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Guerra in Iran, le news di oggi in diretta | Negoziati tra Usa e Iran in stallo

Negoziati tra Usa e Iran in stallo. Trump ha annullato la missione in Pakistan di Witkoff e Kushner: “Possono chiamarci, abbiamo le carte in mano”, ha detto il presidente Usa. Le osservazioni di Teheran erano state consegnate al Pakistan dal ministro degli Esteri iraniano Araghchi poi partito per un tour con i paesi mediatori prima a Muscat e poi a Mosca. Secondo Axios, Israele ha dispiegato segretamente una batteria del sistema di difesa aerea Iron Dome e truppe negli Emirati Arabi Uniti durante la guerra con l’Iran, segnando il primo impiego oltreconfine per il celebre sistema antimissilistico israeliano. Si tratta di un passo senza precedenti nella cooperazione militare tra i due Paesi, che dall’accordo di normalizzazione del 2020 hanno progressivamente intensificato i rapporti in ambito di sicurezza e intelligence.

Media: “Araghchi ha chiarito le linee rosse nei messaggi agli Usa”

Sono state chiarite le “linee rosse” dell’Iran nei messaggi che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha fatto arrivare agli Stati Uniti tramite i mediatori pakistani. Lo scrive l’agenzia di stampa Fars spiegano che “le linee rosse della Repubblica islamica dell’Iran” comprendono, tra le altre, “le questioni nucleari e lo Stretto di Hormuz”. Secondo la Fars, vicina al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, “fonti attendibili sottolineano che Araghchi sta agendo pienamente nel rispetto delle linee rosse stabilite e dei doveri diplomatici del ministero degli Affari Esteri”. I messaggi trasmessi, aggiunge la Fars, “non sono correlati ai negoziati e sono considerati un’iniziativa dell’Iran per chiarire la situazione regionale”

Trump: “Il sistema petrolifero rischia di esplodere entro tre giorni”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che il sistema petrolifero dell’Iran potrebbe “esplodere” entro tre giorni, in caso di ulteriori interruzioni delle infrastrutture energetiche del Paese. Trump ha spiegato a Fox News che, se il petrolio non può essere trasportato, “continua ad accumularsi meccanicamente e nel sottosuolo”, aumentando la pressione nei sistemi di condutture e nelle strutture sotterranee, fino a provocare “una rottura o un’esplosione che potrebbe danneggiare il sistema in modo permanente”. Il presidente ha aggiunto che, anche in caso di ricostruzione, le infrastrutture potrebbero tornare solo a circa “il 50%” della loro capacità attuale, definendo lo scenario una conseguenza “molto, molto potente”

L’Idf ordina l’evacuazione di sette villaggi nel sud del Libano”

L’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione di sette villaggi nel sud del Libano, sostenendo che la misura si rende necessaria in risposta alle presunte violazioni del cessate il fuoco da parte di Hezbollah. “In seguito alla violazione dell’accordo di cessate il fuoco da parte dell’organizzazione terroristica Hezbollah, le Idf sono costrette ad agire con decisione contro di essa”, ha dichiarato su X il portavoce in lingua araba dell’esercito, Avichay Adraee, indicando sette località situate a nord del fiume Litani

Trump: “La guerra finirà presto e noi saremo vittoriosi”

“La guerra con l’Iran finirà presto e noi saremo vittoriosi”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un’intervista a Fox News. “Se l’Iran vuole parlare, può chiamarci. Lo faremo per telefono”, ha detto. “Alcune delle persone con cui stiamo trattando sull’Iran sono ragionevoli, altre no”, ha aggiunto

Il ministro degli Esteri iraniano domani a Mosca incontrerà Putin

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, incontrerà il presidente russo Vladimir Putin, durante una visita a Mosca domani, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Isna. L’agenzia ha citato l’ambasciatore di Teheran in Russia, Kazem Jalali, il quale ha affermato che Araghchi incontrerà Putin e “si consulterà con i funzionari russi in merito agli ultimi sviluppi dei negoziati, del cessate il fuoco e delle vicende correlate”, e presenterà un rapporto sui negoziati per porre fine alla guerra con gli Stati Uniti e Israele

Trump: “La Cina aiuta Teheran? Potrebbero fare molto di più”

La Cina “potrebbe” star aiutando l’Iran nel conflitto in corso, ma “non molto”. Lo ha detto a Fox News il presidente americano Donald Trump. “Potrebbero fare molto di più. Non sono eccessivamente deluso. Anche noi aiutiamo gli altri – ha detto Trump – Abbiamo aiutato l’Ucraina e non avremmo dovuto farlo in quella misura”

Trump: “Se l’Iran vuole parlare possiamo farlo per telefono”

Con l’Iran “finirà presto. Se vuole, possiamo parlare. Lo faremo per telefono. Il Pakistan rimarrà coinvolto nella mediazione con l’Iran”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox

Morta l’11enne israeliana ferita nell’attacco missilistico di Teheran di inizio aprile

Una undicenne israeliana rimasta ferita in un attacco missilistico iraniano ad inizio mese è morta. La minore, rimasta gravemente ferita in un attacco il 1° aprile a Bnei Brak, nel centro di Israele, è deceduta venerdì a causa delle ferite riportate. Da settimane era in condizioni critiche. Con la sua morte, il bilancio delle vittime israeliane in questa guerra sale a 39

Hezbollah respinge le accuse Netanyhau: “Israele viola la tregua”

Hezbollah ha rimandato al mittente, il premier Benjamin Netanyau, le accuse di minare il cessate il fuoco in Libano e ha denunciato che è Israele a violare la tregua. In una nota diffusa su Telegram, Hezbollah “mette in guardia con forza dall’estremo pericolo di tentare di coinvolgere le autorità libanesi in un accordo bilaterale stipulato esclusivamente tra Washington e Netanyahu, sul quale il Libano non ha avuto voce in capitolo nè ha preso posizione”, riferendosi al cessate il fuoco. “Il proseguimento della resistenza contro gli assembramenti del nemico israeliano nei nostri territori occupati e il bombardamento dei suoi insediamenti nel nord della Palestina occupata rappresentano una risposta legittima alle sue persistenti violazioni del cessate il fuoco sin dal primo giorno della dichiarazione di tregua temporanea”, si legge nel comunicato, che lascia intendere che Hezbollah continuerà a contrastare i frequenti attacchi israeliani nel Libano meridionale. “L’estensione della tregua per ulteriori settimane avrebbe dovuto, secondo le autorità libanesi, portare a un vero cessate il fuoco durante il quale il nemico avrebbe interrotto le sue violazioni e i suoi attacchi, in particolare i bombardamenti e la distruzione di case nel sud”, prosegue il comunicato. “Invece”, prosegue, Israele “ha intensificato l’aggressione e gli attacchi, confermando la sua natura criminale, il suo tradimento e il suo disprezzo per tutte le leggi e le convenzioni internazionali”. “La resistenza è presente e pronta a difendere la sua terra e la sua gente”, avverte Hezbollah

Il ministro degli Esteri iraniano arrivato a Islamabad dopo una tappa in Oman

Il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi è arrivato a Islamabad oggi pomeriggio per una breve visita prima di ripartire per Mosca. Lo ha confermato all’agenzia ANSA un funzionario governativo. Il governo di Islamabad non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale in merito, né ha fornito dettagli sul suo programma. Ieri Araghchi era stato a Islamabad dove aveva incontrato i vertici politici e militari del Pakistan per discutere della crisi mediorientale e poi si era spostato a Muscat in Oman per altri colloqui

A Damasco primo processo pubblico contro funzionari del regime di Assad

La Siria ha aperto il suo primo processo pubblico contro funzionari legati all’ex presidente Bashar al-Assad. Atef Najib, ex generale di brigata dell’esercito, è comparso in tribunale oggi. È accusato di “crimini contro il popolo siriano”, secondo l’agenzia di stampa statale SANA. Najib era a capo della Sezione di Sicurezza Politica a Daraa nel 2011, quando alcuni adolescenti furono arrestati e torturati per aver scritto graffiti antigovernativi. Questo incidente scatenò proteste di massa e una brutale repressione, che portò a una guerra civile durata 14 anni. Assad fu deposto nel dicembre 2024. Le autorità stanno ora procedendo a processare i funzionari legati al suo regime.

Axios: “Israele ha segretamente inviato agi Emirati batterie Iron Dome e truppe”

Israele ha dispiegato segretamente una batteria del sistema di difesa aerea Iron Dome e truppe negli Emirati Arabi Uniti durante la guerra con l’Iran, segnando il primo impiego oltreconfine per il celebre sistema antimissilistico israeliano. Lo rivelano ad Axios fonti israeliane e statunitensi, secondo cui la decisione sarebbe stata presa dal premier Benjamin Netanyahu dopo un colloquio con il presidente emiratino Mohamed bin Zayed Al Nahyan, in risposta ai massicci attacchi con missili e droni lanciati da Teheran contro il Paese del Golfo. Il dispiegamento, che ha incluso anche operatori dell’esercito israeliano, avrebbe permesso di intercettare decine di missili iraniani, contribuendo a rafforzare la difesa degli Emirati, colpiti da centinaia di vettori nel corso del conflitto. Si tratta di un passo senza precedenti nella cooperazione militare tra i due Paesi, che dall’accordo di normalizzazione del 2020 hanno progressivamente intensificato i rapporti in ambito di sicurezza e intelligence. La mossa ha ulteriormente consolidato l’asse tra Israele e Abu Dhabi, nonostante le possibili implicazioni politiche nella regione e le critiche interne allo stesso Israele. Funzionari emiratini hanno definito Israele un alleato chiave, sottolineando che il sostegno ricevuto in un momento critico “non sarà dimenticato”.

Libano, da Idf ordine di evacuazione per sette villaggi del sud

Il tenente colonnello Avichay Adraee, portavoce in lingua araba delle Forze di difesa israeliane (Idf), ha emesso un avviso di evacuazione per sette villaggi del Libano meridionale. Le prossime operazioni dell’esercito israeliano riguarderanno i villaggi di Maifadoun, Chokine, Yohmor, Arnoun, Zoutar al-Gharbiya e Tabnit. “Alla luce della violazione dell’accordo di cessate il fuoco da parte di Hezbollah, le Idf sono costrette ad agire e i residenti devono evacuare immediatamente le proprie case e spostarsi ad almeno un chilometro di distanza dall’area delimitata. Chiunque si trovi vicino a membri, strutture o armi di Hezbollah mette a rischio la propria vita”, avverte il comunicato diramato dalle Idf.

Hezbollah rivendica attacchi a soldati israeliani nel sud del Libano

La fragile tregua tra Israele e Libano continua a essere a rischio per attacchi incrociati. L’aviazione dell’Idf sta colpendo obiettivi di Hezbollah nel sud del Libano. Al contempo Hezbollah rivendica due attacchi contro le truppe israeliane a Taybeh, sempre nel sud. Fonti libanesi segnalano attacchi di artiglieria in corso contro villaggi nel sud del Paese e citano in particolare il villaggio di Zawtar al-Sharqiyah. Secondo fonti locali, le Idf avrebbero lanciato poco prima degli attacchi dei volantini nel villaggio di al-Mansouri, invitando i civili a non entrare nella zona. Hezbollah ha annunciato invece di aver lanciato questa mattina due attacchi contro soldati israeliani di stanza nella città di Taybeh, nel sud. Il gruppo armato libanese pro-Iran ha dichiarato che gli attacchi sono una risposta a presunte violazioni israeliane dell’accordo di cessate il fuoco vigente dopo la proroga di altre tre settimane.

Pezeshkian: “No a negoziati sotto pressioni o minacce”

L’Iran “non entrerà in negoziati sotto pressioni, minacce, assedio”. Lo ha detto il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, secondo quanto riporta l’agenzia iraniana Mehr all’indomani della notizia del colloquio telefonico con il premier pakistano, Shehbaz Sharif, incentrato sugli ultimi sviluppi nella regione. Secondo l’agenzia, Pezeshkian ha contestato “continue violazioni e comportamenti coercitivi da parte degli Stati Uniti”. Il presidente iraniano, si legge, ha anche ribadito che Teheran resta impegnata a “costruire e rafforzare” le relazioni con “tutti i Paesi vicini” e a difendere la “sicurezza nazionale”. Ieri da parte pakistana erano stati riferiti un colloquio telefonico di circa 50 minuti tra il primo ministro pakistano e il presidente iraniano, dopo la visita a Islamabad del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, e l’annullamento della missione Usa guidata da Steve Witkoff e Jared Kushner.

Colloquio telefonico tra il ministro degli Esteri turco e i negoziatori Usa

Il ministro deegli Esteri turco Hakan Fidan ha avuto un colloquio telefonico incentrato sull’Iran con “negoziatori americani” coinvolti nel lavoro diplomatico. Lo riferisce l’agenzia turca Anadolu, che cita fonti diplomatiche secondo le quali Fidan ha avuto uno scambio di opinioni sugli ultimi sviluppi nei difficili negoziati tra Usa e Iran.

Araghchi dal sultano dell’Oman. Possibile il ritorno a Islamabad

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato il sultano dell’Oman Haitham bin Tariq a Muscat. L’agenzia di stampa statale dell’Oman ha riferito che il colloquio odierno tra i due leader è stato incentrato sull’evoluzione della situazione regionale e sugli sforzi di mediazione diplomatica, senza fornire ulteriori dettagli. La visita di Araghchi a Muscat rappresenta la seconda tappa del suo tour regionale, dopo quella di ieri nella capitale del Pakistan. Il ministro degli Esteri di Teheran e la delegazione iraniana hanno lasciato Islamabad ieri dopo i colloqui con il premier pakistano Shehbaz Sharif e il capo di stato maggiore dell’Esercito Asim Munir. Al momento non c’è alcun segnale di una svolta nei colloqui con gli Stati Uniti. Tuttavia l’agenzia di stampa iraniana Mehr ha riferito che Araghchi dovrebbe tornare in Pakistan dopo la sua visita in Oman e prima di recarsi a Mosca.

Usa: intercettata nave della flotta ombra iraniana

Una delle navi della “flotta ombra” che trasporta petrolio iraniano è stata intercettata nel mar Arabico da un elicottero della Marina degli Stati Uniti, decollato dal cacciatorpediniere lanciamissili USS Pinckney. Lo riferisce il Comando Centrale americano in un posto sui social media precisando che la nave mercantile sta ottemperando alle direttive militari Usa di fare ritorno in Iran sotto scorta. La Sevan è una delle 19 navi sanzionate dal dipartimento del Tesoro americano per il trasporto verso di prodotti energetici iraniani, petrolio e gas, inclusi propano e butano, per un valore di miliardi di dollari. Il Comando centrale ha anche fatto sapere che dall’inizio del blocco navale sono state respinte 37 navi.

Suona l’allarme aereo nel Kurdistan iraniano

Le silerme della difesa aerea sono scattate nella zona iraniana di Kermanshah, nel Kurdistan. Le ragioni sono al momento sconosciute

Colloqui telefonici tra Turchia, Pakistan e Iran

Il ministro degli Esteri turco ha avuto colloqui telefonici separati con i suoi omologhi iraniano e pachistano. Lo ha dichiarato in serata il ministero degli Esteri di Ankara, scrive Anadolu. Secondo il ministero, i colloqui tra Hakan Fidan, Abbas Araghchi e Ishaq Dar si sono concentrati sugli ultimi sviluppi del processo negoziale tra Iran e Stati Uniti.

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