Il focus delle comunicazioni della premier Giorgia Meloni (prima alla Camera e poi al Senato), in vista del Consiglio Ue di domani, è il sostegno a Kiev. La presidente del Consiglio è pronta a illustrare all’aula le posizioni espresse ai vari tavoli internazionali, la necessità di una coesione, rilancia sull’utilizzo per l’Ucraina dell’articolo 5 della Nato, sottolinea che le responsabilità del mancato cessate il fuoco sono della Russia che non vuole compromessi sul Donbass. Il testo delle stesse comunicazioni sarà consegnato al Senato, dove la discussione è prevista nel pomeriggio, verso le 16.30.
Meloni: “Le decisioni sugli asset possono essere prese solo dai leader Ue”
“L’Italia ha deciso di non far mancare il suo appoggio al regolamento” sugli asset russi congelatiaggiunge la premier Meloni in aula, ma “senza avallare alcuna decisione sul loro. Lo ha fatto non condividendo il metodo utilizzato, perché non ci sono dubbi sul sostegno del governo italiano all’Ucraina e ha ribadito un principio fondamentale: decisioni di questa portata giuridica, finanziaria e istituzionale come l’eventuale uso degli asset congelati non possono che essere prese a livello dei leader”.
Meloni: “Pressione economica su Russia rispettando lo stato di diritto”
“L’Italia resta impegnata anche a mantenere una pressione economica sulla Russia”, “qualsiasi strumento di sostegno a Kiev” deve “sempre rispettare i nostri valori e le regole su cui poggia lo stato di diritto”, aggiunge la premier Giorgia Meloni nelle comunicazioni alla Camera.
Meloni: “Tutt’altro che semplice una soluzione sostenibile sugli asset”
Il Consiglio Ue, prosegue la premier Meloni parlando della decisione sull’eventuale utilizzo degli asset russi congelati, “è chiamato ad assicurare la continuità del sostegno finanziario” all’Ucraina con la “soluzione più sostenibile per i Paesi membri nel breve e lungo periodo. Trovare una soluzione sostenibile – aggiunge – sarà tutt’altro che semplice”.
Meloni: “Territori lo scoglio più difficile per la trattativa di pace
La questione dei territori è “lo scoglio più difficile da superare per la trattativa. Tutti vogliamo riconoscere la buona fede” di Volodymyr Zelenskij “che è arrivato a proporre un referendum”, ipotesi “respinta dalla Russia”, osserva la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio Ue. “Ogni decisione – ribadisce – dovrà essere presa tra le parti e nessuno può imporre da fuori la sua volontà”.
Meloni: “Dalla Russia nessuna volontà di contribuire a un processo di pace”
Continua Meloni in aula: “Il processo negoziale è in una fase in cui si sta consolidando un pacchetto che si è sviluppato su tre piani paralleli. È chiaramente una trattativa estremamente complessa, che per arrivare a un compimento non può che prescindere dalla volontà della Russia di contribuire al percorso negoziale in maniera equa, credibile e costruttiva. Oggi tutto sembra raccontare che questa volontà non sia ancora maturata. Lo dimostrano i continui bombardamenti in Ucraina”, spiega la premier nelle comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 dicembre.
Meloni: “L’Italia non invierà soldati in Ucraina”
Per le garanzie di sicurezza all’Ucraina c’è tra l’altro “l’ipotesi di dispiegamento di una forza multinazionale ucraina guidata dai volenterosi con la partecipazione volontaria dei paesi: approfitto per ribadire che l’Italia non intende inviare soldati in Ucraina”, ha aggiunto il presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio Ue.
Meloni: “La Russia si è impantanata, manteniamo pressione”
È importante “il mantenimento della pressione sulla Russia” che, a differenza di quanto dice la propaganda, “si è impantanata in una durissima guerra di posizione a costo di enormi sacrifici. Questa difficoltà è l’unica cosa che può costringere Mosca ad un accordo”. Lo ha detto il premier Giorgia Meloni nell’Aula della Camera.
Meloni: “Non abbandoniamo Kiev nella fase più complicata”
“Manteniamo chiaro che non intendiamo abbandonare l’Ucraina nella fase più delicata degli ultimi anni”, dice la premier Giorgia Meloni nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio Ue, parlando dell’esito del vertice di Berlino con gli altri leader europei ei negoziatori americani.


Pd vota la sua risoluzione e valuta di astenersi su quelle delle altre opposizioni
Il Pd vota la propria risoluzione sulle comunicazioni in Parlamento della premier Meloni in vista del Consiglio Ue e si astiene su quelle delle altre opposizioni, a meno che l’eventuale votazione per parti separate non porti ad accordi politici differenti con gli altri gruppi. È l’orientamento emerso nel corso dell’assemblaggio dei gruppi parlamentari dem di Camera e Senato a Montecitorio in vista della seduta di oggi.
Meloni alla Camera per le comunicazioni in vista del Consiglio Ue
La premier Giorgia Meloni è arrivata alla Camera per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo. Tra comunicazioni, dibattiti, repliche,
dichiarazioni di voto e voto sulle risoluzioni l’«ula di Montecitorio sarà impegnata fino a verso le 17.
Risoluzione M5S: no a confisca definitiva e utilizzo asset russi
“Alla luce della manifesta insostenibilità della misura in relazione al rispetto del diritto internazionale e del diritto dell’Unione europea, a non supportare – in sede di Consiglio europeo e nei consessi internazionali competenti – l’ipotesi della confisca definitiva e dell’utilizzo degli asset sovrani della Federazione Russa nonché dei beni di soggetti terzi congelati detenuti in Europa, scongiurando in questo modo il rischio che l’attuale quadro di incertezza giuridica possa degenerare nel ricorso ad ingenti fondi pubblici europei per far fronte ad eventuali risarcimenti a carico dell’Unione, così come in possibili misure ritorsive economico-finanziarie nei confronti di aziende nazionali e di privati cittadini”. È quanto si legge nella risoluzione M5S in vista delle comunicazioni di Giorgia Meloni sul Consiglio europeo.
Risoluzione Pd: sostegno a Kiev, anche usando i beni russi congelati
La risoluzione del Pd, in discussione oggi alla Camera, chiede di “scegliere senza esitazioni e ambiguità, di fronte alle minacce globali e alle sfide continuano rappresentate dall’amministrazione americana, l’interesse europeo”. Altro impegno è “ribadire la ferma condanna” della “aggressione russa dell’Ucraina ea continuare a garantire pieno sostegno e solidarietà al popolo e alle istituzioni ucraine, mediante tutte le forme di assistenza necessarie” e anche “attraverso un utilizzo legalmente fondato dei beni russi congelati”. Dem rimarcano l’esigenza di un ruolo dell’Ue per una pace “giusta e sicura”.
