SpaceX si sta preparando per quello che potrebbe diventare uno dei più grandi debutti in borsa della storia, con Elon Musk che, secondo quanto riferito, si sta preparando a quotare in borsa il produttore di razzi già dal prossimo anno con una valutazione di circa 1,5 trilioni di dollari.
Se la quotazione procedesse come previsto, si collocherebbe appena al di sotto dell’IPO record di 1,7 trilioni di dollari di Saudi Aramco nel 2019.
Secondo quanto riferito da Bloomberg, i dirigenti e i consulenti di SpaceX stanno avanzando piani per la quotazione, che cercherebbero di raccogliere ben oltre 30 miliardi di dollari e consolidare la posizione dell’azienda al centro del settore spaziale commerciale in rapida espansione.
Musk, 54 anni, ha fondato SpaceX nel 2002 con l’obiettivo di rivoluzionare i viaggi spaziali riducendo i costi di lancio e rendendo praticabili le missioni umane su Marte. Negli ultimi due decenni, l’azienda ha rimodellato il mercato globale dei lanci, mettendo in campo i suoi razzi riutilizzabili Falcon 9 e Falcon Heavy e diventando il partner preferito di governi, operatori satellitari e clienti privati.
L’azienda ha anche costruito un secondo sostanziale motore di entrate Starlink, la sua rete satellitare globale a banda larga. Musk ha dichiarato a giugno che SpaceX prevede di generare entrate per 15,5 miliardi di dollari quest’anno, fortemente trainate dalla crescita degli abbonati Starlink in tutto il mondo. Entro il prossimo anno, prevede che i ricavi spaziali commerciali della società supereranno il budget per il lancio e il volo spaziale della NASA, che ammonta a circa 1,1 miliardi di dollari.
Starship, il sistema di lancio da 400 piedi che Musk ha considerato essenziale per il trasporto di merci e, in ultima analisi, di esseri umani sulla Luna e su Marte, rimane un pilastro centrale delle ambizioni di SpaceX. Sebbene sia ancora in fase di sviluppo e test, si prevede che Starship sosterrà il programma Artemis della NASA e le future missioni nello spazio profondo.
La cadenza operativa di SpaceX ha raggiunto livelli senza precedenti. Nel 2024, la società ha completato il record di 134 lanci Falcon, diventando il fornitore di lanci più prolifico al mondo. Quest’anno si sta avvicinando ai 170 lanci, alimentati dalla domanda di dispiegamento di satelliti, contratti commerciali e lavoro militare.
La sua espansione aggressiva ha reso SpaceX un capofila per i principali programmi di difesa, incluso lo scudo di difesa missilistico “Golden Dome” proposto dal presidente Trump, che si baserebbe su satelliti avanzati per rilevare minacce aeree e missilistiche.
Una IPO da 1,5 trilioni di dollari non solo farebbe impallidire la maggior parte dei precedenti titoli tecnologici, ma sottolineerebbe anche il cambiamento nella leadership aerospaziale globale, con SpaceX che andrebbe ben oltre il suo ruolo iniziale di appaltatore della NASA per diventare la forza dominante nei lanci commerciali, nella banda larga satellitare e nelle infrastrutture spaziali di prossima generazione.
