Il presidente americano Donald Trump è sempre più frustrato per come gli iraniani stanno gestendo i negoziati per porre fine alla guerra e, secondo alcuni suoi collaboratori citati dalla Cnnora sta prendendo in considerazione più seriamente, rispetto alle settimane precedenti, la ripresa di importanti operazioni militari. L’emittente si riferisce di un incontro del presidente Usa con i generali. Il principale negoziatore di Teheran ha dichiarato che l’Iran è “pronto a ogni evenienza”.
L’intelligence Usa smentisce Trump: “L’Iran ha missili in abbondanza”
“L’Iran è stato annientato”. Parola di Donald Trump. L’intelligenza, però, smentisce il presidente degli Stati Uniti e delinea un quadro totalmente diverso. Teheran è ancora una minaccia perché dispone di missili in abbondanza. Trump, nelle ultime settimane, ha descritto un nemico in ginocchio: “L’Iran non ha più la Marina, non ha l’Aeronautica, le scorte di missili sono quasi esaurite”, ha detto e ripetuto il presidente americano. Le informazioni fornite dalle agenzie di intelligence ai membri del Congresso, in sedute a porte chiuse, sono nettamente differenti.
Trump è arrivato a Pechino
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è arrivato in Cina in vista di un vertice in cui verranno discussi importanti temi globali con il suo omologo Xi Jinping, dal commercio internazionale alla guerra in Iran e Taiwan. Si tratta della prima visita di un presidente degli Stati Uniti in Cina da quando lo stesso Trump si recò in Cina nel novembre 2017
Blocco di Internet in Iran da 75 giorni, è un record mondiale
Il blocco imposto dalle autorità iraniane all’accesso a Internet globale è giunto al 75esimo giorno, diventando il più lungo del suo genere mai registrato nel mondo, superiore ai 72 giorni di blackout attuato dalle autorità birmane durante il colpo di Stato del febbraio 2021. Lo riporta NetBlockl’organizzazione che monitora il traffico internet e la censura.
Media: “Raid Idf in Libano, almeno 8 morti tra cui 2 bambini”
Almeno otto persone, tra cui due bambini, sono rimasti uccisi in una serie di raid aerei israeliani su un’autostrada costiera nel Libano meridionale, mentre gli attacchi continuano senza sosta.
I raid hanno colpito Barja, Jiyeh e Saadiyat, lungo l’autostrada Sidone-Sud. Lo riporta Al-Jazeera
Teheran: “Hormuz sotto nostro controllo, se attaccano sarà un cimitero Usa”
“Il campo di battaglia e lo Stretto di Hormuz sono sotto il nostro controllo. Trump potrebbe avere l’intenzione di sbarcare truppe sull’isola iraniana di Kharg, ma non permetteremo che nemmeno un granello di polvere venga portato fuori dal nostro Paese”: lo dichiara il vicecomandante della Marina delle Guardie Rivoluzionarie, Saeed Siahsarani, come riporta Irna. “Non è possibile che le petroliere attraversino lo Stretto di Hormuz senza il permesso dell’Iran”, ha garantito. “Se gli Usa e Trump commettono un errore, trasformeremo il Golfo Persico nel più grande cimitero acquatico per le forze americane”
In Iran giustiziato il 32enne accusato di spionaggio per Mossad
L’Iran ha giustiziato un uomo condannato per spionaggio a favore dei servizi segreti israeliani, dopo che la Corte Suprema ha confermato per lui la pena capitale. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Mizan, organo ufficiale del potere giudiziario. Come ricorda Iran International, il 32enne Ehsan Afrishteh, originario di Isfahan e laureato in ingegneria civile, era stato arrestato nel 2024, dopo il suo ritorno in Iran dalla Turchia. Era stato trattato per diversi mesi in celle di isolamento nelle carceri di sicurezza, sottoposto a interrogatori e pressioni psicologiche per essere poi trasferito nella prigione di Evin. Per il Centro per i Diritti Umani in Iran, il 32enne è stato condannato a morte nel 2025 sulla base di confessioni estorte sotto tortura, senza alcuna prova valida
Gli Usa offrono 15mln di dollari per informazioni su spedizioni petrolio
Il Dipartimento di Stato americano offre una ricompensa fino a 15 milioni di dollari per informazioni dettagliate sulle consegne di petrolio collegate al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane e ai suoi fiancheggiatori.
In una dichiarazione rilasciata martedì dal programma “Premi per la Giustizia” del Dipartimento di Stato, si afferma che la somma viene offerta “a chiunque abbia informazioni sulle spedizioni di petrolio del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, sulle petroliere o sulle entità coinvolte in tali trasferimenti illeciti di petrolio, o su attività o individui correlati”.
Dalla Cina al Pakistan, intensificare gli sforzi di mediazione
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha chiesto al Pakistan di “intensificare” i suoi sforzi di mediazione tra Iran e Stati Uniti, ed ha espresso l’intenzione della Cina di continuare a sostenerlo, ha riferito l’agenzia Xinhua
Media, Usa-Cina concordano di non far pagare pedaggi ad Hormuz
Il segretario di Stato americano Marco Rubio e il suo omologo cinese Wang Yi hanno concordato, nel corso di una conversazione telefonica avvenuta ad aprile, di non permettere ad alcun Paese di imporre pedaggi per il transito attraverso lo stretto di Hormuz. Lo ha riferito all’agenzia giapponese Kyodo News un portavoce del dipartimento di Stato Usa.
Trump attacca i media, “Chi dice che l’Iran sta vincendo è un traditore”
Donald Trump è tornato ad attaccare i media sulla guerra contro l’Iran. “Quando le ‘fake News’ affermano che il nemico iraniano sta avendo la meglio, militarmente, contro di noi, si tratta di un atto di virtuale Tradimento, data l’assoluta falsità — e persino l’assurdità — di tale dichiarazione”, tuona il tycoon in duro post su Truth in cui accusa quei media “di favorire e spalleggiare il nemico!” “Tutto ciò che ottenere è infondere nell’Iran una falsa speranza, laddove non dovrebbe essercene alcuna. Si tratta di codardi americani che fanno il tifo contro il nostro Paese”, ha attaccato ancora.
Terremoto di magnitudo 4,6 a Teheran
Un terremoto di magnitudo 4,6 è stato avvertito nella capitale iraniana Teheran, secondo quanto riportato dai media iraniani, che non hanno fornito ulteriori dettagli.
Il Pentagono valuta di cambiare nome a Epic Fury in “Martello da demolizione” per proseguire senza il Congresso
Il Pentagono sta valutando di ribattezzare la guerra contro l’Iran da operazione Epic Fury a Sledgehammer (Martello da demolizione) qualora il cessate il fuoco dovesse fallire e Donald Trump ordinasse la ripresa delle operazioni di combattimento su vasta scala. Lo riporta Novità NBC. Il cambio di nome consentiràbbe all’amministrazione di sostenere che la ripresa degli scontri costituisce una nuova operazione militare, facendo ripartire di fatto il conteggio dei 60 giorni per l’autorizzazione del Congresso come previsto dalla War Powers Risoluzione del 1973.
Trump: “Con l’Iran vedremo che succederà, ma faremo un buon accordo”
“Con l’Iran faremo un buon accordo, in un modo o nell’altro. Vediamo che succede”. Lo ha detto Donald Trump prima di partire per la Cina
Trump: “Non abbiamo bisogno dell’aiuto della Cina con l’Iran”
“Non abbiamo bisogno dell’aiuto della Cina con l’Iran”. Lo ho detto Donald Trump ribadendo di essere contento di andare a Pechino. “Sarà un viaggio straordinario”, ha aggiunto.
