MILANO – Le parole di Donald Trumpche ha indicato come vicina la fine della guerra, infondono fiducia sui mercati. Rimbalza l’Europa in avvio, con gli indici tutti in positivo. Dopo la pesante seduta di ieri i listini dell’estremo oriente si sono mossi tutti in rialzo, con Tokio che ha chiuso a +2,88% e Seul che ha riguadagnato quasi quanto perso ieri, risalendo del 5,35%. La parziale schiarita di Trump fa bene anche al petrolio, con il Wti che scende sotto i 90 dollari e il Brent che arretra intorno ai 93 dollari.
Gas e petrolio in forte calo
Il petrolio e il gas sono in caduta libera, dopo che ieri il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che la guerra in Medio Oriente finirà presto. Il Wti è in calo dell’8,6% a 86,62 dollari al barile. Il Brent cede il 9% a 90,14 dollari.
In forte calo anche il prezzo del gas. Ad Amsterdam l’indice Ttf registra una flessione del 14% a 48,67 euro al megawattora.
Milano tonica con le banche
La Borsa di Milano (+2,5%) prosegue tonica, in linea con gli altri listini europei dopo la parole di Trump sulla fine della guerra e il calo dei prezzi delle materie prime energetiche. Lo spread tra Btp e Bund è stabile a 69 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,54%.
Piazza Affari è sostenuta dalle banche con Unicredit (+5,2%).
Acquisti su Mediobanca (+5%), in attesa delle decisioni dei cda per il concambio con Mps (+4,9%). Vendita anche Bper (+4,8%) e Popolare Sondrio (+4,3%). Cresce Prysmian (+4,5%) e Stm (+3,9%).
Positive le utility con Hera (+2%), A2a (+1,9%), Enel (+2,1%). Vendita Tim (+1,9%). Il calo del prezzo del greggio appesantisce il settore dell’energia dove Eni cede l’1,7%. In lieve rialzo Saipem (+0,3%) e Tenaris (+0,2%).
I paesi del Golfo riducono la produzione di petrolio
I paesi del Medio Oriente riducono la produzione giornaliera di petrolio. Lo scrivo Bloomberg. L’Arabia Saudita ha ridotto la produzione di petrolio tra 2 e 2,5 milioni di barili al giorno, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno tagliato la loro produzione di 500.000-800.000 barili al giorno. Anche il Kuwait ha ridotto la produzione di mezzo milione di barili al giorno, e l’Iraq di circa 2,9 milioni, aggiunge il rapporto, citando persone a conoscenza della questione.
Brent ancora in calo
Dopo il balzo a 120 dollari al barile di picco ieri, il contratto future sul Brent è a 91,55 dollari al barile. Prezzi in altalena per il petrolio dopo le parole del presidente Usa Donald Trump sulla guerra che dovrebbe finire “molto presto”. Il Wti viaggia a 87,71 dollari al barile.
Lo spalmare in netto calo
Lo spread tra Btp e Bund tedesco apre in forte calo a 68 punti base rispetto ai 76 della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale italiano viaggia al 3,51%, quello dell’omologo tedesco al 2,83%.
Italia-Germania-Belgio convocano videocall su energia e semplificazione
Italia, Germania e Belgio, a quanto si apprende da più fonti europee, hanno convocato per la giornata di oggi una riunione tra leader in videocall per fare il punto su semplificazione e energia, anche alla luce della nuova crisi dei prezzi causata dal conflitto in Medio Oriente. La riunione, il cui orario non è ancora stato reso noto, segue lo stesso schema inaugurato da Giorgia Meloni, Friedrich Merz e Bart De Wever in occasione della riunione convocata a margine del summit Ue sulla competitività dello scorso 12 febbraio. Il numero totale dei Paesi partecipanti alla riunione di oggi non è per ora stato comunicato.
G7 energia d’urgenza su Iran, presente Pichetto
A margine del vertice sull’Energia nucleare in corso a Parigi, è stato convocato d’urgenza un G7 Energia al quale parteciperà il ministro Pichetto Fratin. Lo comunica il ministero.
L’Europa rimbalza in avvio
Le Borse europee rimbalzano all’apertura, con il sentiment rafforzato dal netto calo dei prezzi del petrolio e del gas dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato ieri sera che la guerra in Medio Oriente sta per volgere al termine.
Nei primi scambi a Londra l’indice Ftse 100 vendita dell’1,5% a 10.400,73 punti, a Francoforte il Dax del 2,09% a 23.883,44
punti ea Parigi il Cac40 guadagna l’1,89% a 8.065,33 punti. A Milano l’indice Ftse Mib segna +2,5% a 45.144,18 punti.
L’oro si rafforza
I prezzi dell’oro sono saliti a circa 5.175 dollari l’oncia, recuperando le perdite di ieri, mentre il dollaro si è indebolito dopo che il presidente Trump ha dichiarato che il conflitto in Medio Oriente potrebbe concludersi presto. Ieri Trump ha cercato di rassicurare i mercati nel contesto delle continue tensioni militari con l’Iran, descrivendo l’operazione come una “piccola escursione”.
In risposta, l’Iran ha dichiarato che deciderà quando il conflitto si concluderà. Le precedenti preoccupazioni che un conflitto prolungato nella regione potesse innescare un picco dell’inflazione hanno spinto gli operatori a ridimensionare le aspettative dei tassi di interesse della Fed quest’anno. I mercati ora prevedono circa 40 punti base di allentamento entro la fine dell’anno, in calo rispetto agli oltre 55 punti base di fine febbraio. Gli investitori attendono ora i dati chiave sull’inflazione statunitense, compreso l’indice dei prezzi al consumo e il Pce, previsti per la fine di questa settimana, per nuovi indizi sulle prospettive di politica monetaria della Fed.
Crolla il prezzo del gas
Scivola il prezzo del gas naturale in Europa. All’hub di riferimento Ttf, i future sul contratto di aprile calano del 14,4% a 47,8 euro/Mwh.
Ripiega il petrolio
Il prezzo del petrolio ripiega questa mattina sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna ad aprile passa di mano a 88,79 dollari al barile con una flessione del 6,31% mentre il Brent con consegna a maggio passa di mano a 93,02 dollari al barile con una riduzione del 6%.
L’Asia chiude in rialzo
Le Borse asiatiche chiudono in netto rialzo, dopo le parole di Donald Trump sulla fine della guerra in Medio Oriente e con il petrolio che scende a ridosso dei 90 dollari al barile. Sui mercati resta alta l’attenzione sull’andamento dei prezzi delle materie prime dell’energia, con i timori di una fiammata dell’inflazione e l’intervento delle banche centrali.
Mettono a segno un balzo Tokyo (+2,88%) e Seul (+5,3%). Le contrattazioni ancora aperte sono in netto rialzo anche Hong Kong (+2%), Shanghai (+0,65%), Shenzhen (+1,8%) e Mumbai (+0,5%). Sul mercato valutario lo yen è stabile sul dollaro, a 157,50, e sull’euro a 183,30.
