Dopo anni di attesa, Cose più strane è finalmente tornata su Netflix con la quinta e ultima stagionelasciando ufficializzare in moto il capitolo conclusivo di uno dei fenomeni televisivi più influenti dell’ultimo decennio. Fin dal suo debutto nel 2016, la serie dei fratelli Duffer ha conquistato milioni di spettatori grazie all’unione di nostalgia anni ’80, horror sovrannaturale e racconto di formazione. Ora che la storia giunge al termine, i fan stanno tornando a Hawkins pieni di aspettative. Ma, sorprendentemente, molti di loro non riescono a concentrarsi sulla trama.
Sui social, infatti, gli spettatori stanno segnalando in massa un dettaglio ricorrente nella quinta stagione che li starebbe distraendo episodio dopo episodio. Non si tratta né di un twist narrativo né dell’evoluzione dei personaggi, ma di qualcosa che sta spezzando l’immersione nella storia: un elemento così presente da essere diventato, per molti, impossibile da ignorare.
Prima che esplodesse questa discussione, la conversazione attorno alla serie era concentrata soprattutto sulle tensioni interne al cast. Nei mesi precedenti all’uscita, alcune testate avevano riportato presunti attriti tra Millie Bobby Brown e David Harbour, con accuse di comportamenti difficili sul set. L’attrice, però, ha deciso di chiarire tutto in un’intervista a Scadenzaspiegando di sentirsi sempre al sicuro durante le riprese e di avere con Harbour un rapporto professionale solido, costruito nel corso di dieci anni di lavoro fianco a fianco.
Mentre queste tensioni sembrano essere state accantonate, il pubblico ha trovato un nuovo motivo di discussione. Per distrarre gli spettatori, secondo centinaia di commenti, sarebbe l’enorme quantità di collocatori di prodottit inserita negli episodi del Volume 1. Nulla di nuovo per Cose più straneche ha sempre giocato con i marchi dell’epoca per rafforzare l’ambientazione, ma questa volta molti sostengono che la presenza dei brand sia diventata così insistente da risultare invadente.
«È impossibile non vederli, sono ovunque», scrive un utente. «In ogni scena spunta una lattina, un pacchetto o un gadget. Ti fa uscire dalla storia». Un altro osserva ironico: «Sto guardando Stranger Things o una serie di spot anni ’80?»
Non tutti, però, la pensano così. Una parte del fandom difende la sceltaspiegando che i prodotti di marca sono parte integrante dell’identità estetica dello spettacolo. «Sono oggetti perfettamente coerenti con il periodo storico», commenta un utente su Reddit. «La nostalgia è la colonna portante della serie, e quei marchi contribuiscono a renderla credibile».
Un blogger appassionato ha persino iniziato a compilare una elenco di tutti i prodotti comparsi negli episodiindividuando marchi iconici come Dr Pepper, Gatorade, Pringles e Cheez-Its, oltre a dispositivi vintage come la radio Sanyo RP-7160 e le cuffie KOSS PRO/4X. Secondo lui, la nuova stagione è una miniera di dettagli d’epocae l’attenzione per l’accuratezza stilistica è più alta che mai.
La verità è che l’aumento del product placement non riguarda solo Cose più stranemamma il mondo dell’intrattenimento in generale. Con sempre più spettatori disposti a pagare per evitare le pubblicità tradizionali e con i brand alla ricerca di nuove forme di visibilità, inserire marchi direttamente nelle scene è diventata una strategia fondamentale. Per le aziende, significa essere presenti in modo costante e naturale. Per i creativi, è un modo per finanziare produzioni sempre più costose. Per gli spettatori, però, il risultato può essere contrastante.
E in questa quinta stagione, quel compromesso è diventato l’argomento più discusso tra i fan: una piccola distrazione che, almeno per ora, sta oscurando parte della conversazione sulla fine della serie.
Leggi anche: Il colpo di scena più folle di Stranger Things 5 ha scritto completamente il destino di un personaggio molto amato
© RIPRODUZIONE RISERVATA
