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La strage di Capaci 34 anni dopo. Mattarella: “Attacco alla dignità degli italiani”

Trentaquattro anni fa Cosa nostra uccideva a Capaci il giudice simbolo della lotta alla mafia, Giovanni Falconeinsieme alla moglie Francesca Morvillo e agli uomini della scorta, Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. UN Palermo è il giorno delle commemorazioni, ma anche dell’impegno, per riflettere sulla riorganizzazione di Cosa nostra, che nonostante i colpi subiti continua a infiltrarsi nella società. Alla Fondazione che porta i nomi dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ci sono i ministri dell’Interno Matteo PiantedosiDella Giustizia Carlo Nordiodella Cultura Alessandro GiuliDello Sport Andrea Abodi. Nel pomeriggio, un corteo si snoderà per le vie del centro di Palermo, fino all’albero Falcone, davanti all’abitazione del magistrato, dove alle 17.58 (l’ora esatta dell’eccidio) ci sarà un momento di raccoglimento con la lettura dei nomi delle vittime delle stragi. “La data del 23 maggio ha segnato la storia della Repubblica. La strage di Capaci, manifestazione tra le più sanguinarie della disumanità mafiosa, fu un attacco di inedita ferocia contro la libertà e la dignità degli italiani”, scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

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