Con il suo terzo episodio della nuova stagione, NCIS: Sydney ha aggiunto un tassello destinato a far discutere l’intero fandom. Lo spin-off internazionale più chiacchierato del franchise ha infatti introdotto un personaggio che, con un passato irregolare e un talento tutto da decifrare, potrebbe sorprendentemente diventare l’erede spirituale del leggendario Leroy Jethro Gibbs. Una possibilità che fino a poche settimane fa sarebbe sembrata impensabile, ma che ora inizia a prendere forma grazie a una rivelazione che ribalta completamente le aspettative.
Tutto parte dall’ingresso ufficiale nella task force di Travis “Trigger” Riggsil tecnico degli esplosivi interpretato da Tristan Gore. Arrivato quasi per caso, inizialmente considerato un peso e “un randagio da sistemare”, Trigger riesce gradualmente a conquistare il suo spazio. E non solo grazie alla simpatia o alla sua imprevedibile energia: dietro la sua presenza si nasconde infatti una dettaglio che lo lega in modo sorprendente al protagonista più amato della saga, Gibbs. Una connessione che lo spettacolo suggerisce con una discrezione studiata, e che potrebbe segnare un punto di svolta per il futuro della serie.
La puntata “Black Is White” conferma infatti che Trigger ha un passato molto più complesso di quanto volesse far credere. Quando ammette di aver fallito la valutazione psicologica per accedere al ruolo di artificiere, definito “a rischio perché forse incline al pericolo”, gli spettatori più attenti riconoscono subito l’eco di un’altra storia già vista nel franchise: quella del giovane Gibbs. Anche lui, come rivelato in NCIS: Originifu scartato nello stesso modogiudicato troppo impulsivo, troppo determinato, troppo “a rischio”. Ma proprio quel tratto, incanalato nel modo giusto, lo trasformò in una delle figure più iconiche della serie.
E qui entra in gioco la vera sorpresa. Nonostante tutto, Trigger viene comunque assunto in modo ufficiale: è JD Dempsey a manovrare nell’ombra per garantirgli un posto stabile all’interno della squadra. Un’operazione borderline, che richiama lo stile dei vecchi agenti della serie madre e che aggiunge un alone di mistero attorno al nuovo arrivato. Perché JD è disposto a spingersi così oltre per lui? E soprattutto: perché Trigger sembra risvegliare lo stesso tipo di fiducia istintiva che in passato Mike Franks riserò a Gibbs?
Il risultato è un personaggio che, episodio dopo episodio, si rivela sempre più centrale. Imperfetto, emotivamente instabile, ma autentico e sorprendentemente efficace quando tutto va storto: un vero outsider che potrebbe diventare la nuova anima ribelle di NCIS: Sydney. Se diventerà davvero “il prossimo Gibbs” è presto per dirlo. Ma una cosa è certa: lo show ha messo sul tavolo un nome che merita attenzione.
Fonte: CBR
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