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L’Italia batte il Belgio ai rigori e vince la finale degli Europei U17

Il calcio italiano ha l’abitudine persistente e un po’ dolorosa di festeggiare a livello giovanile mentre è in lutto a livello senior – e il risultato di domenica a Tallinn non fa nulla per interrompere questo schema, anche se merita di essere riconosciuto nei suoi termini notevoli.

Questa generazione di Azzurrini sta facendo qualcosa di veramente eccezionale, e la federazione che lotta per convertire l’oro junior in argenteria senior dovrebbe osservare attentamente ciò che si sta costruendo qui.

L’Italia Under 17 ha battuto il Belgio 5-4 ai rigori nella finale del Campionato Europeo allo stadio Lilleküla di Tallinn, in Estonia, dopo che la partita era terminata 1-1 ai tempi supplementari.

È il secondo titolo europeo U17 dell’Italia in tre anni – il trionfo del 2024 sul Portogallo ha rappresentato il primo nella storia del Paese – e conferma questa particolare fascia d’età come la più produttiva in assoluto. calciole infrastrutture giovanili sotto attacco.

L’Italia ha concluso il torneo imbattuta.

La finale: come ha vinto l’Italia

La partita si è svolta come una vicenda tesa e combattuta fisicamente, in cui nessuna delle due squadre è riuscita a trovare un margine decisivo per lunghi tratti.

Quello del Belgio Mattis Seghers è stato il portiere più impegnato nel primo tempo, negando Lorenzo Dattilo con una sosta in tuffo prima di produrre un’altra bella parata per frustrare Federico Croci.

Cristiano Lupodall’altra parte, era altrettanto composto – attento alla minaccia iniziale Jayden Onia Sekein partenza Ilyas Benktib senza nulla in ripresa.

Il Belgio è entrato in partita dopo l’intervallo e quando è entrato in panchina Noa Ojea Cobiella all’85’, con un dribbling sulla fascia destra e una conclusione di sbieco sul secondo palo, sembrava che il sogno dell’Italia fosse finito.

Non lo era. Una pallamano Dierckx all’interno dell’area – il tipo di momento che arriva come un perdono – ha dato all’Italia un’ancora di salvezza, e Marcello Fugazzolaintrodotto poco prima all’87’, trasforma il rigore con spietata compostezza nonostante Seghers tiri nel modo giusto. Uno-tutto. Tempo supplementare.

Jacopo Landivivace sulla fascia sinistra, ha mandato sopra la traversa due tiri al 77′ e all’82’ che avrebbero potuto risolvere la situazione prima che arrivasse il gol del Belgio.

Nella sparatoria, Fugazzola ha aperto per l’Italia. Lupo para il tentativo di Ojea Cobiella. Edoardo Dario Rocca tirò fuori il calcio.

Tinus Moorthamer ha colpito la traversa al quinto tentativo del Belgio – un suono che lo perseguiterà.

Diego Perilloche aveva aperto le marcature dell’Italia nella competizione contro la Francia nella fase a gironi, si è fatto avanti per ultimo e non ha sbagliato. Campionato assicurato.

I nomi da ricordare: la prossima generazione italiana

Cristiano Lupo è il nome che viaggerà più lontano da questo torneo.

Il portiere – che aveva già parato tre rigori in semifinale contro la Spagna, di cui uno durante la partita stessa – ha dimostrato un nervosismo che trascende l’età.

In un paese in cui il dibattito sui rigori ha perseguitato gli anziani Nazionale per decenni, trovare un adolescente che corre verso quella pressione piuttosto che allontanarsene non è cosa da poco. La situazione del suo club e il suo percorso da senior meritano un attento monitoraggio.

Marcello Fugazzola è arrivato come sostituto all’87’ di una finale degli Europei con la sua squadra in svantaggio e ha subito trasformato un rigore di pressione.

Questa non è una qualità che può essere allenata nel senso convenzionale. La capacità di Fugazzola di assorbire il momento e produrre – segnando sia nei regolamenti che come primo tiratore dell’Italia ai rigori – lo contraddistingue come un giocatore con il profilo psicologico che il calcio d’élite richiede e così raramente trova.

Diego Perillo ha chiuso il torneo segnando il rigore decisivo ai rigori dopo aver aperto il conto dell’Italia contro la Francia nella fase a gironi.

La compostezza di Perillo durante sei settimane di competizioni ad alto rischio a questo livello, facendo il suo primo passo nella fase a gironi e ultimo nella finale, suggerisce un giocatore che interpreta la pressione come un contesto piuttosto che come una minaccia.

Queste qualità – i riflessi di Lupo, i nervi di Fugazzola, la coerenza di Perillo – sono proprio la moneta di cui la pipeline senior ha più urgentemente bisogno in questo momento.

Cosa significa il trofeo e cosa non può risolvere

I media italiani sono stati generosi nei loro elogi, e comprensibilmente.

Calcionews24 l’ha definita una “pagina storica del calcio giovanile italiano”, inquadrando i titoli consecutivi come una bis storico ciò segnala un vero rilancio del canale della nazionale. L’inquadratura non è sbagliata. Ma non è nemmeno tutta la verità.

L’Italia ha vinto il Campionato Europeo U17 due volte in tre anni, ha raggiunto la semifinale nel 2025 e ha prodotto nel 2024 una generazione che includeva talenti come Francesco Camarda – tutto questo sotto l’attenta gestione dell’allenatore Massimiliano Franceschini.

La struttura a livello U17 è chiaramente funzionante. Il divario tra quella struttura e l’anziano NazionaleLe tre assenze consecutive alla Coppa del Mondo rimangono più vaste che mai. Non è una contraddizione. È un avvertimento.

La sfida della FIGC non è mai stata la produzione di giovani talenti, ma la loro valorizzazione a livello scenico che conta, un problema che Andrea Pirlo si identificava con l’autorità silenziosa di chi osserva il sistema dall’internoe quello Gli ha fatto eco con altrettanta precisione Roberto Baggio.

Il caso dei giocatori che scelgono altre federazioni quando l’impegno dell’Italia vacilla: il tipo di perdita esaminata nel caso Volpato – ci ricorda che lo sviluppo e il mantenimento sono problemi completamente separati e che risolverne uno non garantisce la risoluzione dell’altro.

Il Belgio, che partecipa alla sua prima finale di EURO U17, trarrà enorme fiducia da questa serie. L’Italia dovrebbe prenderne atto: il divario si sta riducendo.

Il verdetto: autentico motivo di orgoglio, affare incompiuto

Domenica sera a Tallinn è stato un vero trionfo: imbattuta nel torneo, resilienza ai calci di rigore schierata due volte consecutive, una squadra che ha rifiutato di accettare la sconfitta per 1-0 a cinque minuti dalla fine in una finale europea.

Questo non è un risultato da poco, e non dovrebbe essere liquidato come una nota a piè di pagina dei fallimenti della squadra maggiore.

Ma il calcio italiano ha sempre saputo produrre talenti ai margini della scena mondiale.

Se la FIGC potrà costruire il ponte che trasformerà quest’ultima generazione di Azzurrini nella fondazione di un risveglio senior – piuttosto che un’altra celebre coorte che il sistema alla fine perde o spreca – rimane, come sempre, l’unica questione che conta.

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