Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha “nemici stranieri” (Stati Uniti e Israele) di voler seminare il caos in Iran, sostenendo che gruppi definiti “terroristi” sono i responsabili di violenze, incendi di moschee e attacchi a beni pubblici in corso questi giorni. La protesta della società civile iraniana sta infiammando il Paese da due settimane: con oltre cento morti e migliaia di arresti secondo gli attivisti. Le autorità di Teheran hanno avvertito che, se Washington dovesse colpire l’Iran come ipotizzato dal presidente Donald Trump, gli Stati Uniti e Israele diventerebbero “obiettivi legittimi”, minacciando basi, navi e interessi americani nella regione e lasciando intendere anche la possibilità di azioni preventive.
Ira, la scrittrice Mohebali: “Mai vista una protesta simile. Siamo a una svolta”


Rubina Aminian, primo volto delle vittime della repressione in Iran. “Suo corpo tra centinaia di cadaveri”


Senza luce, né internet: la protesta con le torce dei telefoni illumina la notte di Teheran
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Netanyahu: “Se il regime cadrà tornerà partner con l’Iran”
Intervenendo all’inizio della riunione di gabinetto, il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha affermato che Israele e Iran torneranno ad essere partner dopo la caduta del regime di Teheran. “Stiamo trasmettendo forza agli eroici e coraggiosi cittadini dell’Iran e, una volta caduto il regime, faremo del bene insieme a beneficio di entrambi i popoli”, ha detto citato dal Times of Israel. “Tutti speriamo che la nazione persiana venga presto liberata dal giogo della tirannia”, ha continuato Netanyahu. “E quando quel giorno arriverà, Israele e Iran torneranno ad essere partner fedeli nella costruzione di un futuro di prosperità e pace”
Nuovo appello di Pahlavi: “Non abbandonate le strade, presto al vostro fianco”
“Non abbandonate le strade. Il mio cuore è con voi. So che presto sarò al vostro fianco”. Lo afferma Reza Pahlavi, figlio in esilio dell’ultimo scià dell’Iran, in un messaggio su X rivolto ai manifestanti antigovernativi che protestano in Iran. “Con la vostra presenza diffusa e coraggiosa nelle strade di tutto l’Iran per la terza notte consecutiva, avete gravemente indebolito l’apparato repressivo di Khamenei e il suo regime”, ha affermato.
“Mentre ribadisco il mio secondo appello” per una nuova mobilitazione “per le 18 di oggi, chiedo a tutti voi di recarvi nelle strade principali delle città in gruppo con i vostri amici e familiari”, ha aggiunto. “Sappiate che non siete soli. I vostri connazionali in tutto il mondo stanno gridando con orgoglio la vostra voce” e “in particolare, il presidente Trump, in quanto leader del mondo libero, ha osservato attentamente il vostro indescrivibile coraggio e ha dichiarato di essere pronto ad aiutarvi”, ha sottolineato
Pezeshkian: “I nostri nemici vogliono seminare il caos”
Il presidente Massoud Pezeshkian ha accusato “i nemici dell’Iran” di voler “seminare caos e disordine” dopo la guerra dei 12 giorni. In un’intervista a diversi media iraniani, ha chiesto agli iraniani a prendere le distanze da “rivoltosi e terroristi”
Pezeshkian: “Il popolo prende le distanze da rivoltosi e terroristi in piazza”
Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha affermato che i nemici dell’Iran vogliono “seminare caos e disordine” nel Paese, accusando “terroristi legati a potenze straniere” di uccidere innocenti, incendiare moschee e colpire proprietà pubbliche, e sostenendo che Stati Uniti e Israele starebbero dando ordini ai “rivoltosi” per creare instabilità; allo stesso tempo ha detto che il governo è determinato a risolvere i problemi economici della popolazione, che l’establishment è pronto ad ascoltare la gente e ha invitato i cittadini a prendere le distanze da “rivoltosi e terroristi”.
I parlamentari iraniani gridano “Morte all’America” in Aula
Le registrazioni della seduta odierna del parlamento iraniano, citate da Sky News, mostrano i parlamentari che gridano “Morte all’America”.
I cori sono stati pronunciati al termine di un discorso del presidente dell’assemblea Mohammad Baqer Qalibaf, che ha minacciato ritorsioni contro gli Usa e Israele in caso di intervento degli Stati Uniti nel Paese.
Il canto “Morte all’America”, o Marg bar Amrika in persiano, fu reso popolare dal primo leader supremo dell’Iran, l’ayatollah Ruhollah Khomeini, il capofila della Rivoluzione islamica del 1979, che rovesciò il regime dell’ultimo scià iraniano, sostenuto dagli americani.
Iran Human Rights: 192 i morti dall’inizio delle proteste
Sono almeno 192 i manifestanti uccisi in Iran dall’inizio delle proteste. È quanto si riferisce la ong Iran Human Rights (IHR), con sede in Norvegia, precisando che quella che riporta è la cifra di morti che ha potuto confermare e segnalando al tempo stesso che circolano notizie non verificate secondo cui le persone uccise potrebbero essere diverse centinaia e, secondo alcune fonti, oltre 2mila. “A causa del blackout totale di internet e delle severe restrizioni all’accesso alle informazioni, la verifica indipendente rimane una sfida seria circostanze nelle attuali”, scrive IHR, sottolineando che sono già passate oltre 60 ore dal blocco nazionale di internet e che le proteste antigovernative continuano a diffondersi in tutto l’Iran.
Papa: in Iran e Siria si coltivi pazienza e dialogo
All’Angelus il pensiero del Papa si rivolge “a quanto sta accadendo in questi giorni in Medio Oriente, in particolare in Iran e in Siria dove persistenti tensioni stanno provocando la morte di molte persone. Auspico e prego che si coltivi con pazienza il dialogo e la pace perseguendo il bene comune dell’intera società”.
