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Marilyn Monroe, la morte della diva torna a essere un caso: il romanzo che ha riaperto l’ipotesi di un assassinio

Casa Notizie Marilyn Monroe, la morte della diva torna a essere un caso: il romanzo che ha riaperto l’ipotesi di un assassinio

Marilyn Monroe potrebbe essere stata assassinata. Un secolo dopo la sua nascita emergono nuove ipotesi rispetto a un decesso prematuro, all’età di 36 anni, che ancora oggi alimenta molti dubbi. Un romanzo pronto a rimettere in discussione la causa di morte.

1 Giugno 2026 17:17

Marilyn Monroe è stata per una vita intera canone e icona di stile. La sua scomparsa prematura l’ha poi elevata a icona: metro di un pensiero e atteggiamento pubblico e un’attenzione particolare al privato, tra luci e ombre di un’esistenza vissuta pienamente con un epilogo brusco pregno di domande e dubbi. Gli stessi che tornano, prepotenti, a 100 anni dalla sua nascita. Un secolo dopo c’è chi ancora non ha smesso di farsi domande e, forse, anche di cercare risposte.

Agosto 1962, l’attrice e modella aveva appena 36 anni e viene trovata senza vita nel suo appartamento. Da allora sono avviate ipotesi, ricostruzioni, eventualità logiche e meno logiche, persino teorie del complotto legato alla famiglia Kennedy. La domanda più importante, però, rimane come un faro nel buio: com’è morta Marilyn Monroe? Andrew Wilson, attraverso il romanzo I Want To Be Loved By You, prova a mettere ordine in un mosaico intricato ripartendo da una pista che inizia valutando l’ipotesi di omicidio per poi arrivare a pensare all’eventualità di un suicidio.

Marilyn Monroe, nuove ipotesi sulla causa del decesso

L’autore del libro, infatti, pensa che la morte della diva potrebbe essere stata al centro di un errore medico. Uno sbaglio legato alle valutazioni farmaceutiche fatte nel corso degli ultimi mesi di vita della donna: Hyman Engelberg, medico di fiducia dell’interprete, le aveva prescritto (da anni) idrato di cloralio. Normalmente è classificato come sedativo, ma può diventare dannoso – a tratti letale – se assunto con altri medicinali. Una ricetta battuta all’asta, risalente al 2011 per quel che riguarda il ritrovamento effettivo, con la firma del medico riapre le elucubrazioni mentali su una fine che non torna.

Morte Marilyn Monroe nuove ipotesi sulla causa del decesso
Morte Marilyn Monroe, nuove ipotesi sulla causa del decesso (Profilo Instagram ufficiale) – Cineblog

Nuova ipotesi. Quel farmaco, secondo l’autore del libro, sarebbe stato assunto dall’attrice insieme al Nembutal, barbiturico che l’interprete stava assumendo da diverso tempo in quel periodo specifico. La combinazione di elementi potrebbe aver avuto un effetto fatale, specialmente in un periodo di fragilità come quello che stava attraverso l’attrice. Alla soglia dei 36 anni la donna era stata allontanata da una produzione, conviveva con la fama ma aveva attacchi depressivi molto forti.

La depressione e il mix di farmaci

Poche certezze e sentiva di non essere più utile al mondo dello spettacolo. Lei avrebbe voluto continuare, ma qualche porta chiusa di troppo le ha fatto pensare al peggio e le crisi depressive sono aumentate. Questa condizione, abbinata ai medicinali presi nel modo più errato, avrebbe portato a un baratro inevitabile. Marilyn Monroe, in quell’agosto, si trovava nella sua camera da letto. A lanciare l’allarme è stata la governante, il primo a essere contattato fu Ralph Greenson, psichiatra dell’interprete.

Marilyn Monroe nuove ipotesi dopo la morte della diva
Marilyn Monroe, nuove ipotesi dopo la morte della diva (profilo Instagram ufficiale) – Cineblog

L’uomo, rompendo una finestra, entra nella stanza e trova il corpo di Marilyn Monroe senza vita. In quel momento viene chiamato Hyman Engelberg che giunge sul posto a decesso avvenuto. La diva già non c’era più e le domande a cui rispondere, in un attimo, sono aumentate esponenzialmente. Voglio essere amato da teil libro di Andrew Wilson, si sofferma successivamente su un altro particolare. Le autorità competenti, inclusa la polizia, stando alle ricostruzioni ufficiali, sarebbero state avvertite circa un’ora dopo la conferma del decesso dell’attrice.

Hyman Engelberg e l’ipotesi del suicidio

Tempo che, data le circostanze e la risonanza mediatica della persona coinvolta, equivale a un’infinito. Senza contare che, in questo groviglio di situazioni, proprio Hyman Engelberg ha parlato per primo del suicidio di Marilyn Monroe. Tesi riportato anche al cospetto delle Forze dell’Ordine. Wilson, nel corso del romanzo, spiega come certi riscontri non tornino. L’autore asserisce che il medico di Monroe avrebbe commesso un catastrofico errore di valutazione – testuali parole che non lasciano spazio all’immaginazione – dovuto al periodo complesso che avrebbe attraverso sul piano umano e professionale.

L’uomo, continua Wilson, si stava separando dalla moglie e potrebbe essere entrato nel panico. Tale ricostruzione è leggibile anche sulle pagine del Sunday Times. Il romanzo, poi, sottolinea anche un altro fattore: all’attrice, negli ultimi due mesi di vita, sarebbero state somministrate ben 830 dosi di medicinali. Un quantitativo enorme che, secondo Wilson, è lo specchio di uno smarrimento professionale – da parte del medico di fiducia – a cui in pochi (anche fra le autorità competenti) sembrano aver dato peso.

Errore di valutazione o strategia?

Marilyn Monroe è stata e resta una diva, ma voleva essere anche una donna in grado di chiedere (e ottenere) spazio, ascolto e libertà. Una vera e propria emancipazione dal ruolo e dall’etichetta della “bionda ingenua” che una certa stampa le aveva attribuito. Storia complessa, tra successi e insuccessi, luci e ombre a cui manca però l’ultima certezza.

La garanzia di una morte figlia del destino Beffardo e non di qualche errore umano che potrebbe sconvolgere il vissuto di una delle attrici più importanti del suo tempo e di coloro che la circondavano. Pronti a fare del bene e, invece, potrebbero essere proprio coloro che hanno contribuito a concludere – prima del previsto – un’epopea umana, artistica e professionale.

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