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Guerra in Iran, le news di oggi in diretta: Vance è in Svizzera, Hormuz resta chiuso

In Svizzera primo colloquio tra Stati Uniti e Iran, con la mediazione di Qatar e Pakistan. Vance: “Abbiamo fatto già progressi e speriamo di farne altri”. Intanto continuano i raid israeliani in Libano e l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando una fonte vicina al team negoziale, annuncia che lo Stretto di Hormuz non sarà riaperto finché non sarà rispettato il cessate il fuoco

Hezbollah: “No a ipotesi zona cuscinetto israeliana”

Il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha respinto l’ipotesi di qualsiasi zona di sicurezza israeliana in Libano, dopo che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha promesso che le truppe rimarranno nel sud del Paese finché sarà necessario. “La permanenza delle truppe israeliane sul territorio libanese è impossibile. Non esistono zone di sicurezza per Israele. Abbiamo un esercito nazionale che interviene ed è responsabile della salvaguardia della sovranità, ed è con esso che collaboriamo”, ha dichiarato Qassem in un discorso televisivo, aggiungendo che “Israele è un aggressore e deve andarsene”.

Iran: “Ora colloqui bilaterali con Qatar, incerti quelli a 4”

Secondo quanto riportato dalla televisione di stato iraniana, in Svizzera sono iniziati i colloqui bilaterali tra le delegazioni di Teheran e del Qatar, a seguito della conclusione del primo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran, mediati da Pakistan e Qatar. “Non è ancora chiaro se i colloqui quadrilaterali proseguiranno o si interromperanno”, ha affermato la televisione di Teheran.

Pasdaran: “Stop ai negoziati se Israele non lascia Libano”

L’Iran sospenderà i negoziati a quattro in Svizzera se Israele non lascerà il Libano. La minaccia è arrivata dall’agenzia iraniana Tasnim, vicina ai Pasdaran.
“In caso di mancato rispetto del punto 1 dell’accordo di Islamabad tra i presidenti degli Stati Uniti e dell’Iran, ovvero la fine della guerra su tutti i fronti compreso il Libano, e la garanzia della sovranità e dell’integrità territoriale del Libano, qualsiasi negoziato tra l’Iran e gli Stati Uniti su tutte le altre questioni sarà sospeso”, si legge.

Media Iran: “Pausa nei colloqui per consultazioni interne”

Il primo round di colloqui tra Iran e Stati Uniti in Svizzera, con i mediatori di Pakistan e Qatar, si è interrotto per “consultazioni interne”. Lo affermano i media iraniani tra cui Irna e Isna.

Trump: “Se Teheran chiude Hormuz, non ci sarà più un Paese”

“Lo chiudete (lo Stretto di Hormuz, ndr) e non avrete più un Paese”. Continua a fare la voce grossa Donald Trump, in questo caso parlando con Fox News, mentre sono in corso proficui negoziati diretti in Svizzera. “Potremmo anche rilevare lo Stretto, se fossimo costretti a farlo”, ha aggiunto, ipotizzando anche un ruolo di “angeli guardiani” per gli Usa per lo Stretto, con il 20 per cento del petrolio che vi transita come pedaggio. “Se non fanno un accordo, noi raccoglieremo i pedaggi”.

Trump: “Se Teheran chiude Hormuz, non ci sarà più un Paese”

“Lo chiudete (lo Stretto di Hormuz, ndr) e non avrete più un Paese”. Continua a fare la voce grossa Donald Trump, in questo caso parlando con Fox News, mentre sono in corso proficui negoziati diretti in Svizzera. “Potremmo anche rilevare lo Stretto, se fossimo costretti a farlo”, ha aggiunto, ipotizzando anche un ruolo di “angeli guardiani” per gli Usa per lo Stretto, con il 20 per cento del petrolio che vi transita come pedaggio. “Se non fanno un accordo, noi raccoglieremo i pedaggi”.

Ghalibaf si presenta ai negoziati con una spilla sulla strage della scuola di Minab

“Minab168”. E’ la scritta sulla spilla che il capo negoziatore iraniano, il presidente del Parlamento Mohammed Ghalibaf, ha indossato ai colloqui con gli Stati Uniti, in ricordo delle vittime del bombardamento della scuola elementare femminile di Minab. Nell’attacco condotto da Usa e Israele, il più letale del conflitto, morirono 168 persone, soprattutto bambine di età compresa tra i 7 e i 12 anni. La stessa scritta campeggiava anche sull’aereo di Stato con cui Ghalibaf e tutta la delegazione sono arrivati in Svizzera.

“Ritengo che i bambini oppressi di Minab e tutti i cari martiri dell’Iran stiano guardando ogni mia singola azione e condotta in ogni momento”, ha scritto Ghalibaf su X con una sua foto di fronte all’aereo, dopo l’atterraggio a Zurigo. “Ci e si aspettano qualcosa da noi”, ha sottolineato.

Teheran protesta per le minacce Trump e valuta una risposta

La delegazione iraniana ai colloqui iniziati oggi in Svizzera ha presentato una protesta formale alla controparte statunitense per le ultime dichiarazioni del presidente Donald Trump contro Teheran. Lo ha riferito Press Tv.
Ora “si stanno valutando le opzioni per una risposta adeguata alle recenti minacce verbali di Donald Trump”, ha spiegato. Trump ha riferito di avere parlato con dirigenti iraniani e averli avvertiti che se non riapriranno lo stretto di Hormuz farà “saltare in aria” il Paese.

Conclusa la prima tornata di colloqui a quattro in Svizzera

Si è conclusa la prima tornata di colloqui tra Iran, Stati Uniti, Pakistan e Qatar in Svizzera. Lo riportano media iraniani. La televisione di Stato iraniana aveva parlato in precedenza di una pausa nei lavori dopo 80 minuti di riunione.

Netanyahu: “Restiamo nel Libano del sud finché ce ne sarà bisogno”

“Mi impegno qui, sulla tua tomba, Yoni, e mi impegno davanti a voi, cittadini: lo Stato di Israele non sarà un episodio passeggero nella storia del nostro popolo. Difenderemo con fermezza i nostri interessi vitali. Rimarremo nella zona di sicurezza nel Libano meridionale per tutto il tempo necessario a proteggere i preziosi residenti del nord e tutti i cittadini dello Stato. In qualità di Primo Ministro di Israele, sono fermamente determinato su questo punto e nulla lo cambierà”. Lo ha detto Benjamin Netanyahu durante la commemorazione del fratello, l’eroe d’Israele tenente colonnello Yonatan (Yoni) Netanyahu, nel 50mo anniversario della sua caduta in servizio.
“Abbiamo ottenuto risultati straordinari e non vi rinunceremo. Per quanto riguarda l’Iran: qualunque siano gli sviluppi politici e diplomatici, non permetterò all’Iran di dotarsi di armi nucleari. Finché sarò Primo Ministro di Israele, questo non accadrà. A questo sacro obiettivo ho dedicato la mia vita sin dal giorno della tua caduta, Yoni”, ha aggiunto il premier.

Hezbollah: “Nessuna speranza su negoziati Israele-Beirut”

Hezbollah ha stroncato ogni aspettativa sui negoziati tra Libano e Israele. “Non nutriamo alcuna speranza che i colloqui diretti tra le autorità libanesi e israeliane a Washington possano portare a risultati positivi, poiché la loro base è errata”, si legge in una nota dell’ufficio stampa del partito di Dio riportata dai media iraniani.

Il premier pakistano Sharif ringrazia Trump per la sua “leadership visionaria”

Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha ringraziato il presidente americano Donald Trump, per la sua “leadership visionaria e molto dinamica che ha portato a questo incontro”. “Credo che qui avremo delle discussioni meravigliose che, si spera, porteranno a risultati molto produttivi in futuro”, le parole di Sharif riportate da Al Jazeera.

Pezeskhian: “Missili fuori dai negoziati per cambio di linea degli Usa”

I negoziati non verteranno sui missili iraniani dopo che gli Stati Uniti hanno cambiato idea. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, mentre in Svizzera hanno preso il via i primi colloqui tecnici tra Washington e Teheran, mediati da Pakistan e Qatar, dopo la firma del Memorandum d’intesa nei giorni scorsi.
Secondo Pezeshkian, “in passato gli Stati Uniti chiedevano negoziati sui nostri missili ma poi hanno cambiato posizione. Il cambiamento di approccio nei nostri confronti è il risultato del sacrificio delle nostre forze nell’esercito e nelle Guardie Rivoluzionarie, e della nostra unità nazionale”.

Teheran: “Nessuna foto degli incontri a 4 in Svizzera, Ghalibaf si è opposto”

A quanto riferito dall’agenzia Tasnim, gli americani e gli organizzatori dei negoziati avevano predisposto tutto per strette di mano e foto tra gli inviati Usa e gli iraniani durante la seconda sessione di lavori a quattro.
Ma Ghalibaf si è opposto. Per questo durante le dichiarazioni in diretta di Vance e la foto di famiglia la delegazione iraniana non c’era. Ghalibaf e Araghchi sono entrati nella sala delle riunioni solo quando la stampa è stata fatta uscire.

Herzog: “Vogliamo la pace con il Libano, l’Iran ci ostacola attraverso Hezbollah”

“Martedì, Israele e Libano riprenderanno un altro ciclo di colloqui a Washington per raggiungere un accordo di pace, ma un accordo di pace tra Israele e Libano non può essere raggiunto se l’Iran ha così tanta influenza e cerca di intromettersi nel conflitto in Libano attraverso un’organizzazione terroristica riconosciuta come tale, il suo alleato Hezbollah. Deve essere chiaro che l’Iran non può essere coinvolto in Libano, perché altrimenti indebolisce la leadership libanese, che vuole fare la pace con noi, e noi vogliamo fare la pace con loro”. Lo ha detto il presidente israeliano Isaac Herzog in un’intervista a Fox News, come riportato in una nota dall’ufficio del capo dello Stato.

Pakistan: “A Hormuz niente dazi per 60 giorni”

L’Iran non introdurrà dazi di transito per le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz per i prossimi 60 giorni. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri pakistano, Muhammad Ishaq Dar, in un’intervista al canale televisivo saudita Al Arabiya. “Durante questo periodo di 60 giorni, non saranno applicate tasse di transito nello Stretto di Hormuz”, ha affermato il capo della diplomazia del Pakistan, paese mediatore nei colloqui tra Usa e Iran. Dar ha inoltre sottolineato che la situazione nello Stretto “deve tornare a com’era prima della guerra”. Il ministro degli Esteri pakistano ha aggiunto che la Cina sostiene il libero passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz in entrambe le direzioni senza imporre dazi

Trump minaccia: “L’Iran fermi i suoi proxy in Libano o colpiremo ancora”

“L’Iran deve immediatamente fermare i suoi proxy ben pagati in Libano dal creare problemi. In caso contrario, colpiremo di nuovo l’Iran molto duramente, proprio come abbiamo fatto la scorsa settimana, ma con ancora maggiore forza”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth

Trump: “Se non aprono Hormuz li farò saltare in aria”

Il presidente Donald Trump minaccia di “far saltare in aria” l’Iran se non riapre lo Stretto di Hormuz. Le parole incendiarie del presidente Usa, in un’intervista a Fox News, giungono mentre in Svizzera si sono aperti i colloqui tecnici diretti tra Usa e Iran, con la mediazione di Pakistan e Qatar. “Se lo chiudete, non avrete più un Paese. Li farò saltare in aria. Gli Stati Uniti prenderanno il controllo dello stretto, se necessario”, ha dichiarato Trump a Fox News, riportando ciò che avrebbe detto ai funzionari iraniani. “Non riuscirete nemmeno a tornare nel vostro fottuto Paese”, ha avvertito, prospettando che gli Stati Uniti potrebbero diventare “l’angelo custode dello Stretto di Hormuz e prendersi il 20% del petrolio”. “Se non raggiungono un accordo, imporremo dei pedaggi”, ha ancora tuonato Trump, minacciando gli iraniani mentre si aprono i negoziati in Svizzera

Trump: “Possiamo prenderci Hormuz se necessario e imporre pedaggi”

Se l’Iran non raggiungerà un accordo, riscuoteremo pedaggi nello Stretto di Hormuz. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox, senza escludere che gli Stati Uniti possano prendere il controllo dello Stretto. “Potremmo farlo, se necessario”, ha aggiunto sottolineando che gli Stati Uniti potrebbero diventare i ‘Guardian Angel’ dello Stretto e prendersi il 20% del petrolio

Vance: “Incontro storico, rimodellare il Medio Oriente con la diplomazia”

Il vicepresidente JD Vance parla di “incontro storico” in Svizzera e spiega che l’obiettivo degli Stati Uniti “è rimodellare il Medio Oriente attraverso la diplomazia. Ora immaginiamo un futuro di collaborazione per promuovere la pace e la prosperità”

Sharif ringrazia Trump: “Una leadership visionaria e dinamica”

Dalla Svizzera, dove sono in corso i colloqui tecnici diretti tra Stati Uniti e Iran, mediati dal Pakistan e dal Qatar, il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha ringraziato il presidente Donald Trump per la sua “leadership visionaria e molto dinamica che ha portato a questo incontro”. “Credo che qui avremo discussioni meravigliose che porteranno, si spera, a risultati molto produttivi in futuro”, ha affermato Sharif

Vance: “Trump ci ha chiesto di voltare pagina”

Donald Trump ci ha chiesto di “voltare pagina”. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance in Svizzera, sottolineando che gli Stati Uniti sono disposti a trasformare i rapporti con l’Iran se quest’ultimo rinuncerà al nucleare

Vance: “Trump è determinato a ottenere un cessate il fuoco regionale completo”

Negli ultimi giorni ci sono stati progressi significativi per mantenere il cessate il fuoco in Libano. Lo ha detto il vicepresidente statunitense JD Vance, sottolineando che Donald Trump è impegnato al raggiungimento di un cessate il fuoco completo nella regione

Vance: “Abbiamo fatto progressi nelle ultime ore, speriamo di farne altri”

“Abbiamo fatto progressi nelle ultime ore”. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance in Svizzera per i colloqui con l’Iran, augurandosi che ulteriori progressi possano essere fatti nelle prossime ore

Vance: “Teheran ha portato instabilità in Medio Oriente, ora vogliamo cambiare le relazioni nella regione in via permanente”

Vance: “Teheran ha portato instabilità in Medio Oriente, ora vogliamo cambiare le relazioni nella regione in via permanente”

Pakistan, Turchia, Arabia Saudita ed Egitto chiedono “rapidi progressi”

Riuniti al Cairo, i ministri degli Esteri e gli inviati di Pakistan, Turchia, Arabia Saudita ed Egitto, hanno sollecitato “rapidi progressi” nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, mentre i negoziati tra i due Paesi rivali sono in corso in Svizzera. In una dichiarazione congiunta, i ministri hanno chiesto una “rapida e positiva conclusione” dei negoziati tra Usa e Iran, volti a raggiungere una soluzione alle questioni in sospeso che sia “duratura, verificabile e reciprocamente accettabile”, tenendo conto delle preoccupazioni regionali, in particolare della sicurezza e della stabilità degli Stati del Golfo. L’Arabia Saudita, colpita dagli attacchi iraniani durante il conflitto, si era unita al mediatore del Pakistan insieme a Turchia ed Egitto nel facilitare i negoziati a poche settimane dall’inizio della guerra in Medio Oriente

Prima nave container arriva in un porto iraniano dopo la revoca del blocco Usa

La prima nave portacontainer, con a bordo diverse merci, ha attraccato questa mattina al porto iraniano di Shahid Rajaee, nel Golfo Persico, nella provincia di Hormozgan, dopo la revoca del blocco statunitense. Secondo l’agenzia di stampa Fars, la nave scaricherà 2.900 container al porto di Shahid Rajaei e ne caricherà oltre 3.100 destinati all’esportazione. Le operazioni di carico e scarico richiederanno circa 3 giorni. Altre quattro navi sono in arrivo al porto di Shahid Rajaei per scaricare diverse merci. L’Iran ha di nuovo chiuso lo Stretto di Hormuz e solo le navi dirette in Iran possono attraversare questa via navigabile

Herzog: “La pace in Libano è impossibile a causa della forte influenza dell’Iran”

Secondo il presidente israeliano Isaac Herzog, la forte influenza dell’Iran in Libano rende impossibile il raggiungimento della pace con Israele. “Un accordo di pace tra Israele e Libano non può esistere se l’Iran esercita un’influenza così grande. Come si può raggiungere la pace tra Israele e Libano quando Hezbollah ha preso il controllo del Libano? Si tratta di un’organizzazione terroristica armata dalla testa ai piedi dall’Iran”, ha dichiarato Herzog in un’intervista a Fox News, incentrata sulla possibilità di un accordo. In merito alle relazioni tra Israele e gli Stati Uniti, Herzog ha affermato che “hanno relazioni molto strette. Esprimere preoccupazioni è del tutto legittimo, perchè Israele è in prima linea in questa guerra. Siamo noi ad assorbire i missili iraniani”

Il ministro del Pakistan: “I giorni più difficili sono davanti a noi”

Si prospettano i giorni più difficili nel corso dei colloqui tra Stati Uniti e Iran appena cominciati in Svizzera. Lo ha dichiarato in un’intervista ad Al-Arabiya il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, che in mattinata ha incontrato separatamente sia la delegazione statunitense che quella iraniana, prima dell’avvio dei colloqui tecnici diretti tra le parti rivali, mediati dal Pakistan e dal Qatar, ora in corso. In una serie di dichiarazioni di Dar postate su X da Al-Arabiya, emerge che “è stato raggiunto un accordo per ridurre il livello di arricchimento dell’arsenale nucleare iraniano”. Dar ha affermato, inoltre, che Stati Uniti e Iran sono giunti alla conclusione che la diplomazia sia la soluzione. Dar ha anche espresso la speranza che i colloqui procedano positivamente, prospettando che “ciò che ci attende sarà più difficile nel corso dei colloqui” bilaterali

Tasnim: “Ghalibaf ha incontrato prima i vertici del Pakistan”

L’agenzia di stampa Tasnim ha riferito che il presidente dell’Assemblea consultiva islamica e capo della delegazione negoziale dell’Iran, Mohammad Baqer Qalibaf, ha incontrato a Zurigo il premier del Pakistan Shehbaz Sharif e il comandante dell’esercito pakistano Asim Munir. L’obiettivo dell’incontro – che ha preceduto i colloqui tecnici diretti con gli Stati Uniti, mediati da Pakistan e Qatar – è stato quello di dare seguito ai precedenti e chiedere l’attuazione degli impegni assunti da Washington nell’Accordo di Islamabad, in particolare il primo paragrafo dell’accordo sulla fine della guerra su tutti i fronti

(afp)

Tasnim: “Nessuna intenzione di negoziare con Grossi”

L’Iran non ha alcun motivo per negoziare con il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, e la sua presenza in Svizzera non implica un suo coinvolgimento diretto nei negoziati tra Teheran e Washington. Lo ha dichiarato all’agenzia Tasnim una fonte vicina al team negoziale a Ginevra. “Gli americani volevano la presenza di Grossi ai colloqui, ma l’Iran si è opposto”, ha affermato. Secondo questa fonte ben informata, rimasta anonima, l’obiettivo del team negoziale è semplicemente quello di adempiere all’articolo 13 del Memorandum d’intesa, con particolare attenzione all’articolo 1 e a questioni come il rilascio dei beni iraniani e la revoca delle sanzioni petrolifere

Media: “Grossi partecipa ai colloqui tecnici in Svizzera”

In un post su X, Rafael Grossi ha dichiarato di trovarsi a Burgenstock, in Svizzera, dove sono cominciati i colloqui tra le delegazioni iraniana e statunitense, per “fare il punto sugli ultimi sviluppi”. Fonti concordanti affermano che non è ancora chiaro se il capo dell’Aiea parteciperà attivamente ai negoziati o meno

Media Iran: “Hormuz chiuso finché non sarà rispettata la tregua in Libano”

Lo Stretto di Hormuz non sarà riaperto finché non sarà rispettato il cessate il fuoco in Libano. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando una fonte vicina al team negoziale. La fonte ha aggiunto che la via navigabile rimarrà chiusa anche fino al rilascio delle deroghe che consentirebbero la vendita di petrolio iraniano

Qatar: “Al via in Svizzera i colloqui Usa-Teheran”

Il ministero degli Esteri del Qatar ha annunciato l’avvio in Svizzera dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, con la mediazione di Qatar e Pakistan. Il ministero degli esteri del Qatar ha espresso “l’auspicio che questi incontri portino alla conclusione di un accordo globale e permanente che affronti tutti gli aspetti contemplati nel Memorandum d’intesa”

Al Jazeera contro l’Idf: “Il nostro cameraman ucciso non era un membro di Hamas”

Al Jazeera in un post sui social “condanna” le “accuse infondate” dell’esercito israeliano contro i suoi giornalisti e cameraman a Gaza, definendole “un tentativo di giustificare crimini contro gli operatori dei media”. Il riferimento è all’uccisione da parte dell’Idf del cameraman Ahmed Wishah che l’esercito israeliano ha detto essere un membro di Hamas

Katz: “Non ci ritiriamo dalla zona di sicurezza in Libano nonostante la tregua”

“Come ha chiarito il premier Benjamin Netanyahu, e io stesso, Israele non si ritirerà dalla zona di sicurezza in Libano. Il cessate il fuoco annunciato ieri lascia l’Idf in tutte le posizioni occupate all’interno della zona di sicurezza. Non vi è stata e non vi è alcuna limitazione all’azione dell’Idf in Libano per rimuovere le minacce”, afferma il ministro della Difesa Israel Katz in una nota ufficiale. “Tutti i risultati ottenuti dall’Idf in Libano vengono mantenuti. Le nostre forze restano nella zona di sicurezza lungo la Linea Gialla e da lì operano contro terroristi e siti più all’interno del territorio”, ha aggiunto

Via ai colloqui sull’Iran, incontro tra delegazione Usa e Pakistan

Via ai primi colloqui sull’Iran al Bürgenstock Resort a Lucerna. Il vicepresidente JD Vance e gli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner hanno accolto i mediatori pakistani: il premier Shehbaz Sharif e il capo di stato maggiore dell’esercito, il Feldmaresciallo Asim Munir, secondo il pool di reporter che segue Vance. Si sono stretti la mano, abbracciati e ringraziati a vicenda. I giornalisti sono stati fatti entrare nella sala per meno di un minuto. Vance ha detto che parlerà con loro più tardi e non ha risposto a una domanda sul messaggio che avrebbe voluto rivolgere al premier israeliano sulle azioni militari in Libano

(afp)

Teheran: “Niente accordo con gli Usa senza la fine della guerra in Libano”

L’Iran ha avvertito che non avrebbe avviato colloqui su un più ampio accordo con gli Stati Uniti a meno che la guerra in Libano non finisca. “Senza l’attuazione di queste disposizioni, in particolare il paragrafo 1 (cessazione della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano), l’ingresso nella fase negoziale per l’accordo finale non è possibile”, ha scritto sui social il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei, riferendosi a una clausola nell’accordo-quadro firmato settimana scorsa da Teheran e Washington

Svizzera: “L’arrivo della delegazione iraniana per i colloqui con gli Stati Uniti”

Svizzera, l’arrivo della delegazione iraniana per i colloqui con gli Stati Uniti



Pezeshkian: “Non rinunceremo mai al diritto di arricchire l’uranio”

L’Iran “non farà mai un passo indietro” dal suo diritto ad arricchire l’uranio, e gli Stati Uniti “alla fine dovranno accettarlo”. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una conferenza a Teheran, secondo quanto riportato dai media statali iraniani, mentre prendono il via i colloqui in Svizzera tra le delegazioni di Washington e Teheran

Hamas, nove morti e 41 feriti a Gaza nelle ultime 24 ore

Secondo il ministero della Sanità di Hamas nelle ultime 24 ore a Gaza nove persone sono state uccise e 41 ferite negli attacchi israeliani. L’Idf tra ieri sera e oggi ha reso noto di aver colpito e ucciso tre terroristi di Hamas, tra cui un operatore di al Jazeera, Ahmed Samir Muhammad Washah, che prestava servizio nell’ala militare di Hamas come cecchino. Secondo l’esercito, “operava con il fratello, Mohamed Washah, elemento chiave di Hamas che lavorava anche per Al Jazeera, ucciso in un attacco ad aprile”. In mattinata l’Idf ha reso noto di aver “eliminato altri due terroristi, miliziani della Jihad islamica palestinese e di Hamas’, che trasferivano denaro nella Striscia”

Sondaggi: “Per il 92% degli israeliani l’Iran ha vinto la guerra”

Il 92,1% degli israeliani ritiene che l’Iran sia uscito vittorioso dalla guerra con il duo Israele-Stati Uniti. Quesi i risultati di un sondaggio condotto dall’Istituto Agam in collaborazione con l’Università Ebraica e rilanciato dal Times of Israel. L’82,9% degli intervistati ritiene che la campagna militare abbia indebolito la sicurezza a lungo termine di Israele e l’86% ha un’opinione negativa dell’esito. Inoltre, il 72,5% non crede al premier Benjamin Netanyahu quando afferma che Israele ha ottenuto guadagni significativi e rimosso una minaccia esistenziale, con l’87,8% degli israeliani che ritiene che il Paese non sia riuscito a raggiungere i suoi obiettivi o li abbia realizzati solo in parte. Per quanto riguarda la performance di Netanyahu stesso, il 56,4% afferma che la gestione della campagna da parte del premier è stata scadente o fallimentare. Il sondaggio rileva che il 48,2% degli israeliani sostiene una rinnovata e significativa azione militare contro Hezbollah, anche a rischio di uno scontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump

Iran: “In Svizzera il tema centrale dei colloqui sarà il Libano”

Gli Stati Uniti non sono stati in grado di garantire un cessate il fuoco in Libano e questo sarà il tema centrale nell’incontro in Svizzera: lo riporta l’agenzia Irna citando il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei, secondo cui saranno discussi anche altri temi, come le deroghe per la vendita del petrolio iraniano e lo sblocco degli asset iraniani congelati

Media Iran: “Lo stretto di Hormuz resta chiuso”

Lo stretto di Hormuz rimane chiuso: lo riferisce l’agenzia iraniana Fars citando una fonte militare, secondo cui la Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane non ha autorizzato il transito di alcuna nave

Delegazioni Usa-Iran e mediatori insieme a Burgenstock, a breve i colloqui

La delegazione statunitense, guidata dal vicepresidente J.D. Vance, la delegazione iraniana con a capo il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, e i mediatori di Pakistan e Qatar si trovano attualmente a Burgenstock, in Svizzera. Lo riferisce il ministero degli Esteri svizzero in un comunicato nel quale precisa che “i colloqui tra le parti dovrebbero iniziare nel corso della mattinata”

Iran, Vance: “Libano e nucleare le priorità. I colloqui sono già avviati speriamo nei progressi”

Iran, Vance: “Libano e nucleare le priorità. I colloqui sono già avviati speriamo nei progressi”



Giunto in Svizzera il premier pakistano Sharif

Il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, è atterrato a Zurigo, da cui si dirigerà al Burgenstock sul lago di Lucerna per partecipare come mediatore ai colloqui tra Usa e Iran. Sharif ha pubblicato su X un video del suo arrivo ed è stato preceduto dal capo di Stato maggiore Asim Munir, giunto poco prima

Teheran: non accetteremo accordo solo sulla carta

Teheran non accetterà un accordo sulla carta a meno che Washington non rispetti pienamente i suoi impegni. Lo afferma Mohammad Mokhbar, consigliere e assistente della Guida Suprema iraniana, alla vigilia dei colloqui in Svizzera. In un post su X, Mokhbar ha affermato che gli Stati Uniti comprendono la pressione in termini economici. “Gli americani comprendono meglio il linguaggio dell’economia e del rapporto costi-benefici”, ha scritto. “Se l’accordo rimane solo sulla carta, anche il flusso di energia in Medio Oriente si fermerà”, sostiene Mokhbar. “I nostri negoziatori non saranno soddisfatti se non con la piena attuazione degli impegni e il rispetto dei diritti della nazione”, ha aggiunto. Mokhbar ha anche ricordato le vittime del conflitto, affermando che l’Iran non le dimenticherà.

Media: Libano primo punto all’ordine del giorno dei colloqui Usa-Iran

È stata aggiunta una sessione speciale per discutere del conflitto tra Israele e Hezbollah ai colloqui di oggi tra Stati Uniti e Iran in Svizzera. Sarebbe il primo punto all’ordine del giorno, come rende noto l’emittente statunitense Cbs News, citando un diplomatico presente ai colloqui, che non prevedono la partecipazione di funzionari né israeliani né di Hezbollah.

Delegazione del Pakistan arrivata in Svizzera

La delegazione del Pakistan, guidata dal capo delle forze armate Syed Asim Munir, è giunta in Svizzera per i colloqui di pace tra Usa e Iran, di cui Islamabad è il principale mediatore. Lo riferisce Al Jazeera.

Media Beirut, 7 morti in nuovi raid israeliani nel sud del Libano e nella Bekaa

Almeno sette persone sono rimaste uccise in nuovi raid israeliani nella Bekaa occidentale e nella regione di Tiro, nel sud del Libano. Lo riferisce l’agenzia nazionale di stampa Nna che cita il ministero della Sanità di Beirut. Cinque persone, tra cui un bambino, una donna e due anziani, sono morte in seguito ai bombardamenti sulla città di Sohmor, nel Libano occidentale. Mentre altre due persone di nazionalità palestinese sono rimaste uccise nel distretto di Tiro, nel sud del Libano, a Rashidieh, scrive la Nna.

Il ministro iraniano Paknejad: “Industria petrolifera fondamentale nei negoziati”

L’industria petrolifera iraniana sarà un banco di prova fondamentale per qualsiasi accordo di pace definitivo con gli Stati Uniti, ha dichiarato il ministro iraniano del Petrolio Mohsen Paknejad.

Axios: Usa propongono accesso ai siti nucleari in cambio dei beni congelati

L’amministrazione statunitense spera che l’Iran accetti di consentire agli ispettori delle Nazioni Unite l’accesso ai suoi impianti nucleari. In cambio, Washington è pronta a dare a Teheran accesso a parte dei suoi beni precedentemente congelati. Lo riporta Axios. Secondo fonti consultate dalla testata, gli Stati Uniti vorrebbero che l’Iran invitasse gli ispettori delle Nazioni Unite a visitare i suoi siti nucleari, bombardati dagli Stati Uniti e da Israele, come risultato del primo giro di colloqui previsti oggi in Svizzera. Gli Stati Uniti sarebbero in questo caso disposti a dare all’Iran accesso a parte dei suoi fondi congelati, a partire dal conto da 6 miliardi di dollari in Qatar, scrive Axios.

La radio israeliana: “Da giovedì Hezbollah ha ucciso 6 nostri soldati”

La radio israeliana ha riferito che da giovedì a oggi sei soldati, tra cui un ufficiale di alto grado, sono stati uccisi e oltre venti sono stati feriti negli attacchi di Hezbollah in Libano.

Smotrich: “Israele resterà in Libano per anni”

Il ministro delle Finanze israeliano, Bezalel Smotrich, di estrema destra, promette che Israele rimarrà nella zona di sicurezza che controlla all’interno del Libano per gli anni a venire e non si ritirerà nemmeno di fronte a un’esplicita richiesta degli Stati Uniti. In un’intervista al quotidiano Makor Rishon, Smotrich aggiunge di ritenere improbabile che gli Stati Uniti avanzeranno una simile richiesta, perché “conoscono i nostri limiti invalicabili”. Interrogato sulla permanenza dell’esercito in Libano per anni, il ministro di estrema destra ha risposto: “Sì, e lo dico da persona che attualmente sta conducendo negoziati sulla gestione del bilancio della difesa per il prossimo decennio”. Sulla necessità che Israele crei postazioni militari e intere basi nella zona di sicurezza, Smotrich risponde: “Assolutamente sì. Resteremo lì finché Hezbollah non si disarmerà, e credo anche oltre, perché abbiamo bisogno di confini difendibili”.

Vance è arrivato in Svizzera per i colloqui con l’Iran

Il presidente americano, JD Vance, è arrivato in Svizzera per i colloqui con l’Iran.

Colloqui Usa-Iran, priorità al Libano

I colloqui tra Stati Uniti e Iran, che dovrebbero aprirsi oggi a Burgenstock in Svizzera, inizieranno con una discussione d’emergenza sul conflitto tra Israele e Hezbollah. Lo ha riferito a Cbs un diplomatico che partecipa ai colloqui.

Delegazione negoziatori Teheran atterrata a Zurigo

La delegazione dei negoziatori dell’Iran è atterrata a Zurigo. Lo rende noto la tv di Stato di Teheran. I colloqui con gli Stati Uniti sono in programma per domani. Negli stessi istanti l’aereo del vicepresidente americano, JD Vance, è decollato da Washington per recarsi in Svizzera.

Vance: “Speriamo in progressi sul nucleare e sul cessate il fuoco in Libano”

“Dobbiamo continuare” a gestire la situazione fra Israele e Libano. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance partendo per la Svizzera, dove parteciperà ai colloqui con l’Iran. Affermando che può stare solo uno o due giorni, secondo quanto riportato dai media americani, Vance si è augurato che ci siano progressi sul dossier del nucleare e sulla tregua in Libano. “Queste sono le due cose su cui penso siamo concentrati. Sono sicuro che gli iraniani avranno dei temi su cui vogliono parlare”, ha messo in evidenza.

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