Emiliano Martinez ha concluso la finale della Coppa del Mondo dalla parte dei perdenti – l’Argentina sconfitta dalla Spagna per 1-0 ai supplementari a East Rutherford il 19 luglio – ma la sua prestazione tra i pali è stata sufficientemente straordinaria da mandare sezioni della fanbase bianconera a riversarsi sui social media con una richiesta singolare: ingaggiarlo adesso.
Quel clamore non è venuto fuori dal nulla. Martinez lo è stato un nome ricorrente nella ricerca dei portieri della Juventus per tutta l’estate, con l’Aston Villa che avrebbe cercato circa 10 milioni di euro per un portiere che, sabato sera, ha ricordato al mondo proprio perché rimane uno dei più avvincenti stopper delle grandi partite del calcio globale.
La finale della Coppa del Mondo: ciò che ha fatto Martinez ha fermato lo scorrimento
L’Argentina è stata la seconda migliore per lunghi tratti della finale e il punteggio, per quanto serrato, l’ha lusingata in termini di opportunità create dalla Spagna.
Martinez è stata la ragione principale per cui il divario è rimasto di un gol anziché di diversi.
Ha concluso la partita con 11 parate, ha accumulato più tocchi di qualsiasi altro giocatore argentino quella notte e ha impedito 1,76 dei 2,76 xGOT generati dalla Spagna: numeri che inquadrano la prestazione non come un’ispirata parata ma come un intervento strutturale che ha mantenuto il suo paese in gara.

Questo è un valore specifico: il portiere che non si limita a reagire ma assorbe la pressione a un livello tale da cambiare l’aritmetica tattica di una partita.
Un sostenitore della Juventus, citando quelle cifre esatte sui social media, ha descritto Martinez come “un segno obbligato”. La frase è un’iperbole da fan, ma il caso statistico sottostante non lo è.
Ha reso l’Argentina competitiva in una finale dove, secondo la maggior parte degli altri parametri, non lo era.
È circolata anche una nota di misurato realismo, riconoscendo che il tifoso che ha postato ha evidenziato la reazione alla prestazione di Martinez ai Mondiali facendo riferimento alla maglia dell’Argentina nel contesto della sua personalità, aggiungendo: “Certo, la maglia dell’Argentina è come un costume da Superman per lui, ma sarei felice di averlo alla Juve se dovesse materializzarsi”.
Quell’inquadratura – impressa ma non acritica – è in realtà la lente più utile attraverso cui valutare cosa starebbe acquisendo la Juventus.
Martinez a 33 anni – Cosa offre realmente il profilo della Juventus
L’onesto avvertimento con Martinez è l’età. Ha 33 anni e nessuna impresa eroica ai Mondiali – né nel 2022, né adesso – cambia la realtà strutturale secondo cui la Juventus ingaggerebbe un portiere i cui anni di punta sono alle spalle piuttosto che davanti.
Quello che firmerebbero, nello specifico, è un portiere che ha fornito numeri eccezionali nella finale della Coppa del Mondo per l’Argentina contro la Spagna: 11 parate e 1,76 su 2,76 xGOT subiti contro 1,76 xGOT.
Si tratta di un portiere con un comprovato impatto nelle grandi partite e un profilo adatto a una squadra della Juventus che ha bisogno che il suo portiere sia una presenza, non solo un funzionario.
La situazione attuale del club richiede chiarezza tra i pali. Michele Di Gregorio è stato collegato con partenze quest’estate.
Anche la Juventus deve pianificare l’era post-Szczęsny, e il profilo di Martinez, nonostante gli avvertimenti sulla longevità, è proprio quel tipo di presenza.


Che il club insegua Martinez o Vicario fa parte di un confronto più ampio tra opzioni esperte insieme a giocatori del calibro di Guglielmo Vicario.
Il panorama dei trasferimenti: a che punto è l’accordo e dove si complica
Il prezzo richiesto dall’Aston Villa di circa 10 milioni di euro è, sotto ogni aspetto storico, una riduzione significativa rispetto a ciò che avrebbero cercato nelle finestre precedenti: un riflesso dell’età di Martinez, della sua situazione contrattuale e della pianificazione della squadra di Villa piuttosto che di qualsiasi diminuzione della sua qualità.
Questa cifra, presa alla lettera, rende semplice la situazione finanziaria della Juventus: un portiere di livello mondiale, disponibile a una frazione della sua valutazione massima, in un momento in cui il club ne ha davvero bisogno.
La complicazione, come spesso accade con la Juventus quest’estate, sta negli stipendi piuttosto che negli onorari.
C’è anche la questione del prestigio sportivo – in particolare, se Martinez è disposto ad abbandonare un club di Champions League per un club che, al momento, non lo è.
La dirigenza della Juve è stato chiaro riguardo alle ambizioni del club, ma ambizione e realtà non sono la stessa cosa, e Martinez avrà delle opzioni nei club per i quali la conversazione è già risolta.


Cosa succede dopo
La variabile decisiva, nel breve termine, è la pianificazione del portiere di Villa.
Lo spettacolo di sabato sera al Finale di Coppa del Mondo non ha fatto nulla per semplificare la decisione della Juventus, semmai ha alzato il rumore su una mossa che stava già suscitando reale interesse.
Se la dirigenza del club trasformerà quel rumore in azione, o se Martinez finirà altrove mentre la Juve persegue l’opzione a lungo termine, è la domanda che definirà la loro strategia dei portieri per il prossimo ciclo.
I tifosi hanno chiarito la loro posizione. Ora tocca alla Juve.
