Paesi isolati, fiumi in piena, frane, nevicate record e il crollo di un ponte tra Abruzzo e Molise che avrebbe inghiottito un’auto. Ormai da circa 48 ore una vasta onda di maltempo sta mettendo in ginocchio il Centro-Sud. La situazione più grave quella sul fiume Tiglio: non si sa quante persone fossero a bordo della macchina coinvolta nel collasso del ponte. Ricerche in corso. Il colpo di coda dell’inverno riguarda cinque regioni: oltre ad Abruzzo e Molise – le più colpite e per le quali è stato chiesto lo stato d’emergenza – anche Puglia, Basilicata e Marche. Passata la bufera di neve a Capracotta, resta il problema degli accumuli di oltre 2 metri. A Passolanciano per tredici persone rimaste bloccate in un hotel completamente isolato e dovuto intervenire l’esercito.
Anas: “Avevamo chiuso il viadotto sul Trigno: le due auto aveva violato il divieto”
“A seguito delle eccezionali condizioni meteo che hanno interessato il territorio tra Abruzzo e Molise, già la sera di mercoledì 1 aprile, a partire dalle ore 19, era stata disposta e attuata la chiusura al traffico del tratto della strada statale 16 Adriatica in corrispondenza del viadotto Trigno”, spiega l’Anas. “Il provvedimento è stato deciso in sede di comitato presso la Prefettura di Campobasso con la partecipazione di Anas, dei membri della Protezione civile, della Provincia, dei Comuni e degli altri enti interessati. La chiusura è stata resa effettiva mediante installazione di barriere fisiche (New Jersey) e segnaletica di interdizione in prossimità delle rotatorie di Pettacciato (Campobasso), lato sud, e San Salvo Marina (Chieti), lato nord, tra i km 524,600 e 532.900, per uno sviluppo complessivo di circa 7,2 km, con indicazione dei percorsi alternativi. Dalle verifiche effettuate”, spiega ancora l’Anas, “anche attraverso l’analisi dei filmati disponibili, risulta che due veicoli hanno transitato nel tratto interdetto, violando il divieto di circolazione vigente”.
La Confederazione degli Agricoltori Europei: “Servono stanziamenti per i territori colpiti dal maltempo”
Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro-Confederazione degli Agricoltori Europei, spera che “una volta superata l’emergenza meteorologica, si procede alla conta dei danni e allo stanziamento di risorse concrete e rapide per sostenere i territori colpiti. Per salvaguardare produzioni e occupazione”. Tiso poi sottolinea: “Quanto sta accadendo in questi giorni dimostra, più in generale, la fragilità strutturale del nostro Paese. È indispensabile cambiare paradigma e investire sulla prevenzione e non continuare a intervenire soltanto nella fase post-emergenziale, sia sul piano infrastrutturale sia su quello finanziario. L’Italia è un territorio vulnerabile che richiede una visione strategica di lungo periodo, soprattutto in un periodo storico in cui gli effetti del cambiamento climatico si confermano sempre più concreti e impattanti”.
Maltempo, riaperti i cimiteri a Bari. Continua monitoraggio sui parchi
All’esito del monitoraggio effettuato in seguito alle forti piogge e alle raffiche di vento che hanno interessato anche la città di Bari negli ultimi giorni, il Comune del capoluogo pugliese informa che da questa mattina sono stati riaperti i cimiteri cittadini. L’amministrazione continua a monitorare le condizioni di sicurezza dei parchi e dei giardini: nelle prossime ore ne sarà valutata la riapertura. Resterà, invece, certamente chiusa anche per la giornata di oggi la pineta San Francesco.
Il sindaco di Ginosa (Taranto): “Attenzione, il fiume Bradano andrà in piena”
“Dalla comunicazione ricevuta dalla Regione Puglia, si informa la cittadinanza che intorno alle ore 10 è previsto il transito di un evento di piena lungo il fiume Bradano. I modelli previsionali indicano possibili critiche con rischio di esondazione nelle aree più esposte, in particolare lungo il Bradano ei suoi affluenti”. Lo scrive il sindaco di Ginosa, in provincia di Taranto, Vito Parisi. “Invitiamo i cittadini che si trovano nelle zone limitrofe a: allontanarsi da aree golenali, argini e zona a rischio; evitare spostamenti non necessari nelle aree rurali; mantenendo la massima attenzione in prossimità di ponti, guadi e attraversamenti”. Nel frattempo è stato attivato il Coc (Centro Operativo Comunale); sono stati intensificati i controlli sul territorio, con il presidio delle aree più sensibili.
Due comuni senza acqua in Molise. In compenso piove ei fiumi sono in piena
Due comuni senz’acqua in Molise a causa dei danni provocati dal maltempo tra frane e piena dei fiumi. A Montenero di Bisaccia la rottura di circa 60 metri dell’adduttore principale “Trigno”, nell’area di Fresagrandinaria, ha interrotto la fornitura idrica nella Marina e in contrada Padula. Il guasto, causato dalla piena del fiume Trigno, ha messo fuori servizio l’unica condotta che trasporta acqua per usi potabili, industriali e irrigui. Il Consorzio di Bonifica Sud-Vasto ha avviato le verifiche, ma i tempi di ripristino si preannunciano lunghi. Disagi anche a San Martino in Pensilis, dove una frana ha danneggiato una condotta idrica provocando l’interruzione del servizio idrico.
Il climatologo: “Attenzione alle valanghe”
Quella che ha investito alcune regioni adriatiche del Centro-Sud è stata “mediamente la nevicata più abbondante mai verificatasi nella primavera meteorologica lungo la dorsale appenninica”: lo ha detto Massimiliano Fazzini, climatologo responsabile del Team sul Rischio Climatico della Società Italiana di Geologia Ambientale. “Già si stanno verificando valanghe”, ha sottolineato. “Senza considerare”, ha aggiunto il climatologo, piogge su “Abruzzo, Molise e Puglia”, che “stanno provocando allagamenti estesi in fondovalle e danni alle infrastrutture viarie. I numeri della nevicata”, ha continuato Fazzini, “ci dicono che in numerose località dei grandi massicci appenninici (Gran Sasso – Laga, Maiella, Italia centrale) in 48 ore si sono accumulati, intorno ai 1.500 metri di quota – dal 140 ai 190 cm di neve fresca, per lo più caratterizzato da masse volumiche comprese tra i 90 ei 120 kg/mc”. Il sensibile rialzo termico in arrivo, in particolare nei valori massimi diurni, comporterà “un mantenimento del grado di pericolo valanghe su valori estremamente elevati, con la possibilità che possano verificarsi nuovi, frequenti e consistenti distacchi di neve più pesante, anche spontaneamente”, ha avvertito il climatologo.
A Potenza riunione centro coordinamento soccorsi
Prosegue l’attività di monitoraggio e di coordinamento dei soccorsi, attivata dalla Prefettura con l’emergenza maltempo che sta interessando anche la provincia di Potenza. Dopo gli ultimi incontri di ieri, nuovo appuntamento in mattinata, nella Sala di Protezione Civile del Palazzo del Governo, del Centro di Coordinamento dei Soccorsi. Alla riunione in programma stamane alle 12,30 che sarà presieduta dal Prefetto di Potenza Michele Campanaro, parteciperà l’intero sistema provinciale di Protezione Civile, per fare un quadro aggiornato della situazione.
Il capo della protezione civile: “Caduta pioggia per sei mesi”
“In alcune zone sono caduti fino a 534 millimetri di pioggia, cioè più di quanti normalmente ne cade in 6 mesi. Per capirci: malgrado avevamo aperto tutte le paratie della diga del Liscione, in Molise, alle 23 di mercoledì sera l’acqua era arrivata a meno di 20 centimetri dallo sfioro del margine della diga”: lo ha spiegato il capo del dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano. “L’analisi dei fenomeni è sempre complicata”, ha detto Ciciliano, “di sicuro la tempesta Erminio (l’organizzazione meteorologica mondiale alterna nomi maschili e femminili per i cicloni) ha associato due elementi: l’intensità e la durata”. “Dobbiamo continuare a monitorare perché ora si scioglierà anche tutta la neve caduta, alimentando il lago di Guardialfiera”, ha aggiunto, “in questi giorni ha nevicato pure a bassa quota. Una cosa infrequente a certe latitudini come pure è stato insolito il forte abbassamento delle temperature”.
Schlein: “Grazie per gli interventi nelle zone a rischio di Puglia”
“Come in Abruzzo e nelle Marche”, dice la segretaria del Pd Elly Schlein, “anche in Puglia la situazione è critica a causa delle intense precipitazioni e dei fenomeni atmosferici estremi che hanno colpito le province di Foggia, della BAT e anche le aree più a sud, nel Tarantino. Il torrente Cervaro è esondato, arrivando a coprire diverse strade provinciali e causando disagi anche alla circolazione ferroviaria. L’esondazione dell’Ofanto ha causato ingenti danni alle coltivazioni, a strade e ferrovie Un ringraziamento ai Vigili del Fuoco e alla Protezione civile, impegnati in queste ore negli interventi nelle zone più a rischio della regione”.
Crollo del ponte Trigno, indagini su transenne e sulla sicurezza del tratto
Proseguono gli accertamenti sul crollo del ponte sul Trigno, con l’attenzione degli inquirenti rivolta anche alle condizioni di sicurezza del tratto della statale 16. Secondo una prima ricostruzione al vaglio della Procura di Larino, le transenne posizionate per interdire il traffico potrebbero essere state spostate. Resta inoltre da chiarire perché l’uomo si disperde stesso percorrendo la statale invece dell’autostrada A14, regolarmente aperta. I familiari hanno sollevato dubbi sulla gestione della viabilità e sulla presenza di adeguati presidi.
Allagato l’insediamento Torretta Antonacci nel Foggiano
Allagato l’insediamento di Torretta Antonacci, alla periferia di San Severo, nel Foggiano, vivono dove centinaia di braccianti agricoli stranieri. Lo denuncia l’Unione Sindacale di Base che evidenzia che le baracche ei contenitori della foresteria regionale sono sommersi dall’acqua e dal fango. L’unica strada di collegamento con il sito è completamente impraticabile. L’Usb ricorda che per il superamento dei ghetti della Capitanata, Torretta Antonacci compresa, erano stati stanziati oltre 100 milioni di euro. Fondi pubblici destinati a ripristinare un minimo di dignità abitativa a chi vive in condizioni che l’Europa del 2026 non dovrebbe nemmeno poter concepire. Quei soldi sono stati lasciati inutilizzati e torneranno all’Unione Europea”.
Il disperso era al telefono con la moglie mentre il ponte crollava
Proseguono concentrandosi soprattutto alla foce del Trigno, dove la piena ha trascinato i resti del ponte, le ricerche di Domenico Racanati di 53 anni di Bisceglie di cui non si hanno più notizie dopo il cedimento, ieri, del ponte sul fiume Trigno al confine fra il Molise e l’Abruzzo. La figlia sui social racconta che il padre era diretto a Ortona (Chieti). Raccontando anche che Racanati era al telefono con la moglie quando la comunicazione si è interrotta. Sono due i veicoli in transito nel momento del cedimento, ma solo uno è stato travolto, come confermato dalla procuratrice di Larino, Elvira Antonelli.
