In Svizzera primo colloquio tra Stati Uniti e Iran, con la mediazione di Qatar e Pakistan. Vance: “Abbiamo fatto già progressi e speriamo di farne altri”. Nel primo round diplomatico i due Paesi hanno concordato di istituire una “cellula di coordinamento” con il Libano per porre fine alle operazioni militari e una linea di comunicazione per evitare incidenti e malintesi e garantire così il passaggio sicuro delle navi commerciali nello Stretto di Hormuz. I “colloqui tecnici”, in ogni caso – fanno sapere – continueranno per il resto della settimana. Intanto è stata stabilita una roadmap: l’accordo definitivo arriverà entro 60 giorni.
Vance: “Ignorato da Araghchi? Non credete a ricostruzione dei social”
Il vicepresidente americano JD Vance ha minimizzato le ricostruzione dei media secondo cui sarebbe stato ignorato dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi durante i colloqui in Svizzera, dopo che il capo della diplomazia di Teheran aveva lasciato la sala prima della conferenza stampa senza stringergli la mano. “Credetemi, negli ultimi mesi ho trascorso molto tempo a trattare con gli iraniani – ha detto Vance prima di ripartire per gli Stati Uniti – A volte li trovo estremamente difficili da comprendere come negoziatori. Ma abbiamo tenuto una breve conferenza stampa e, ovviamente, in Iran non esistono le stesse tutele garantite dal Primo Emendamento che abbiamo negli Stati Uniti”.
“Mi ha fatto sorridere vedere la tempesta sui social secondo cui gli iraniani volevano andarsene, mentre noi abbiamo continuato a parlare con loro per circa nove ore – ha sottolineato il vicepresidente – Suggerirei ai media di non fidarsi troppo di ciò che compare sui social iraniani. Possono essere negoziatori difficili da interpretare, ma riteniamo di stare facendo progressi”
Colloquio telefonico tra Aoun (Libano) e Al Thani (Qatar) sull’accordo
Il Presidente libanese, Joseph Aoun, ha avuto una conversazione telefonica congiunta con il primo ministro del Qatar, lo sceicco Mohammed Al Thani, e alti funzionari statunitensi.
Il Ministero degli Esteri del Qatar ha dichiarato che i colloqui si sono concentrati sugli “sforzi politici e diplomatici in corso volti a rafforzare il rispetto del cessate il fuoco in Libano” e a sfruttare lo slancio derivante dal recente memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran.
Vance lascia la Svizzera: “Gettate le basi per un accordo di successo”
JD Vance è ripartito dalla Svizzera dopo i colloqui con l’Iran. “Sono state 36 ore molto produttive”, ha detto il vice presidente americano parlando con i giornalisti prima di salire sull’aereo I colloqui con l’Iran hanno gettato “ottime basi per un accordo finale di successo”. “L’accordo finale è la casa. Abbiamo gettato le fondamenta. Non abbiamo ancora costruito la casa, ma abbiamo posto basi solide per raggiungere un risultato positivo per il popolo americano”, ha affermato Vance.
Trump: “L’Iran accetterà ispezioni per garantire la trasparenza nucleare”
“Tutti sanno bene che l’Iran accetterà ispezioni approfondite sui suoi armamenti per garantire la ‘trasparenza sul nucleare’ a lungo termine”. Lo ha scritto Donald Trump sul suo social Truth.
Erdogan sente Pezeshkian: “Attenzione a chi cerca sabotare negoziati”
Il presidente turco Erdogan ha avuto un colloquio telefonico con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. I due leader – si legge in una nota di Ankara – “hanno discusso delle relazioni bilaterali tra Turchia e Iran, nonché degli sviluppi regionali e globali”. Definendo “positivo” l’accordo raggiunto tra Iran e Stati Uniti, il presidente Erdogan ha affermato che la Turchia “farà tutto il possibile affinché il processo si concluda pacificamente, sottolineando l’importanza di essere cauti nei confronti di coloro che cercano di sabotare i negoziati”. Erdogan ha aggiunto che la Turchia “continuerà ad adottare misure volte a rafforzare la cooperazione commerciale, finanziaria ed energetica con l’Iran”.
Teheran: “Nessun nuovo impegno sul nucleare nei colloqui tenuti in Svizzera”
L’Iran non ha negoziato sul suo programma nucleare e non ha preso nessun nuovo impegno sul tema durante i colloqui in Svizzera con la delegazione statunitense. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, all’agenzia stampa di Stato Irna. Baghaei ha spiegato che l’interazione di Teheran con l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) proseguirà secondo le procedure attuali, previa approvazione del Parlamento e del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale.
L’agenzia di stampa Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie, ha inoltre messo in guardia contro un possibile ritorno degli ispettori dell’Aiea, affermando che la scelta andrebbe a vantaggio “del nemico”.
Secondo Tasnim, infatti, verrebbe meno la politica di “ambiguità nucleare” e l’incertezza sulla localizzazione dell’uranio arricchito presente nel Paese, che rappresenta per Teheran una delle principali risorse contro Washington.
Araghchi e Ghalibaf in Oman per colloqui sulla gestione di Hormuz
Il capo negoziatore iraniano Ghalibaf e il ministro degli Esteri Araghchi si recheranno in Oman per discutere della gestione dello Stretto di Hormuz. I due discuteranno del consolidamento degli accordi per la gestione dello stretto e del rafforzamento del coordinamento bilaterale, ha scritto Ghalibaf su Telegram.
Iran: “Ispezioni Aiea in conformità con procedure esistenti”
L’Iran proseguirà la sua cooperazione con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) in conformità con le procedure esistenti. Lo ha dichiarato all’agenzia di stampa Irna il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei. Secondo quanto riportato dall’IRNA, Baghaei ha affermato che le interazioni con l’AIEA avverranno “in conformità con le approvazioni dell’Assemblea consultiva islamica e le decisioni del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale”.
Netanyahu rinuncia all’ipotesi di annullare le primarie del Likud
Secondo la tv pubblica israeliana Kan, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha fatto marcia indietro sull’ipotesi di annullare le primarie del suo partito, il Likud. Il premier avrebbe cambiato idea dopo che il deputato del Likud David Bitan e altri importanti parlamentari si sono opposti ai tentativi di sostituire le primarie del partito con un comitato di selezione. Bitan ha presentato ieri sera una petizione al tribunale interno del Likud per bloccare qualsiasi tentativo di annullare le primarie, sostenendo che una simile mossa equivarrebbe a un “colpo di stato costituzionale”, privando decine di migliaia di iscritti al partito del diritto di scegliere i propri rappresentanti.
Idf: “Ucciso a Gaza terrorista di Hamas, costrinse un ostaggio a baciarlo durante la cerimonia di rilascio in diretta tv”
L’Idf e lo Shin Bet rendono noto di aver ucciso sabato un terrorista di Hamas che aveva preso parte alla gestione della prigionia dell’ostaggio Omer Shem Tov costringendolo a dargli un bacio in fronte durante la cerimonia di rilascio a Gaza davanti alle telecamere. Sabai Zaher Abd al-Hamid Abu Hasna, dice una nota, era un terrorista della forza Nukhba dell’ala militare di Hamas.
Secondo l’Idf, durante la guerra Abu Hasna ha collocato ordigni esplosivi e recentemente ha tentato di organizzare attacchi terroristici contro le truppe operative nell’area.
Nello stesso attacco è stato eliminato anche Ahmed Samir Muhammad Washah, membro dell’ala militare di Hamas che contemporaneamente lavorava come fotoreporter per Al Jazeera e operava come cecchino per Hamas.
Rubio da domani in Kuwait, Emirati e Bahrein per colloqui sull’Iran
Il segretario di Stato americano Marco Rubio si recherà negli Emirati Arabi Uniti, in Kuwait e in Bahrein dal 23 al 25 giugno. Lo rende noto il dipartimento di Stato americano in un comunicato. Rubio – viene spiegato – “discuterà una serie di priorità regionali, tra cui il memorandum d’intesa con l’Iran, gli sforzi per garantire il transito sicuro e libero attraverso lo Stretto di Hormuz e l’importanza della pace e della stabilità nella regione”. In Bahrein Rubio incontrerà anche il Consiglio di Cooperazione del Golfo “per discutere le priorità comuni a livello regionale”.
Il Libano ringrazia la Siria per aver respinto l’appello di Trump a “finire il lavoro iniziato da Israele” contro Hezbollah
Il presidente siriano Ahmad al-Sharaa ha chiarito che la Siria non interverrà in Libano contro Hezbollah, nonostante l’auspicio del presidente americano Donald Trump che aveva chiesto a Damasco di “finire il lavoro” iniziato da Israele. E’ diplomatica, economica e politica la via da perseguire per riportare la stabilità nella regione, ha dichiarato al-Sharaa. Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha voluto ringraziare il presidente siriano per la posizione espressa, durante un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri di Damasco Asaad al-Shaibani.
Secondo una nota dell’ufficio del primo ministro libanese, Salam ha elogiato quello che ha definito “l’atteggiamento fraterno e schietto” espresso da al-Sharaa.
Il presidente iraniano Pezeshkian atteso in Pakistan domani
Il ministero degli Esteri di Islamabad ha confermato che il presidente iraniano Masoud Pezeshkian è atteso domani in Pakistan: “La visita fornirà anche un’importante opportunità per discutere degli impegni diplomatici in corso dopo la firma del memorandum di intesa” tra Usa e Iran, recita una nota del dicastero di Islamabad pubblicata su X.
Riprende il traffico delle petroliere nello stretto di Hormuz
Secondo i dati di tracciamento delle navi, due petroliere con circa due milioni di barili di petrolio hanno attraversato lo Stretto di Hormuz, segno di una ripresa del traffico. Separatamente, due superpetroliere – che possono trasportare un massimo di quattro milioni di barili di greggio – hanno navigato nel Golfo attraverso lo stretto. Una di esse indica il porto iracheno di Bassora come destinazione, secondo i dati di tracciamento e le analisi di Kpler. Il traffico marittimo attraverso Hormuz è ancora molto al di sotto della media giornaliera di 125 navi che transitavano prima dell’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, il 28 febbraio scorso
Gli Usa sospendono le sanzioni sul petrolio iraniano fino 21 agosto
Gli Stati Uniti hanno sospeso le sanzioni sul petrolio iraniano fino al 21 agosto. Lo ha annunciato il dipartimento del Tesoro Usa, che ha rilasciato una licenza generale di 60 giorni che autorizza la produzione, la consegna e la vendita di petrolio greggio e prodotti petrolchimici e petroliferi di origine iraniana. “In linea con i proficui colloqui in corso in Svizzera, l’Iran si è impegnato a garantire il libero transito nello Stretto di Hormuz e a consentire l’ingresso nel Paese agli ispettori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea)”, ha dichiarato il segretario del Tesoro americano, Scott Bessent in un comunicato
Netanyahu: “Sul Libano la direttiva non cambia, all’Idf piena libertà d’azione contro le minacce”
“E’ chiara e non è cambiata la direttiva” del premier israeliano Benjamin Netanyahu e del ministro della Difesa Israel Katz “alle Forze di Difesa Israeliane (Idf)” in Libano. “Le nostre forze nel Libano meridionale godono di piena libertà d’azione per contrastare qualsiasi minaccia diretta o potenziale contro di loro o contro gli abitanti del nord” di Israele, ha dichiarato Netanyahu in un videomessaggio condiviso su ‘X’. “Le Idf non subiscono alcuna restrizione in tal senso. Io le sostengo e l’intera nazione le sostiene. Rimango fermo nella mia posizione: resteremo nella ‘zona di sicurezza’ nel Libano meridionale per tutto il tempo necessario a proteggere gli abitanti del nord e tutti i cittadini dello Stato di Israele”, ha sottolineato Netanyahu
Qatar, esplosione nella zona industriale di Ras Laffan: almeno 13 morti e 66 feriti
Almeno 13 persone sono morte e 66 sono rimaste ferite nell’esplosione avvenuta ieri sera in Qatar, nella zona industriale di Ras Laffan, dove si trova il principale impianto al mondo per la produzione di gas naturale liquefatto (Gnl). Lo ha reso noto il ministro dell’Energia Saad al-Kaabi, precisando che tra le vittime figurano cittadini indiani e pakistani. “Mi trovo oggi nella condizione di dover fare ciò che ho sempre sperato non accadesse, ovvero annunciare la tragica perdita di 13 vite di nostri lavoratori di nazionalità indiana e pakistana”, ha dichiarato al-Kaabi ai giornalisti. Il ministro ha aggiunto che i 66 feriti sono attualmente ricoverati e in cura, sottolineando che nessuno di loro risulta in pericolo di vita
Gli Usa autorizzano la vendita di una parte del petrolio iraniano
Gli Stati Uniti autorizzano la vendita di una parte di petrolio iraniano. Lo annuncia il Tesoro statunitense che ha emesso una licenza generale che consente la produzione, la consegna e la vendita di greggio di origine iraniana fino al 21 agosto
Vance: “Colloqui vanno avanti nonostante la minaccia e lamentela”
In conferenza stampa, il vicepresidente Usa JD Vance è tornato sul ‘ritiro’ dell’Iran dal tavolo negoziale, ieri, dopo le minacce di Donald Trump di “fare saltare in aria” il Paese se Teheran non riaprirà lo Stretto di Hormuz. JD Vance ha dichiarato che la delegazione iraniana “ha minacciato di abbandonare” i colloqui, o “almeno ci sono state minacce sui social media”, e ci sono state “lamentele”, ma “alla fine i colloqui sono proseguiti e abbiamo fatto grandi progressi”. Il vicepresidente Usa ha evidenziato che nonostante questi dissensi, le negoziazioni sono proseguite ben oltre l’una di notte. “Quindi non se ne sono andati e il loro team tecnico è ancora qui a Burgenstock a lavorare con il nostro”, ha ancora detto Vance ai giornalisti. “Quello che abbiamo detto ieri agli iraniani è: ‘Quando vi scambiate quello che noi millennial chiameremmo trash talk, non potete aspettarvi che il presidente degli Stati Uniti non risponda e non corregga la situazione'”, ha spiegato
Iran: “Ok di Teheran al ritorno degli ispettori Aiea”
L’Iran ha accettato il ritorno degli ispettori Aiea, ha anticipato il giornalista di Axios Barak Ravid, prima di dare la notizia che la conferma era arrivata anche dal vice presidente americano JD Vance. Gli ultimi ispettori dell’agenzia dell’Onu rimasti in Iran avevano lasciato il Paese lo scorso luglio, dopo il primo intervento militare israeliano sostenuto dagli Stati Uniti
Vance: “Costruito un meccanismo per fermare l’ostilità”
In merito al conflitto in Libano tra Israele e Hezbollah, tema centrale sul tavolo dei colloqui tra Iran e Usa in Svizzera, il vicepresidente JD Vance ha riferito del provvedimento adottato ieri. L’Iran e gli Stati Uniti hanno concordato di istituire una “cellula di coordinamento” con il Libano per porre fine alle operazioni militari. “Come ha detto lo stesso Trump, a volte questi cessate il fuoco semplicemente significa sparare un po’ meno. Ma volevamo assicurarci che esistano meccanismi di coordinamento adeguati, in modo che se ci fosse effettivamente una sparatoria – se Hezbollah sparasse contro Israele o se Israele rispondesse, se scoppiassero altri scontri nella regione – stiamo effettivamente parlando tra noi e cercando di capire come fermare le sparatorie”, ha dichiarato Vance ai giornalisti, dopo i colloqui tecnici odierni a Burgenstock
Vance: “In Svizzera basi solide per un accordo finale”
Vance: “In Svizzera basi solide per un accordo finale”
Vance: “Autorizzato il ritorno degli ispettori nucleari dell’Aiea”
Il vicepresidente JD Vance ha annunciato che gli ispettori nucleari dell’Aiea stanno per tornare in Iran per verificare il rispetto dell’accordo preliminare. “La nostra speranza è di raggiungere un accordo definitivo e una soluzione permanente. Ma al momento, credo che abbiamo fatto grandi progressi e dovremmo tutti festeggiare questo risultato, soprattutto in vista dell’inizio delle missioni degli ispettori nucleari”, ha detto Vance ai giornalisti dalla Svizzera. Teheran avrebbe quindi autorizzato il ritorno degli ispettori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea), ente autonomo delle Nazioni Unite.
Vance: “Il consenso dell’Iran al ritorno degli ispettori nucleari dell’Aiea è una pietra miliare”

Vance: “Nei prossimi giorni e settimane proseguiranno i negoziati tecnici”
I negoziati tecnici tra Stati Uniti e Iran proseguiranno “nei prossimi giorni e nelle prossime settimane”. Ad annunciarlo è stato il vicepresidente americano, JD Vance dopo la partenza questa mattina dei negoziatori iraniani dalla località svizzera di Burgenstock. “Per quanto questo posto sia molto bello, non posso restare qui per i prossimi 60 giorni”, ha aggiunto il vicepresidente degli Stati Uniti ai giornalisti, per il quale, con i colloqui di ieri, “abbiamo gettato ottime basi per un accordo finale di successo”
Vance: “In Svizzera buoni progressi e ottime basi”
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha affermato che i negoziatori “hanno fatto molti buoni progressi” nei colloqui con l’Iran in Svizzera, aggiungendo che le discussioni sono state “molto positive”. In dichiarazioni rilasciate dopo le discussioni tecniche di alto livello in corso a Burgenstock, Vance ha sottolineato che sono state gettate “ottime basi” per l’accordo finale sull’Iran
Media Gaza: “Studentessa uccisa in un raid dell’Idf a Gaza City”
I media di Gaza riferiscono che nell’attacco dell’Idf di questa mattina a Gaza City è rimasta uccisa anche una studentessa delle scuole superiori, Raghad Ashour. L’esercito israeliano non ha ancora fornito commenti
La cerimonia per Khamenei l’8 luglio in Iraq, sepolto il 9
I funerali della defunta Guida suprema iraniana, Ali Khamenei, si terranno l’8 luglio nelle città di Najaf e Karbala, in Iraq. Lo ha dichiarato Iman Attarzadeh, un funzionario incaricato delle commemorazioni del leader ucciso durante gli attacchi statunitensi e israeliani del 28 febbraio, dopo aver guidato la Repubblica islamica per quasi 37 anni. Le cerimonie funebri in Iran, invece, saranno dedicate al leader e a quattro membri della sua famiglia uccisi insieme a lui, ha sottolineato Attarzadeh, citato dall’agenzia Irna. La stessa fonte ha confermato che le celebrazioni inizieranno a Teheran dal 4 al 6 luglio, proseguiranno nella città santa di Qom e in Iraq, appunto a Najaf e Karbala. Il 9 luglio Khamenei sarà infine sepolto nel santuario dell’ottavo Imam sciita, Reza, a Mashhad, sua città natale
Sharif: “Colloqui costruttivi e progressi incoraggianti”
Il primo ministro del Pakistan Shehbaz Sharif ha affermato che i colloqui in Svizzera tra Stati Uniti e Iran si sono svolti in un’atmosfera positiva e costruttiva, producendo progressi incoraggianti. “Le discussioni si sono svolte in un’atmosfera positiva e costruttiva e hanno prodotto progressi incoraggianti, tra cui l’accordo su una tabella di marcia per un accordo definitivo entro 60 giorni, l’istituzione di un comitato di alto livello per la supervisione politica e l’avvio di ulteriori colloqui tecnici”, ha dichiarato in un post su X il premier del Pakistan, mediatore nelle trattative tra Iran e Usa, con il Qatar
Teheran: “In Svizzera l’Iran ha avuto brevi colloqui con gli Usa sul nucleare”
Il portavoce del ministero iraniano degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha affermato oggi che l’Iran ha avuto un “breve colloquio” con gli Stati Uniti sul nucleare durante i negoziati svoltisi ieri in Svizzera
Baghaei: “Progressi su più fronti. Gli Usa rispettino gli impegni”
I colloqui con gli Stati Uniti in Svizzera, durati 18 ore, hanno portato a progressi su diversi fronti, tra cui la revoca delle sanzioni e le esportazioni di petrolio. Lo ha riferito all’agenzia di stampa statale Irna il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, sottolineando che gli Usa ora non possono “sottrarsi ai propri obblighi”. “La vendita di petrolio iraniano, il rilascio delle licenze necessarie per le esportazioni di petrolio e lo sblocco dei beni iraniani soggetti a restrizioni o congelati sono stati tra i temi discussi in dettaglio”, ha dichiarato Baghaei, aggiungendo che tali questioni “dovrebbero, di norma, entrare presto nella fase di attuazione”. L’incontro è stato brevemente sospeso dopo le dichiarazioni minacciose del presidente Trump, che hanno indotto la delegazione iraniana a ritirarsi. Baghaei ha affermato che gli scambi sono poi proseguiti tramite i mediatori: “Eravamo determinati a sfruttare questa opportunità per garantire che gli impegni dell’altra parte venissero rispettati”. Sul tema nucleare, il ministro degli Esteri iraniano ha messo in guardia gli Stati Uniti dal “ripetere posizioni eccessive e illogiche”, con Baghaei che ha chiarito che i negoziati formali sul nucleare non sono ancora iniziati. “Questo insieme di impegni crea di per sè una sorta di garanzia; tutti questi meccanismi devono essere attuati in modo tale che l’altra parte non possa sottrarsi ai propri obblighi”, ha insistito il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran. “La base è impegno per impegno: qualsiasi passo intraprendiamo deve essere accompagnato dalla reciproca attuazione degli impegni da parte dell’altra parte”, ha concluso
Pizzaballa e Teofilo III oggi a Gaza per una visita pastorale
Teofilo III, Patriarca della Città Santa di Gerusalemme e di tutta la Palestina e Giordania, e il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, sono oggi a Gaza per una visita pastorale. Lo riferisce l’ufficio stampa del Patriarcato che pubblica anche le foto
Svizzera: “Via la delegazione di Teheran e Vance nel pomeriggio”
La delegazione iraniana di alto livello è partita questa mattina dal Burgenstock (Lucerna) mentre il vicepresidente americano JD Vance dovrebbe a sua volta lasciare la località svizzera nel primo pomeriggio. Lo riferisce la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana (Rsi). La stessa fonte riporta che gli iraniani, guidati dal presidente del Parlamento Mohammad Ghalibaf e dal capo della diplomazia Abbas Araghchi, hanno lasciato l’hotel poco prima delle 9, come confermato a Keystone-ATS da una fonte vicina ai colloqui. I negoziati proseguiranno, ma a livello tecnico, nell’ambito di gruppi di lavoro. In precedenza, Araghchi aveva definito il meccanismo di monitoraggio della situazione in Libano deciso a Burgenstock come “la prima prova” per i colloqui con gli Stati Uniti
Protezione civile: “Recuperati 13 corpi dalle macerie nel sud del Libano”
Le squadre della Protezione civile libanese hanno recuperato i corpi di 13 persone dalle macerie nelle zone di Nabatieh e Marjayoun, nel Libano meridionale. In un comunicato, la Protezione civile ha affermato che le sue squadre stanno anche lavorando per sgomberare le strade secondarie e principali di Nabatieh e delle città di Dibbine e Blatt, al fine di rimuovere i detriti e ripristinare la circolazione. Nel suo ultimo bilancio, il ministero della Salute libanese ha riferito che il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani dal 2 marzo ha raggiunto almeno 4.106 morti e 12.153 feriti
La delegazione dell’Iran rientra dopo 18 ore: “Discussioni intense”
La delegazione iraniana ha annunciato il suo ritorno a Teheran dopo “18 ore di intense discussioni” durante i colloqui in Svizzera con gli Stati Uniti, mediati da Pakistan e Qatar. Lo riferiscono i media statali iraniani, senza fornire ulteriori dettagli al momento
Deputato iraniano: “Lo Stretto di Hormuz è sotto la sovranità dell’Iran”
“Voi lanciate minacce; noi agiamo. Lo Stretto di Hormuz non è né il vostro casinò personale né il cortile di casa dei pirati dei giorni nostri: si tratta di acque sovrane iraniane, e la decisione finale spetta al nobile popolo dell’Iran e alle sue coraggiose forze armate”, ha dichiarato lunedì il deputato Ebrahim Azizi su X. La dichiarazione di Azizi è arrivata dopo che domenica il presidente Donald Trump aveva minacciato che, se gli iraniani avessero continuato a tenere chiuso lo Stretto di Ormuz, non avrebbero più avuto un Paese
Media: “L’ex capo dello Shin Bet evacuato dagli Emirati per una minaccia dell’Iran”
L’ex capo dello Shin Bet Ronen Bar e sua moglie sono stati fatti allontanare dagli Emirati Arabi Uniti dopo un allarme di un possibile attentato iraniano. Lo hanno riferito fonti anonime al Canale 13 israeliano, secondo cui Bar e la moglie avrebbero partecipato a una conferenza internazionale sulla sicurezza ospitata dal ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Abdullah bin Zayed Al Nahyan. Una fonte vicina al Paese del Golfo ha smentito alla rete televisiva che la conferenza fosse in programma
Araghchi: “Progressi su fine guerra in Libano, sbloccati alcuni beni congelati”
“L’instancabile mediazione pakistana e qatariota ha portato a progressi significativi per porre fine alla guerra in Libano”. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Aragchi al termine del primo round di colloqui con gli Stati Uniti. “Per l’Iran sono state concesse deroghe alle restrizioni sulle esportazioni di petrolio e prodotti petrolchimici, è stato revocato il blocco, sono stati sbloccati alcuni beni congelati ed è stato avviato un importante piano di ricostruzione e sviluppo”, ha messo in evidenza.
Iran: i “colloqui tecnici” proseguiranno per resto della settimana
I colloqui tecnici tra l’Iran e gli Stati Uniti proseguiranno questa settimana in Svizzera, dopo la conclusione della prima tornata di negoziati volti a porre fine alla guerra in Medio Oriente, hanno dichiarato i mediatori Pakistan e Qatar. “I colloqui tecnici proseguiranno per il resto della settimana presso il resort Burgenstock su tutte le questioni”, hanno affermato in una dichiarazione congiunta.
Colloqui di pace Iran-Usa: una linea di comunicazione per evitare incidenti Hormuz
Gli Stati Uniti e l’Iran hanno concordato di istituire una “linea di comunicazione” per evitare incidenti nello Stretto di Hormuz. “È stata istituita una linea di comunicazione tra le parti… per evitare incidenti e malintesi, con l’obiettivo di garantire il passaggio sicuro delle navi commerciali attraverso lo Stretto”, hanno affermato il Pakistan e il Qatar in una dichiarazione congiunta a seguito del primo ciclo di colloqui tra Washington e Teheran volti a porre fine alla guerra in Medio Oriente.
Colloqui di pace Iran-Usa: sarà istituita una “cellula coordinamento” con Libano
L’Iran e gli Stati Uniti hanno concordato di istituire una “cellula di coordinamento” con il Libano per porre fine alle operazioni militari, come hanno dichiarato i mediatori Pakistan e Qatar in una dichiarazione congiunta. “Le parti hanno concordato la creazione di una cellula di coordinamento, tra le parti, la Repubblica Libanese e con la mediazione dei mediatori, per garantire il rispetto della cessazione delle operazioni militari in Libano”, si legge nella dichiarazione congiunta.
Concordata roadmap Usa-Iran, accordo entro 60 giorni
L’Iran e gli Stati Uniti hanno concordato una tabella di marcia per giungere a un accordo definitivo che ponga fine alla guerra entro 60 giorni, secondo quanto hanno dichiarato in una dichiarazione congiunta i mediatori Pakistan e Qatar. “Il Comitato di alto livello ha concordato una tabella di marcia per giungere a un accordo definitivo entro 60 giorni, gettando le basi per l’avvio immediato di ulteriori colloqui tecnici”, si legge nella dichiarazione congiunta.
Pakistan-Qatar, finito il primo round dei colloqui fra Iran e Usa Mediatori: “Atmosfera positiva”
Il primo dei colloqui di alto livello fra Iran e Stati Uniti si è conclusa. Lo hanno detto i mediatori del Pakistan e del Qatar in un comunicato congiunto, spiegando che le trattative si sono svolte in un’atmosfera costruttiva e positiva.
Wsj: Trump e Iran d’accordo su una cosa, dare la colpa a Israele
Donald Trump e il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie sono d’accordo su una cosa: scaricare le colpe su Israele. Lo afferma il board editoriale del Wall Street Journal, sottolineando che Trump per tutelare il suo cattivo accordo ha individuato Israele come capro espiatorio. Il presidente sta trattando lo stato ebraico come un “proxy americano”, una tesi che l’Iran ha sposato. Il rischio ora è che Trump si trovi nella stessa posizione di Barack Obama, ovvero attaccare il maggiore alleato americano nell’area per essersi difeso.
Iran, diplomatico Usa: “Si discute del rispetto del cessate il fuoco in Libano”
I negoziati in Svizzera tra l’Iran e gli Stati Uniti, volti a raggiungere una fine duratura della guerra in Medio Oriente, proseguiranno durante tutta la notte. A dichiararlo un diplomatico americano coinvolto. “La delegazione iraniana si trova ancora sul luogo dei negoziati e la delegazione americana prevede di continuare i lavori per tutta la notte”, ha detto. Secondo lui, le discussioni riguardano in particolare la creazione di “meccanismi di prevenzione dei conflitti per garantire che lo stretto (di Hormuz, ndr) resti completamente aperto” e il rispetto del cessate il fuoco in Libano.
Trump attacca il Nyt: “L’Iran a pezzi e Hormuz aperto”
L’esercito iraniano “è finito, la loro aviazione sparita, la loro economia è a pezzi, i soldati non vengono pagati, lo Stretto di Hormuz è aperto e il petrolio fluisce”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth criticando il New York Times per l’aritcolo dal titolo “Cosa è cambiato dopo quasi 4 mesi di guerra? Secondo gli analisti, non molto”. Dopo aver elencato quanto a suo avviso è accaduto ed e cambiato negli ultimi quattro mesi, il presidente ha definito il New York Times come un “vigliacco corrotto e privo di etica”.
Axios: “Progressi su Hormuz, in Svizzera si è parlato si nucleare”
Gli Stati Uniti, l’Iran e i mediatori hanno parlato in Svizzera dello Stretto di Hormuz e sono sono stati fatti “buoni progresso su questo fronte”. Lo riporta Axios citando un diplomatico americano, secondo il quale i colloqui di oggi si sono concentrati anche su tutti gli elementi dell’accordo sul nucleare.
Axios: “I colloqui con l’Iran e mediatori continuano nella notte”
I colloqui tra Usa e Iran e con i mediatori di Pakistan e Qatar continueranno nella nottata. Lo riporta Axios citando un diplomatico americano.
Le trattative di alto livello politico dovrebbero chiudersi domani e continuare però tra i team tecnici, con le rispettive delegazioni che probabilmente resteranno in svizzera.
