoce del ministero della Difesa iraniano ha respinto le affermazioni del presidente Trump, secondo cui le capacità difensive dell’Iran sarebbero state distrutte, affermando che parte delle capacità militari del paese non sono ancora state utilizzate e che l'”asse della resistenza” è più coeso che mai. Così Iran International. Il generale di brigata Reza Talaei-Nik ha dichiarato all’emittente televisiva yemenita Al Masirah che Trump “non smette di fare affermazioni false” sulla forza militare dell’Iran. “Il prestigio degli Stati Uniti – ha detto – è crollato per mano delle nostre forze armate”.
La Casa Bianca ribadisce: “L’Iran deve rinunciare alle ambizioni nucleari”
L’Iran deve rinunciare alle sue ambizioni nucleari. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Anna Kelly dopo la decisione di Donald Trump di sospendere l’attacco contro Teheran. L’Iran – ha spiegato – non può avere uranio arricchito, e questa rappresenta una linea rossa nelle trattative insieme al completo stop del programma nucleare iraniano.


Araghchi: “Usa contraddittori, le loro richieste eccessive ostacolo a negoziati”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha discusso a Teheran con il ministro dell’Interno pakistano degli sforzi in corso per porre fine alla guerra. Lo fa sapere il ministero di Teheran, riportato da Al-Jazeera. Il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi ha espresso ad Araghchi la speranza che gli sforzi del suo Paese contribuiscano a stabilire la pace nella regione. “Le posizioni contraddittorie e le richieste eccessive degli Stati Uniti rappresentano un ostacolo al processo diplomatico – ha detto Araghchi durante il colloquio – apprezziamo gli sforzi di Islamabad per promuovere la diplomazia e prevenire un’escalation. Il nostro ingresso nel percorso diplomatico è stato determinante, nonostante i nostri dubbi sull’amministrazione americana”.
Trump: “Fatti molti progressi con l’Iran. Teheran metta per iscritto i termini sul nucleare”
“Ho rimandato l’attacco all’Iran per un po’. Si spera, forse per sempre”. Lo ha detto Donald Trump nel corso di un evento alla Casa Bianca. “Abbiamo fatto molti progressi, ci sono stati sviluppi positivi”, ha spiegato, sottolineando che Teheran deve mettere per iscritto i termini sul nucleare. “Mi è stato chiesto dall’Arabia Saudita, dal Qatar, dagli Emirati Arabi Uniti e altri – ha raccontato – se potevamo rimandare di due o tre giorni l’attacco all’Iran. Mi hanno chiesto un breve lasso di tempo perché ritengono di essere ormai molto vicini a raggiungere un accordo”.


