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questa serie spesso sottovalutata è un capolavoro senza tempo

Se consideriamo tutti i più grandi gangster della serie di sempre, i primi nomi che vengono in mente si aggirano inevitabilmente tra Io Soprano e Peaky Blindersmagari passando anche per Breaking Bad o Figli dell’anarchia. Eppure esiste una produzione HBO che meriterebbe di essere citata molto più spesso tra questi titoli e che rimane ingiustamente sottovalutata nonostante abbia segnato un’epoca televisiva.

Andata in onda tra il 2010 e il 2014, Impero del lungomare è riuscita a fondere il fascino epico delle grandi saghe criminali come Il padrino con l’attenzione storica e la complessità morale che in tempi più recenti avrebbero fatto la fortuna di Peaky Blinders. Il risultato è un racconto ambizioso, elegante e sorprendentemente attuale, che ancora oggi rappresenta una delle migliori incursioni televisive nel mondo della criminalità organizzata. Basata sul saggio Boardwalk Empire: la nascita, i tempi alti e la corruzione di Atlantic City di Nelson Johnson, la serie segue l’ascesa e il declino di Enoch “Nucky” Thompson, figura ispirata a un vero politico che esercitò un’enorme influenza su Atlantic City durante gli anni del Proibizionismo.

A interpretarlo troviamo uno straordinario Steve Buscemiprobabilmente autore nella serie della migliore performance della sua carriera. Il suo Nucky è un uomo costantemente in bilico tra potere politico e affari criminali, costretto a muoversi in un mondo dove alleanze, tradimenti e compromessi morali diventano la norma. Attorno a lui ruota una galassia di personaggi che comprende gangster, funzionari governativi, uomini d’affari e figure realmente esistite come Al Capone, contribuendo a costruire un affresco storico di enorme respiro.

Una dimensione che ha permesso a Impero del lungomare di distinguersi dalla maggior parte delle serie gangster arrivate in precedenza. Se Io Soprano concentravano gran parte della propria forza sulla dimensione privata e familiare di Tony Soprano, la produzione HBO sceglie invece una prospettiva molto più ampia. La criminalità non viene raccontata soltanto come un’attività illegale, ma come una forza capace di influenzare la political’economia e perfino l’evoluzione degli Stati Uniti durante uno dei periodi più turbolenti della loro storia.

Per certi versi, la struttura narrativa ricorda più serie corali Venire Il filo o addirittura Game of Thrones che i tradizionali racconti di mafia. Ogni stagione introduce infatti nuove fazioni, nuovi personaggi sullo sfondo di nuovi eventi storici, ampliando continuamente il mondo narrativo senza perdere coerenza o intensità. Vieni accadrà poi dentro Peaky Blindersanche qui la storia personale del protagonista si intreccia costantemente con gli avvenimenti reali dell’epoca.

La differenza è che Impero del lungomare tende tuttavia ad essere molto meno indulgente nei confronti dei suoi personaggi. Nucky non viene mai trasformato in un eroe romantico e la serie non cerca di giustificare le sue azioni. Al contrario, ne mette spesso in evidenza il lato più spietato e oscuro, regalando momenti di rara durezza emotiva. Questo approccio crudo e per certi versi brutale ha contribuito a rendere la serie memorabile fin dai suoi primi anni di vita. Gli antieroi di Impero del lungomare sembrano persone vere, fragili e contraddittorie, intrappolate in un sistema che contribuisce a costruire e che, inevitabilmente, finirà per travolgerle.

A distanza di anni dalla sua conclusione, Impero del lungomare resta una delle opere più raffinate e sottovalutate mai prodotte da HBO. Un grande racconto criminale che unisce il respiro epico de Il padrino alla profondità psicologica di Peaky Blindersdimostrando come il genere gangster possa ancora offrire storie capaci di lasciare il segno.

Leggi anche: Pochi la ricordano, ma questa serie visionaria ha unito il meglio di The Last of Us e Dark

Foto: MovieStillsDB

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